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L'esperimento USA e la zona grigia della circolare Valditara

Negli USA un'insegnante toglie laptop e smartphone: lettori sicuri dal 46% al 95%. In Italia il divieto Valditara colpisce solo gli smartphone.

L'esperimento di una classe del Washburn High School di Minneapolis dice che togliere tutti gli schermi in classe, non solo lo smartphone, fa salire l'alfabetizzazione. In cinque mesi gli studenti sicuri delle proprie capacità di lettura sono passati dal 46% al 95%.

Cosa è successo a Minneapolis

Maureen Mulvaney, docente di AP Literature al Washburn High School, ha eliminato ogni schermo dai banchi e chiesto compiti su carta. Il primo giorno la maggior parte della classe si fermava dopo mezza pagina di scrittura a mano; a febbraio quasi tutti riuscivano a scrivere due pagine, qualcuno cinque o sei. Il 79% degli studenti ha riferito che organizzare i pensieri è più facile su carta che su schermo. Mulvaney ha paragonato l'approccio al sollevamento pesi: non si parte da ottanta libbre, si comincia con cinque.

Il dettaglio rilevante per chi legge dall'Italia è un altro. L'insegnante non si è limitata a confiscare i telefoni: ha tolto anche i Chromebook, perché su quegli schermi gli studenti possono comunque giocare, fare acquisti e dialogare con un'AI. Uno degli studenti, Khalil Omar, ha sintetizzato così la differenza percepita: sul Chromebook si è sempre tentati di cercare la definizione di una parola, mentre sulla carta si è costretti a tirare fuori le proprie idee. L'aula è tornata a carta e penna in entrambe le direzioni.

Il divieto italiano si ferma allo smartphone

La circolare MIM n. 3392 del 16 giugno 2025.0003392.16-06-2025+(2).pdf) vieta lo smartphone nelle scuole superiori durante tutto l'orario scolastico, anche a fini didattici, completando la stretta che dal luglio 2024 già copriva il primo ciclo. L'eccezione esplicita riguarda gli alunni con disabilità o disturbi specifici di apprendimento, per cui l'uso del dispositivo resta ammesso se previsto dal PEI o dal PDP, in linea con la sentenza del Consiglio di Stato sugli strumenti compensativi.

Fuori dal perimetro restano laptop, Chromebook e tablet didattici. Sono gli stessi strumenti che il Piano Scuola 4.0 del PNRR sta finanziando con 2,1 miliardi per trasformare 100.000 aule tradizionali in classi innovative. Un docente non può chiedere a uno studente di consultare un PDF sul telefono, ma può chiedere lo stesso PDF sul Chromebook acquistato con i fondi europei. Casi recenti di tensione in classe come l'episodio della pistola giocattolo a Carrara mostrano peraltro che il clima d'aula non si esaurisce con il divieto di un singolo dispositivo. La distinzione che Mulvaney contesta, schermo è schermo, in Italia è normativa.

I dati italiani dicono qualcosa di diverso

Nell'indagine OCSE PISA 2022 gli studenti italiani in lettura hanno totalizzato 482 punti, sopra la media OCSE di 476 e in crescita di 9 punti rispetto al 2018. Nello stesso intervallo la media OCSE in lettura è scesa di 12 punti. Il dato non smentisce l'esperimento Washburn, ma ridimensiona la cornice: in Italia la lettura, finora, non è il fronte in cui il digitale ha eroso i risultati di più. Il calo è arrivato in matematica, dove gli studenti hanno perso 15 punti rispetto al 2018.

Per chi insegna il problema diventa di coerenza. La stessa amministrazione che cofinanzia tastiere e visori chiede di vietare uno schermo e di accettarne un altro nella stessa aula. Il regolamento d'istituto va aggiornato con il divieto smartphone, mentre i progetti PNRR vanno rendicontati con il numero di Chromebook attivi per classe. Il caso americano suggerisce che senza una scelta su tutti gli schermi i risultati sull'alfabetizzazione restano marginali, e le prove INVALSI e le indicazioni nazionali saranno il luogo dove si misurerà l'effetto reale di questa contraddizione.

Il prossimo banco di prova sarà la coerenza tra circolare e PNRR. Senza una linea sui laptop, l'unica differenza con il modello danese resta che da noi il digitale lo paga lo Stato.

Pubblicato il: 23 giugno 2026 alle ore 08:27