Il senatore Roberto Marti (Lega), presidente della commissione Cultura, Istruzione e Sport di Palazzo Madama, ha indicato l'8 settembre 2026 la riforma del calcio come «obiettivo di legislatura». La dichiarazione è arrivata durante il panel dedicato allo sport nell'ambito dell'evento della Lega «A tua difesa». Marti ha collegato la necessità dell'intervento a due elementi: la crescente presenza di calciatori stranieri nelle rose della Serie A e l'assenza di un «vivaio realmente forte» in grado di produrre giocatori italiani per le nazionali del futuro.
In Senato l'esame congiunto di tre ddl
L'iter parlamentare è già avviato. Dal 2 luglio 2026 la commissione Cultura del Senato ha in esame congiunto tre disegni di legge: il ddl 1902 di Paolo Marcheschi (Fratelli d'Italia) su «disposizioni in materia di sistema calcistico italiano», il ddl 1973 di Andrea Paganella (Lega) per il rilancio del sistema sportivo italiano e il ddl 1980 di Marco Pirondini (Movimento 5 Stelle) sulla riforma del calcio con delega al Governo. Marti figura come presidente e relatore. La misura più discussa è il prelievo del 2% sulla raccolta complessiva delle scommesse relative a eventi organizzati dalla FIGC e dalle leghe affiliate, sia sui punti fisici sia online. Il gettito stimato è di circa 230 milioni di euro annui a favore della federazione a partire dal 2027. Una quota pari al 30% delle risorse è destinata alla prevenzione del gioco d'azzardo patologico e a progetti sociali contro l'abbandono sportivo. Sul piano dei contenuti, il testo Marcheschi prevede inoltre un tetto ai compensi dei procuratori sportivi e incentivi fiscali dedicati ai settori giovanili.
Il quadro di partenza: pochi italiani in campo
Il richiamo del senatore al «vivaio» si appoggia su un dato ormai stabile. In Serie A la quota di calciatori stranieri ha superato il 67% delle rose, mentre i giocatori italiani si fermano intorno al 30% del totale. Il minutaggio effettivo è ancora più contenuto: circa il 35% dei minuti giocati va a calciatori azzurri, una percentuale sensibilmente più bassa rispetto a Francia, Spagna e Germania. Sul fronte dei ricavi decennali generati dalla vendita di calciatori formati in casa l'Italia figura in ultima posizione tra i grandi mercati europei, con soltanto due settori giovanili (Atalanta e Juventus) nella top 50 mondiale.
Il precedente istituzionale citato da Marti è la legge di riforma dello sport del 2019, portata avanti da Giancarlo Giorgetti quando era sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo sport. Quel testo ha ridisegnato il rapporto tra CONI e Sport e Salute Spa, senza però intervenire sulla governance specifica del calcio. La XIX legislatura scade in via ordinaria nell'ottobre 2027: il margine di «dieci mesi utili» indicato dal senatore coincide con la finestra parlamentare che precede la fase pre-elettorale. Al Senato sono in corso le audizioni dei rappresentanti della FIGC sui tre disegni di legge.