Indice: In breve | Cosa cambia dal 1° luglio 2026 | Il calcolo per articolo: l'esempio della Commissione | La tassa italiana da 2 euro rinviata al 1° ottobre | Chi paga il dazio e quali beni sono coinvolti | Errori comuni da evitare | Domande frequenti
In breve
* Dal 1° luglio 2026 entra in vigore il dazio UE di 3 euro su ogni articolo nelle spedizioni extra-UE fino a 150 euro.
* La tassa italiana da 2 euro è rinviata al 1° ottobre 2026 con decreto-legge del Consiglio dei ministri.
* Il dazio si applica per classificazione tariffaria: 5 magliette pagano 3 euro, 1 maglietta più 1 orologio ne pagano 6.
* Nel 2025 nell'UE sono entrati 5,9 miliardi di articoli da e-commerce sotto i 150 euro.
* Il dazio resterà fino al 1° luglio 2028, debutto dell'hub doganale UE per l'e-commerce.
Cosa cambia dal 1° luglio 2026
Il Consiglio dei ministri ha rinviato di tre mesi la tassa italiana da 2 euro sui pacchi di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi extra-UE, fissando la nuova decorrenza al 1° ottobre 2026 con un decreto-legge approvato il 23 giugno 2026 su proposta della presidente Giorgia Meloni. Lo stesso 1° luglio resta però una data spartiacque: scatta infatti il dazio comunitario fisso di 3 euro previsto dal Regolamento UE 2026/382. Le linee guida pubblicate dalla Commissione europea chiariscono che il prelievo non è una tassa sui consumatori ma un tributo doganale a carico del dichiarante, applicato per singolo articolo e non per pacco. La misura sostituisce l'esenzione doganale de minimis fino a 150 euro, giudicata ormai obsoleta e responsabile di un vantaggio competitivo per i modelli di business basati sull'invio diretto al cliente.
Il calcolo per articolo: l'esempio della Commissione
Per capire come funziona il prelievo, la Commissione europea ha pubblicato due esempi di spedizione da Paesi extra-UE entro la soglia dei 150 euro. La regola di fondo è una sola: il dazio si applica per voce doganale, non per numero di pezzi contenuti nel pacco.
1. Spedizione con 5 magliette: pur trattandosi di cinque capi, la classificazione tariffaria è unica perché si tratta di articoli omogenei. Il dazio applicato è pari a 3 euro. 2. Spedizione con 1 maglietta e 1 orologio: la classificazione doganale conta due articoli distinti, perché abbigliamento e orologeria rientrano in voci tariffarie diverse. Il dazio applicato è pari a 6 euro, ossia 3 più 3. 3. Per stimare il prelievo prima di acquistare conviene verificare la voce doganale di ogni prodotto: il numero di pezzi conta meno della loro categoria merceologica.
La tassa italiana da 2 euro rinviata al 1° ottobre
Il decreto-legge del Consiglio dei ministri, approvato su proposta della presidente Giorgia Meloni e firmato da un fronte di ministri che comprende Giancarlo Giorgetti, Matteo Salvini, Adolfo Urso e Marina Calderone, ha prorogato di tre mesi l'entrata in vigore del contributo nazionale di 2 euro sui mini pacchi extra-UE fino a 150 euro. La misura era stata fissata inizialmente per il 1° luglio 2026 e ora slitta al 1° ottobre 2026: chi acquista su grandi piattaforme come AliExpress, SHEIN o Temu nei tre mesi estivi pagherà solo il dazio comunitario, senza il sovrapprezzo italiano. Dal 1° ottobre 2026 i due prelievi convivono. A questi due strumenti si aggiungerà entro novembre 2026 anche una handling fee europea, già concordata in sede UE, pensata per coprire i costi di sdoganamento e quindi distinta sia dal dazio sia dalla tassa nazionale.
Chi paga il dazio e quali beni sono coinvolti
Secondo le linee guida della Commissione il responsabile del pagamento è il dichiarante del bene, cioè il venditore o l'importatore: titolare Ioss, utilizzatore di accordi speciali o rappresentante indiretto dell'importatore. Solo in casi rarissimi il consumatore è chiamato a versare direttamente il dazio, quando uno Stato membro mette a disposizione un sistema di dichiarazione online gratuito. I beni interessati sono quelli in conto deposito fino a 150 euro venduti a distanza, tipicamente l'e-commerce business-to-consumer, a prescindere dal regime Iva applicato, sia esso Ioss, accordi speciali o Iva ordinaria. Restano esclusi i prodotti che beneficiano di accordi commerciali preferenziali o dell'unione doganale, purché l'Iva non sia stata già riscossa tramite Ioss e i beni siano dichiarati nel primo semestre. Per Bruxelles si tratta di un riequilibrio: i 5,9 miliardi di articoli importati nel 2025 sotto la soglia dei 150 euro hanno reso insostenibile mantenere un'esenzione pensata per scambi di nicchia.
Errori comuni da evitare
Confondere dazio UE e tassa italiana: il dazio di 3 euro è una misura comunitaria a carico del dichiarante, mentre la tassa di 2 euro è un contributo nazionale rinviato al 1° ottobre 2026. I due prelievi convivono ma hanno base giuridica e destinatari diversi e non si annullano a vicenda.
Pensare che il dazio si applichi al pacco: la regola comunitaria parla esplicitamente di prelievo per articolo, determinato dalla classificazione tariffaria. Una spedizione con beni omogenei può pagare un solo dazio anche se contiene più pezzi, mentre un pacco eterogeneo paga tante volte 3 euro quante sono le voci doganali coinvolte.
Aspettarsi che il dazio scompaia presto: il prelievo temporaneo resta in vigore fino al 1° luglio 2028, data prevista per l'operatività dell'hub dati doganali UE dedicato all'e-commerce. Solo dopo quella scadenza le merci passeranno alla tariffa doganale ordinaria, calcolata per categoria di prodotto.
Sottovalutare l'effetto sui prezzi finali: la Commissione qualifica il dazio come tributo a carico del dichiarante, non del consumatore, ma con 5,9 miliardi di articoli importati nel 2025 il prelievo interessa flussi di massa e parte dell'onere può finire scaricata sul prezzo di vendita.
Domande frequenti
Quando entra in vigore il dazio UE di 3 euro sui mini pacchi extra-UE?
Il dazio comunitario di 3 euro si applica dal 1° luglio 2026 a tutte le spedizioni provenienti da Paesi extra-UE con valore fino a 150 euro, come previsto dal Regolamento UE 2026/382 e dalle linee guida pubblicate dalla Commissione europea l'8 giugno 2026.
Perché la tassa italiana da 2 euro è stata rinviata?
Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge che sposta la decorrenza della tassa nazionale dal 1° luglio al 1° ottobre 2026, così da coordinare l'entrata in vigore con il nuovo dazio comunitario ed evitare la sovrapposizione dei due prelievi nello stesso giorno.
Chi paga il dazio comunitario sui mini pacchi?
Il responsabile è il dichiarante doganale, in genere il venditore o l'importatore, sia esso titolare Ioss, utente di accordi speciali o rappresentante indiretto. Il consumatore lo paga direttamente solo nei rari casi in cui lo Stato membro mette a disposizione un sistema di dichiarazione online gratuito.
Come si calcola il dazio in un pacco con più prodotti?
Il dazio si applica per classificazione tariffaria: 5 magliette equivalgono a un solo articolo e pagano 3 euro, mentre 1 maglietta più 1 orologio sono due articoli distinti e pagano 6 euro. Non conta la quantità di pezzi, conta la voce doganale a cui appartengono.
Fino a quando resterà in vigore il dazio temporaneo?
Resterà attivo fino al 1° luglio 2028, quando entrerà in funzione l'hub dati doganali UE per l'e-commerce. Dopo quella data si applicherà la tariffa doganale ordinaria, calcolata per categoria di prodotto e non più come prelievo fisso.
Per chi compra abitualmente su AliExpress, SHEIN e Temu, l'estate 2026 funziona come finestra di transizione: il dazio comunitario debutta da solo, mentre la tassa italiana resta in attesa fino all'autunno. La vera prova arriverà dal 1° ottobre, quando i due prelievi si sommeranno e i marketplace dovranno decidere se assorbire il costo o trasferirlo nel prezzo finale al consumatore.