Lorenzo Spasiano, operaio incensurato di 21 anni, è stato ucciso nella notte tra il 22 e il 23 giugno 2026 con un colpo di pistola al torace davanti alla propria abitazione di via Caprera, nel quartiere Miano di Napoli. Lo sparo è stato esploso da distanza ravvicinata da un killer solitario che, secondo la prima ricostruzione, ha avvicinato il giovane tra la strada e l'ingresso del palazzo. La corsa al pronto soccorso non è bastata: il 21enne è morto poco dopo l'arrivo in ospedale, nonostante i tentativi dei sanitari. Sul posto sono intervenuti i carabinieri del Nucleo operativo di Napoli, che hanno avviato i rilievi tecnici e raccolto le prime testimonianze nella strada antistante l'abitazione.
La pista della lite al calcetto
L'agguato, secondo una delle voci raccolte nel quartiere Miano, potrebbe essere stato preceduto da una lite avvenuta durante una partita di calcetto. È l'ipotesi che gli investigatori stanno verificando in queste ore, incrociando il racconto dei residenti con le attività tecniche sulla scena. I militari mantengono comunque aperti tutti i fronti, considerata l'assenza di precedenti riferibili alla vittima e l'assenza di legami noti con ambienti criminali. Spasiano, hanno confermato gli stessi carabinieri, non aveva legami con la malavita: lavorava come operaio in un panificio del rione, situato di fronte alla parrocchia di Sant'Alfonso e San Gerardo. A trovare il corpo del giovane è stata la madre, che ha raggiunto la strada davanti casa dopo aver sentito gli spari e le grida del figlio.
La testimonianza del parroco
Don Salvatore Cinque, parroco della chiesa di Sant'Alfonso e San Gerardo, conosceva la vittima e ne ha tracciato il profilo ai cronisti arrivati sul luogo del delitto. «È notizia che ci scuote e che ci addolora, ha dichiarato il sacerdote -. Parliamo di un ragazzo che ha sempre lavorato nel panificio di fronte alla chiesa e che non credo sia legato alla malavita. Resta il fatto che ci troviamo in una spirale di violenza e cattiveria e questo ci addolora». Il parroco ha aggiunto che Lorenzo «era mite, vivace come tutti i ragazzi del quartiere» e che la mattina si svegliava presto per andare al lavoro. Il fratello maggiore Alfredo, ha precisato, ha frequentato a lungo la parrocchia, mentre il 21enne restava più ai margini della vita comunitaria pur transitando spesso nelle vicinanze della chiesa di Miano.
Le indagini puntano ora a identificare l'autore del colpo e a definire il movente: oltre alla pista della lite sportiva, gli inquirenti non escludono altre ipotesi, considerata la fedina pulita di Spasiano e la dinamica dell'agguato. Nelle prossime ore sono attesi gli esiti dei rilievi eseguiti in via Caprera e l'acquisizione delle eventuali immagini di videosorveglianza presenti nella zona, elementi utili a ricostruire i movimenti del killer prima e dopo lo sparo che ha ucciso il giovane operaio.