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Rientro a scuola, un docente su due sotto stress: la voce Treccani che spiega il Burn-out

Rientro a scuola e burn-out docenti: il 50% dei prof italiani sperimenta stress, secondo Eu-Osha. Cosa dice la nuova rubrica Treccani.

Il rientro in classe di settembre 2026 arriva accompagnato da un dato pesante per il corpo docente italiano: quasi il 50% degli insegnanti delle scuole secondarie di primo grado sperimenta stress sul lavoro. La cifra emerge da un recente approfondimento dell'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ed è al centro della voce 'Burn-out' della nuova rubrica del portale Treccani, curata dalla linguista Beatrice Cristalli. La rubrica, dal titolo 'L'alfabeto del lavoro. Parole e cose in trasformazione', accompagna il ritorno tra i banchi con un lemmario in ventuno tappe dedicato alle parole chiave della vita professionale contemporanea, dal disagio alla riorganizzazione della giornata lavorativa.

Il dato Eu-Osha sul disagio dei docenti

Oltre al 50% degli insegnanti in condizione di stress, il 24% dichiara che la professione ha un impatto negativo sulla propria salute mentale e il 22% sulla salute fisica. I numeri, come ricordato dalla voce Treccani, fanno riferimento ai dati raccolti dall'Agenzia europea sulla sicurezza sul lavoro. Il burn-out è riconosciuto come sindrome dall'Organizzazione mondiale della sanità dal 2019 e in ambito clinico rimanda alle ricerche degli anni Settanta condotte dallo psicoanalista Herbert J. Freudenberger e dalla psicologa Christina Maslach. Nella loro descrizione la sindrome indica uno stato di stress psicoemotivo che può arrivare a una vera e propria 'combustione totale' della persona quando l'esaurimento non è riconosciuto per tempo. Il termine latino labor, richiamato nella rubrica, unisce fatica e sofferenza e restituisce la portata del fenomeno anche sul piano culturale e antropologico.

Perché in Italia il quadro si aggrava

Nella lettura offerta dalla rubrica il caso italiano presenta caratteri che intensificano il disagio dei docenti alla vigilia dell'anno scolastico. Pesano la gestione dei conflitti in classe, i rapporti sempre più impegnativi con genitori e colleghi, l'aumento degli adempimenti burocratici e i messaggi professionali che si protraggono oltre l'orario di lavoro. A questi fattori si aggiungono le retribuzioni, che restano tra le più basse in Europa, e una scarsa considerazione sociale della professione insegnante. La contraddizione più ampia, sottolinea il testo Treccani, sta in una cultura del lavoro in cui il sacrificio continua a essere percepito come un valore, con il rischio che l'esaurimento venga scambiato per la prova di una dedizione totale invece che per il segnale di uno stress cronico non gestito.

Il lemma sul burn-out è parte de 'L'alfabeto del lavoro', che nelle sue ventuno tappe copre anche ageismo, dimissioni, iperconnessione, hustle culture, gender gap e nomadismo digitale. Nel momento del rientro tra i banchi, i dati resi disponibili dall'Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro restituiscono la portata concreta del fenomeno tra chi insegna, con implicazioni che toccano al tempo stesso salute pubblica, contrattazione collettiva del comparto scuola, organizzazione quotidiana del sistema scolastico italiano e formazione dei nuovi ingressi in ruolo.

Pubblicato il: 29 agosto 2026 alle ore 17:03