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Aliquota 0% in Slovacchia: chi sono i 3,15 milioni di pensionati esclusi

L'aliquota 0% slovacca sui cedolini INPS si applica solo alle pensioni private. Statali, militari e docenti restano nel regime IRPEF italiano.

L'aliquota zero della Slovacchia sui cedolini INPS non vale per tutti. La convenzione bilaterale ratificata con la legge 303/1983, ereditata dall'accordo del 1981 con l'ex Cecoslovacchia, taglia fuori i 3.155.842 trattamenti della Gestione dipendenti pubblici censiti dall'Osservatorio INPS al 1° gennaio 2025.

Come si arriva all'aliquota zero

Il meccanismo poggia sull'articolo 18 della Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Repubblica Slovacca: le pensioni private sono imponibili solo nello Stato di residenza. Una volta spostata la residenza fiscale a Bratislava, l'INPS smette di trattenere l'IRPEF e versa l'importo lordo. Sul lato slovacco la normativa interna sui redditi da pensione applica un'aliquota dello 0%, senza soglie né scadenze.

Il quadro batte i regimi alternativi che hanno attratto i pensionati italiani negli ultimi anni. Il Portogallo ha chiuso il regime Residente Non Abituale, che applicava un'aliquota del 10% per dieci anni, e ha smesso di accettare nuove istanze a fine 2023. La Grecia consente un forfait del 7% per quindici anni ai pensionati esteri che spostano la residenza, poi rientra nel regime ordinario. Il trattato slovacco, invece, non prevede né soglia di reddito né scadenza temporale.

I 3,15 milioni di pensionati pubblici tagliati fuori

Il vincolo è scritto nell'articolo 19 della stessa convenzione: le pensioni corrisposte da uno Stato per servizi pubblici resi restano imponibili solo nello Stato di origine. Tradotto: docenti, militari, magistrati, forze dell'ordine, dipendenti dei ministeri, del Servizio sanitario nazionale e degli enti locali continuano a pagare l'IRPEF italiana piena anche se vivono in Slovacchia, perché il loro trattamento nasce nella Gestione dipendenti pubblici dell'INPS, ex Inpdap.

L'Osservatorio statistico INPS pubblicato a marzo 2025 quantifica la platea: la Gestione dipendenti pubblici eroga 3.155.842 trattamenti, in crescita dello 0,6% sul 2024. Su un totale di 17.986.149 pensioni vigenti, circa il 17,5% degli assegni resta agganciato al fisco italiano per via dell'origine pubblica del rapporto di lavoro. Le pensioni miste, maturate in parte nel privato e in parte nel pubblico, finiscono per essere segmentate: la quota privata può beneficiare dell'aliquota zero, quella pubblica continua a transitare attraverso il sostituto d'imposta italiano.

L'unica deroga prevista dal trattato è la naturalizzazione. Chi acquisisce la cittadinanza slovacca pur mantenendo la residenza nel Paese rientra nel regime ordinario e ottiene la stessa esenzione dei pensionati privati. È la cosiddetta deroga alla deroga dell'articolo 19, condizionata però al possesso effettivo della cittadinanza: non basta il permesso di soggiorno UE. Per gli altri, la convenzione impedisce qualsiasi ribaltamento e l'eventuale ricorso si scontra con un testo bilaterale ancora in vigore dal 26 giugno 1984.

Cosa serve per ottenere il cedolino lordo

Il pensionato privato che vuole accedere al regime deve trasferirsi fisicamente in Slovacchia per almeno 183 giorni l'anno solare, anche non consecutivi, e iscriversi all'AIRE entro 90 giorni dal trasferimento attraverso il consolato competente. La residenza si dimostra con un contratto di locazione di lungo periodo o l'acquisto di un immobile, accompagnato dal permesso di soggiorno UE rilasciato dalla polizia slovacca.

Ottenuto il certificato di residenza fiscale dalle autorità di Bratislava, si compila il modulo EP-I/1 dell'INPS per l'esenzione, lo si fa vidimare dall'amministrazione finanziaria slovacca e lo si inoltra all'istituto previdenziale italiano. Solo dopo la registrazione del modulo il cedolino smette di registrare ritenute italiane e arriva al netto della sola fiscalità locale, oggi azzerata. Per chi resta nel settore pubblico la stessa procedura non produce alcun effetto fiscale: il trasferimento conta come scelta di vita, non come variazione di regime impositivo.

Chi parte oggi deve mettere in conto tempi tecnici di alcuni mesi tra iscrizione AIRE, ottenimento del permesso di soggiorno UE e protocollo del modulo all'INPS, durante i quali il cedolino continua ad arrivare con la trattenuta italiana. Il riconoscimento dell'esenzione produce poi effetto dal mese successivo alla registrazione, senza retroattività automatica sulle ritenute già operate.

Pubblicato il: 23 giugno 2026 alle ore 13:43