{/* Extracted from Header.astro - Use appropriate classes/styles if animations needed */}

Erasmus+, il ciclo 2028-2034 vale 40,8 miliardi: cosa cambia per l'Italia

La Commissione propone 40,8 miliardi per Erasmus+ 2028-2034, oltre 55% in più. Ecco l'impatto sui 48.054 studenti italiani in mobilità.

La Commissione europea ha proposto un budget da 40,8 miliardi di euro per il ciclo Erasmus+ 2028-2034: oltre il 55% in più rispetto ai 26,2 miliardi del settennato in corso. La cornice è la proposta di Quadro Finanziario Pluriennale presentata a Bruxelles il 16 luglio 2025, che destina al programma di mobilità la fetta più consistente di sempre.

Cosa c'è dentro la proposta della Commissione

La Proposta ufficiale della Commissione europea per il bilancio 2028-2034 prevede 40,8 miliardi a prezzi correnti, che diventano 36,2 miliardi a prezzi costanti 2025. Il testo dovrà passare al vaglio di Consiglio e Parlamento europeo, con il trilogo che entrerà nel vivo nei prossimi mesi.

Alla dotazione principale si somma un secondo pacchetto settoriale adottato il 3 settembre 2025, che completa il quadro pluriennale. Il negoziato interistituzionale ridefinirà la quota effettiva del programma, ma la traiettoria è chiara: Erasmus+ resta uno dei pochi capitoli del bilancio UE in netta espansione dopo i tagli sulla coesione. La Commissione ha inserito anche una voce dedicata allo student housing, riconoscendo che il costo abitativo è diventato la vera barriera d'accesso alla mobilità.

L'Italia dentro Erasmus+, i numeri veri

Il rilancio pesa direttamente sugli studenti italiani. Nel 2023 l'Agenzia nazionale INDIRE ha certificato 48.054 borse Erasmus nell'istruzione superiore, di cui 43.792 mobilità studentesche, in crescita del 9% sul 2022. Dal 1987 hanno partecipato al programma oltre 720.000 studenti italiani, secondo i dati del Rapporto Erasmus+ INDIRE 2023.

Le destinazioni preferite restano concentrate su tre Paesi: Spagna (32,2%), Francia (12,8%) e Germania (10%). Barcellona, Lisbona e Parigi guidano il ranking delle città. Con l'aumento di budget e il ritorno di nuovi Paesi, la platea di posti disponibili per il prossimo ciclo dovrebbe ampliarsi sensibilmente, con effetti anche sulle borse mensili e sui contributi per lo student housing, tema entrato nel testo della Commissione come voce autonoma.

La composizione dei partecipanti è cambiata negli anni: alle mobilità universitarie classiche si aggiungono ormai scambi per docenti, personale ATA, corsisti di istruzione degli adulti e apprendisti dei percorsi ITS. Complessivamente, secondo INDIRE, i beneficiari italiani tra studenti e personale nel 2023-24 hanno sfiorato quota 83.000. Il prossimo ciclo, con la prevista fusione tra Erasmus+ e Corpo Europeo di Solidarietà, dovrebbe consolidare questa apertura e ridurre la storica sotto-rappresentazione dei giovani provenienti da famiglie a basso reddito.

Regno Unito, Svizzera, Ungheria: chi torna e con quali condizioni

Il pezzo forte del rilancio è il rientro del Regno Unito. Dopo l'accordo negoziato con il governo di Keir Starmer sul divieto dei social per gli under 16, Londra tornerà membro associato di Erasmus+ da gennaio 2027, con un contributo stimato di 570 milioni di sterline e uno sconto del 30% sul primo anno. Prima della Brexit gli scambi con l'Italia collocavano il Regno Unito al quarto posto tra le mete più scelte: oggi è scivolato all'ottavo.

La Svizzera attende la ratifica parlamentare dell'accordo di associazione per passare da paese terzo a membro effettivo dal 2027; tra 2021 e 2023 sono stati 984 gli italiani che hanno scelto la Confederazione. L'Ungheria rientra invece nel programma dopo lo sblocco politico seguito alla vittoria dell'europeista Péter Magyar, che ha superato i vincoli imposti a Budapest per le violazioni dello stato di diritto (con oltre 6 miliardi di fondi UE congelati e circa 1 miliardo perso definitivamente a fine 2024).

Cosa aspettarsi dal negoziato

L'aumento del 55% non è ancora legge: Consiglio e Parlamento possono limare la cifra durante il trilogo, come accaduto già per l'euro digitale con i suoi 1,3 miliardi di sviluppo verso il 2029. Sul tavolo restano anche le regole di eleggibilità delle università ungheresi trasformate in fondazioni, la quota destinata ai Paesi terzi e le condizioni pratiche di reintegro britannico. La prossima tappa attesa è il pacchetto negoziale d'autunno, quando dalle cifre di principio si passerà agli allocati per Paese.

Pubblicato il: 7 luglio 2026 alle ore 09:55