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Imputabilità dei 14enni: il ddl interviene su 60 casi l'anno

Il ddl antimaranza inverte l'onere della prova su un fenomeno da 60 sentenze l'anno. Intanto la 104/2026 chiede il consenso dei genitori a scuola.

Sessanta. Sono le sentenze di non luogo a procedere per immaturità pronunciate nel 2024 dai tribunali per i minorenni italiani, secondo i dati del Dipartimento per la Giustizia minorile ripresi dalle Camere penali. Un numero in caduta libera che il disegno di legge sull'imputabilità dei minori, approvato dal Consiglio dei ministri il 23 luglio, punta comunque a ribaltare invertendo l'onere della prova.

Cosa cambia con il ddl approvato il 23 luglio

Il testo licenziato da Palazzo Chigi modifica l'articolo 98 del codice penale introducendo una presunzione relativa di capacità di intendere e di volere per chi ha compiuto quattordici anni e non ha ancora compiuto diciotto. Fino a oggi la regola era opposta: il pubblico ministero e il giudice dovevano accertare caso per caso la maturità del ragazzo. Con la riforma la maturità si presume, salvo prova contraria.

L'intervento viene presentato come parte della cosiddetta stretta antimaranza, la stagione di misure repressive avviata con il decreto Caivano. Nel comunicato del Consiglio dei ministri sul ddl imputabilità minori il governo motiva la scelta con la necessità di rispondere agli episodi di violenza giovanile. Il testo dovrà però ancora affrontare l'esame parlamentare: la riapertura dei lavori a settembre sarà dominata dalla legge di bilancio e le elezioni sono attese per la primavera del 2027.

60 casi l'anno: il fenomeno che la riforma vuole affrontare

Il numero racconta qualcosa che i comunicati politici non evidenziano. Nel 2004 le dichiarazioni di non luogo a procedere per immaturità pronunciate dai tribunali minorili erano 256. Nel 2024 sono scese a 60. Un calo del 76,5% in vent'anni ottenuto senza toccare l'articolo 98. Sono gli stessi dati che l'Unione delle camere penali italiane richiama nel comunicato del 24 luglio per definire eminentemente simbolica la riforma.

I penalisti sottolineano un secondo punto: le decine di casi annuali sono spesso quelli in cui la valutazione dell'immaturità è più delicata, ragazzi di quattordici o quindici anni con quadri familiari o cognitivi complessi. Ribaltare la presunzione significa cambiare l'impostazione del rito minorile costruita a partire dal codice del 1930 e sedimentata con il processo penale minorile del 1988.

Il confronto europeo aiuta a leggere la portata dell'intervento. La Germania fissa a quattordici anni la soglia di responsabilità penale con un diritto minorile a impronta rieducativa, la Spagna a quattordici con esclusiva competenza dei servizi sociali sotto tale soglia, la Francia a tredici anni ma con misure prevalentemente educative. L'Italia resta allineata alla soglia di quattordici, ma sposta il peso dell'accertamento sulla difesa.

Il paradosso con la legge sul consenso informato

Il calendario legislativo di questa estate produce una simmetria stridente. Il 7 luglio è entrata in vigore la legge 9 giugno 2026 n. 104 sul consenso informato scolastico, che impone alle scuole secondarie di raccogliere il consenso scritto dei genitori prima di ogni attività su affettività e sessualità, con divieto totale per infanzia e primaria. Sedici giorni dopo, il Consiglio dei ministri approva il ddl che presume la maturità penale dello stesso quattordicenne. Abbiamo raccontato cosa cambia nelle scuole dal 7 luglio con la legge 104 nei giorni dell'entrata in vigore.

Il paradosso è tecnico prima ancora che politico: per essere iscritto a un corso di due ore sull'educazione affettiva un ragazzo di quattordici anni ha bisogno dell'autorizzazione dei genitori, ma per rispondere di un reato la stessa età sarà considerata sufficiente a fondare una presunzione di consapevolezza. Nel processo penale sarà il minore imputato a dover dimostrare la propria immaturità, mentre in classe la sua maturità affettiva è messa in discussione per default. Sul tema delle risorse abbiamo ricostruito come la nuova legge riusi fondi già stanziati per l'educazione non formale senza stanziamenti aggiuntivi, e come dal caso Firenze si sia arrivati al vuoto delle aule italiane sull'educazione sessuo-affettiva.

Il ddl dovrà passare per Camera e Senato in una legislatura che secondo le previsioni si chiuderà nella primavera del 2027. I 60 casi l'anno resteranno l'unità di misura con cui verificare se la riforma abbia inciso sul fenomeno o solo sulla sua percezione.

Pubblicato il: 26 luglio 2026 alle ore 09:54