Il Ministero del Lavoro ha diffuso il 29 maggio 2026 una nota sui dati ISTAT relativi ad aprile, in cui il numero degli occupati in Italia sale a 24 milioni e 337 mila unità. Si tratta del livello più alto registrato dal 2004, con un incremento di 123 mila unità rispetto a marzo e di 269 mila rispetto ad aprile 2025.
Il tasso di occupazione raggiunge il 63,1%, in crescita di 0,3 punti sul mese precedente e di 0,6 punti su base annua. Il tasso di disoccupazione scende al 5,1%, con un calo di 0,1 punti sul mese, mentre la disoccupazione giovanile cala di 0,8 punti e si attesta al 16,9%. Il tasso di inattività della popolazione tra 15 e 64 anni si ferma al 33,4%, in flessione di 0,3 punti. Sul mese il numero dei disoccupati cala di 18 mila unità (-1,3%) e quello degli inattivi tra 15 e 64 anni si riduce di 102 mila (-0,8%).
La composizione della crescita su base annua
Dietro il dato complessivo di +1,1% sull'anno, la composizione interna del mercato del lavoro non è omogenea. ISTAT rileva una crescita di 143 mila dipendenti a tempo indeterminato e di 190 mila autonomi, a fronte di un calo di 64 mila contratti a termine. La fotografia ad aprile 2026 conta 16 milioni e 480 mila dipendenti permanenti, 2 milioni e 525 mila lavoratori a termine e 5 milioni e 332 mila autonomi: la quota di occupazione stabile è quindi la componente che assorbe la maggior parte della crescita annua, mentre la componente a termine si riduce. Anche il dato trimestrale conferma il segnale. Tra febbraio e aprile gli occupati aumentano di 108 mila unità rispetto al trimestre precedente (+0,4%), i disoccupati calano del 4,3% (-60 mila) e gli inattivi dello 0,4% (-46 mila). Il confronto con aprile 2025 mostra 260 mila disoccupati in meno (-16,6%) e una variazione contenuta degli inattivi, pari a -13 mila unità (-0,1%).
La lettura del Ministero del Lavoro
Nella nota, la Ministra Marina Calderone collega il risultato alle politiche economiche e del lavoro adottate dal Governo, definendone i frutti solidi e strutturali. L'incremento, secondo la Ministra, coinvolge sia uomini sia donne e riguarda tanto i lavoratori dipendenti quanto gli autonomi. La nota indica al tempo stesso tre fronti su cui è atteso un margine di miglioramento: la fascia di età 35-49 anni, l'occupazione femminile e quella giovanile, dove il tasso di disoccupazione resta sopra il 16% nonostante il calo di 0,8 punti registrato ad aprile.
I dati di aprile sono provvisori e potranno essere rivisti nei prossimi rilasci ISTAT. La rilevazione di maggio, attesa nelle prossime settimane, verificherà se la direzione del trimestre febbraio-aprile, chiuso con un saldo positivo di 108 mila occupati e con 260 mila disoccupati in meno su base annua, si consolida o subisce una correzione. La tenuta dell'occupazione permanente e la dinamica degli autonomi restano i due indicatori che orientano la lettura del prossimo dato.