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Addio a Franco Baresi, capitano del Milan e idolo della nazionale

Franco Baresi è morto a 66 anni. A febbraio 2026 aveva portato la fiaccola olimpica a San Siro: era già malato dopo l'intervento del 2025.

Franco Baresi è morto a 66 anni. L'annuncio è stato dato martedì dal Milan sui canali ufficiali con un post che si chiude con la frase «La nostra storia in lacrime». Il difensore era stato operato nel 2025 per un nodulo polmonare e stava combattendo la malattia da mesi, secondo quanto ricostruito dall'agenzia Ansa.

L'ultimo omaggio ai Giochi di Milano Cortina 2026

A febbraio 2026, durante la cerimonia di apertura dei Giochi olimpici invernali di Milano Cortina, Baresi era comparso a San Siro con la fiaccola olimpica in mano. Al suo fianco c'era Beppe Bergomi, storico capitano dell'Inter e rivale nei derby milanesi, ma per una vita compagno di squadra in azzurro. La scelta dei due capitani era stata pensata come tributo alla città che ospitava i Giochi in coabitazione con Cortina d'Ampezzo.

Baresi era già malato quando accettò il ruolo, ma volle comunque essere presente in mondovisione. Il gesto è stato di fatto il suo ultimo saluto pubblico nello stadio in cui aveva giocato per vent'anni. Nelle settimane successive la sua condizione clinica si era aggravata.

Vent'anni al Milan, sei scudetti e tre Coppe dei Campioni

Baresi ha esordito in rossonero nell'aprile 1978 a Verona, a 17 anni, dopo essere stato scartato a 12 anni da un provino dell'Inter, dove giocava il fratello Beppe. Rimasto orfano a 14 anni, era arrivato al Milan attraverso il settore giovanile e non ha mai cambiato maglia. Divenne capitano a 22 anni e mantenne la fascia al braccio per quindici stagioni consecutive.

Lo chiamavano «Piscinin» per il fisico esile, ma il soprannome è durato poco: sotto la protezione di Gianni Rivera in spogliatoio, il giovane difensore contribuì fin dalla stagione successiva al decimo scudetto della storia del club. Con gli anni divenne il «Kaiser Franz» del Milan, dal Beckenbauer tedesco nel cui mito era cresciuto.

In vent'anni di carriera rossonera ha vinto sei scudetti, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, quattro SuperCoppe europee e due SuperCoppe italiane. Ha attraversato le ere di Nils Liedholm, Arrigo Sacchi e Fabio Capello, giocando al fianco di Gianni Rivera, Paolo Maldini e Marco van Basten. Nel 1989 chiuse secondo al Pallone d'Oro, superato proprio dall'olandese: era la prima volta che un difensore arrivava così vicino a vincerlo.

Con la nazionale italiana ha vinto il Mondiale 1982 in Spagna senza scendere in campo e ha giocato la finale di Usa 1994 a Pasadena, persa ai rigori contro il Brasile. Il commissario tecnico Enzo Bearzot lo aveva spostato a centrocampo in azzurro, dove il ruolo di libero era già occupato da Gaetano Scirea. Il pianto di Baresi al termine della finale del 1994 è rimasto una delle immagini simbolo del calcio italiano di quegli anni.

Il Milan ha ritirato la maglia numero 6 alla fine della sua carriera. In occasione del centenario del club, i tifosi rossoneri lo avevano eletto giocatore più importante nella storia del Milan, davanti a nomi come Gianni Rivera e Paolo Maldini.

Pubblicato il: 31 luglio 2026 alle ore 08:42