La Francia assorbe oggi una mozzarella di bufala campana dop su tre fra quelle esportate dall'Italia. La quota è salita dal 29% del 2023 al 33,6% del 2025, oltre quattro punti in due anni, e proprio per consolidare quel mercato il Consorzio porta la bufala nel metrò di Parigi in occasione del Salon du fromage.
Tre giorni a Porte de Versailles e una tavola rotonda sul saper fare italiano
Dal 7 al 9 giugno 2026 il Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana dop è al Salon du fromage et des produits laitiers di Paris expo Porte de Versailles, hall 7.1 stand E010, con la collaborazione dell'agenzia ICE. La rassegna è uno degli appuntamenti più seguiti del comparto lattiero-caseario internazionale, ritrovo per buyer, distributori e professionisti da tutto il mondo. Lunedì 8 giugno alle 13.15 il Consorzio organizza la tavola rotonda 'Les fromages italiens: entre cuisine, traditions et transmission', un confronto sui gesti della tradizione casearia italiana accompagnato da una degustazione guidata per un parterre selezionato di stakeholder, buyer e professionisti del settore. 'La nostra presenza ancora una volta a Parigi conferma l'impegno nella valorizzazione del prodotto sui mercati esteri e nella promozione di una eccellenza del Made in Italy agroalimentare in un Paese che vanta una grande tradizione casearia e mostra di apprezzare sempre di più la qualità del nostro prodotto', commenta il presidente del Consorzio Domenico Raimondo.
La Francia tiene su il dato di export mentre il totale arretra
Il dato che racconta meglio la scommessa francese non sta nel 33,6%, ma in quello che resta intorno. Nel 2025 le esportazioni totali della mozzarella di bufala campana dop hanno toccato il 36% della produzione, in calo rispetto al 38,3% del 2023 fotografato dall'Osservatorio economico del Consorzio realizzato con Nomisma e UniCredit. In valori assoluti, secondo il Rapporto Ismea-Qualivita sulla DOP economy, il comparto vale 528 milioni di euro alla produzione e si piazza al quarto posto fra i prodotti food italiani, dopo Grana Padano, Parmigiano Reggiano e Prosciutto di Parma. Nello stesso biennio in cui l'export totale scendeva, Parigi cresceva: dal 29% del 2023 al 33,6% del 2025. Tradotto: una mozzarella su tre che esce dall'Italia oggi finisce sulle tavole francesi, su un pubblico che consuma circa 1,9 chili di mozzarella pro capite l'anno e che, nel 70% dei casi, ha mangiato bufala campana negli ultimi dodici mesi. È a quel pendolare urbano, giovane e attento alla provenienza, che si rivolge la campagna affissioni nel metrò della capitale e sulle strade che portano al mercato di Rungis, il più grande mercato all'ingrosso di prodotti freschi al mondo.
Quando il prodotto agricolo diventa racconto culturale
L'operazione francese non è solo distribuzione, è racconto. Lo spot del Consorzio con l'attrice napoletana Serena Autieri sarà trasmesso anche in Francia sulle connected tv, mentre la tavola rotonda al Salon punta sul 'saper fare' come elemento identitario. È una strategia coerente con il modo in cui i grandi marchi culturali italiani escono dai confini, fatta di territorio e narrazione, capace di legare cibo, paesaggio e identità. Lo stesso schema con cui si valorizza il patrimonio archeologico raccontato nella scoperta del nuovo affresco dionisiaco a Pompei, si promuove la lettura nelle scuole con la campagna ioLeggoPerché 2025 o si porta il cinema italiano agli Oscar con Alba Rohrwacher alla 97esima edizione degli Academy Awards: dietro c'è sempre un'origine specifica che diventa contenuto e che apre nuovi mercati. La campagna è realizzata con il contributo della Regione Campania nell'ambito del Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027.
Il prossimo appuntamento sul mercato francese è già fissato: dal 17 al 21 ottobre il Consorzio sarà al Sial di Parigi, una delle fiere mondiali più importanti del settore, per misurare se la quota francese supera il muro psicologico di una mozzarella esportata su tre e si avvicina alla soglia del 35%.