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Piana di Sibari: sgominate due reti per sfruttamento del lavoro. La ministra Calderone si complimenta con le Forze dell'Ordine

Operazione DDA Catanzaro e Carabinieri: due reti sequestrate per caporalato, schiavitù e truffe sui Decreti Flussi.

I Carabinieri per la Tutela del Lavoro hanno smantellato il 2 settembre 2026 due reti criminali attive nella Piana di Sibari, accusate di caporalato, riduzione in schiavitù, traffico di esseri umani e truffe sulle procedure dei Decreti Flussi. L'operazione è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro e ha coinvolto reparti territoriali dell'Arma in diverse province italiane, come riferito nel comunicato del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali diffuso in giornata.

L'operazione nella Piana di Sibari

Il comunicato descrive uno scenario in cui i lavoratori risultano stipati in alloggi fatiscenti e sottoposti a discriminazioni salariali basate sull'etnia di provenienza, privati dei diritti fondamentali del rapporto di lavoro. Secondo l'accusa le due reti avevano trasformato le procedure di ingresso legale in un mercato parallelo di visti, alimentando il lavoro nero nel comparto agricolo calabrese. Le indagini sono state condotte dal Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro insieme al personale dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro, che affianca stabilmente l'attività ispettiva del Ministero nel settore agricolo. La Piana di Sibari, principale distretto orticolo della Calabria, è da tempo al centro di segnalazioni per lo sfruttamento della manodopera stagionale straniera impiegata nella raccolta e nel confezionamento dei prodotti. L'inchiesta è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia perché i reati contestati rientrano nelle competenze della Procura antimafia.

La linea del Ministero del Lavoro

La ministra Marina Calderone ha ringraziato inquirenti e forze dell'ordine e ha confermato la linea di tolleranza zero contro il caporalato, annunciando in parallelo la revisione delle procedure di ingresso legale attraverso i Decreti Flussi. La Legge 199/2016 sull'intermediazione illecita - Gazzetta Ufficiale punisce le condotte di caporalato con la reclusione fino a otto anni e con la confisca dei beni utilizzati per commettere il reato, con aggravanti specifiche quando il numero delle persone sfruttate è superiore a tre o quando è coinvolta la violenza. Il Ministero ha ribadito che le procedure dei Decreti Flussi dovranno essere ridisegnate per impedire che restino un canale sfruttabile da chi organizza il traffico di manodopera, richiamando l'operato dei professionisti infedeli come snodo dell'illecito. Una revisione della disciplina era già stata annunciata dopo le irregolarità rilevate nei click day precedenti, con particolare attenzione al ruolo delle agenzie di intermediazione e al filtro sui datori di lavoro.

L'inchiesta prosegue sui professionisti citati dalla Procura, ritenuti responsabili di aver trasformato il click day dei Decreti Flussi in un mercato di visti destinato al lavoro nero agricolo. Alle persone coinvolte nell'operazione, secondo il Ministero, saranno garantite tutela e sicurezza immediate attraverso i protocolli già attivi per lo sfruttamento lavorativo, mentre resta in attesa la definizione delle contestazioni individuali da parte della Procura antimafia di Catanzaro. Il coordinamento tra Ispettorato Nazionale del Lavoro e Carabinieri per la Tutela del Lavoro resterà la cornice ordinaria dei controlli sul comparto agricolo nelle prossime settimane.

Pubblicato il: 3 settembre 2026 alle ore 14:30