Parma sarà la Capitale europea dei giovani nel 2027. Il riconoscimento è assegnato annualmente dallo European Youth Forum alle città più impegnate nel coinvolgimento delle nuove generazioni, ed è stato ufficializzato il 17 settembre a Milano dal sindaco Michele Guerra e dalla presidente del Comitato Emma Nicolazzi Bonati. Il lancio nazionale si apre con un dato che misura la distanza tra generazioni e istituzioni: quasi 8 giovani europei su 10 partecipano alla vita pubblica, ma solo 4 su 10 si sentono davvero ascoltati.
Il divario di 40 punti tra partecipazione e ascolto
Il numero arriva dalla survey realizzata da AstraRicerche su oltre 2.000 giovani europei in occasione del lancio nazionale del progetto. La forbice è netta: la partecipazione alla vita pubblica supera l'80%, il sentimento di essere ascoltati dalle istituzioni si ferma al 40%. Il divario di quaranta punti è lo spazio in cui il Comitato Parma European Youth Capital 2027 ha collocato la propria ambizione. "Solo restituendo centralità alle nuove generazioni la politica torna a essere percepita come credibile", ha detto Guerra, aggiungendo che ogni scelta amministrativa deve misurarsi con l'impatto che avrà sui giovani.
Youth Test e Consiglio locale: la governance della città
Parma è il primo comune europeo ad avere formalizzato la valutazione d'impatto generazionale. Ogni delibera passa attraverso lo Youth Test, un filtro che verifica in anticipo se il provvedimento favorisce o ostacola l'autonomia, il lavoro, l'accesso alla casa e il benessere dei più giovani. Accanto allo strumento amministrativo lavora il Consiglio locale dei giovani, nato durante il percorso di candidatura e composto dalle organizzazioni giovanili del territorio. Sul fronte formativo l'Università di Parma affianca dodici Academies, percorsi ideati con una rete di partner nazionali ed europei che l'ateneo intende integrare stabilmente anche dopo il 2027. "Le Academies sperimentano nuovi modelli formativi perché entrino nel patrimonio dell'Ateneo", ha spiegato la prorettrice Isotta Piazza, indicando la traiettoria di lungo periodo dell'iniziativa.
Il programma verso il 2027
L'architettura del progetto si sviluppa lungo quattro Vie della Trasformazione (partecipazione, benessere, sostenibilità, inclusione) ispirate agli Youth Goals dell'Unione europea. Da queste discendono otto Piazze tematiche, luoghi fisici e concettuali di sperimentazione dove giovani, imprese, istituzioni, università e società civile lavoreranno insieme su progetti condivisi. La città emiliana punta a essere per un anno il riferimento europeo del dialogo intergenerazionale, mettendo in circolo un modello di governance che il Comitato dichiara di voler rendere replicabile. La presidente Emma Nicolazzi Bonati ha rivendicato il ruolo dei ragazzi nella costruzione del dossier: "Siamo stati noi a scegliere i temi del dossier di candidatura e a decidere quali progetti portare avanti".
L'appuntamento con il 2027 avvicinerà Parma a un banco di prova concreto: dimostrare che il divario tra partecipazione e ascolto può ridursi quando le istituzioni aprono canali stabili di dialogo con le nuove generazioni. Restare credibili significherà mantenere il modello anche dopo la fine dell'anno da capitale, per non ridurre l'esperienza a una parentesi celebrativa.