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Frodi sui mutui a +50,1% nel 2025, under 30 fascia più colpita

L'Osservatorio Crif certifica 38.300 casi nel 2025, +23,8%. Il salto record sui mutui e i giovani come nuova prima linea del fenomeno.

Le frodi creditizie sui mutui in Italia sono cresciute del 50,1% nel 2025, un salto che stona con il quadro d'insieme: nello stesso anno i prestiti finalizzati e quelli personali, storicamente i bersagli preferiti dei truffatori, si sono sgonfiati rispettivamente del 6,5% e del 7,5%. Il dato arriva dall'Osservatorio Crif-Mister Credit sulle frodi creditizie basate sul furto d'identità.

Il quadro complessivo: 38.300 casi, oltre 165 milioni di euro

Nel 2025 in Italia sono stati rilevati oltre 38.300 casi di frode creditizia con furto d'identità, in crescita del 23,8% sull'anno precedente. Il valore complessivo sottratto supera i 165 milioni di euro (+10,7%), ma l'importo medio della singola frode scende a poco più di 4.300 euro (-10,6%): i truffatori colpiscono di più, con transazioni singolarmente più piccole.

La fascia più affollata è quella tra 1.501 e 3.000 euro, che pesa per il 21,1% delle frodi ed è cresciuta del 14,5%. Si tratta di importi compatibili con un Buy Now Pay Later o con un prestito rapido online, canali su cui la verifica documentale è spesso automatizzata. Non a caso le frodi legate al BNPL siano cresciute del 13,8%.

L'anomalia mutui: la frode che si scopre dopo cinque anni

Il salto sui mutui è il segnale industriale più forte dell'anno. I mutui pesano per il 4,2% dei casi totali, una quota piccola ma raddoppiata in dodici mesi. Il problema è il tempo di scoperta: quasi tutte le frodi sui mutui emergono solo dopo quattro o cinque anni dalla stipula. Significa che i numeri del 2025 fotografano contratti firmati con identità rubate tra il 2020 e il 2021, e che la coda del fenomeno è destinata a gonfiarsi ancora nei prossimi bilanci.

Sul lato pagamenti l'infrastruttura di sicurezza ha invece funzionato: il Rapporto sulle operazioni di pagamento fraudolente della Banca d'Italia certifica per il secondo semestre 2025 un tasso di frode pari a 3 euro ogni 100.000 transati, con un calo del 38% sulle frodi da bonifico istantaneo dopo l'obbligo di verifica IBAN entrato in vigore il 9 ottobre 2025. Il fronte vulnerabile, in altre parole, si è spostato dal singolo pagamento all'apertura del contratto di credito.

Il paradosso dei nativi digitali: 1 vittima su 5 ha meno di 30 anni

L'incremento più alto di vittime nel 2025 riguarda gli under 30, saliti del 13,8% e ormai stabilmente sopra un caso di frode su cinque. La fascia 18-40 anni è quella più esposta nel suo complesso. Il paradosso è noto: chi è cresciuto con smartphone e app finanziarie mostra minori difese contro phishing evoluti e deepfake vocali, oggi generati con costi marginali grazie all'intelligenza artificiale.

La distanza tra alfabetizzazione digitale e alfabetizzazione finanziaria pesa più della prima. Sul lato delle politiche pubbliche, il Ministero del Lavoro ha appena mosso una leva sulla formazione: il decreto Calderone da 50 milioni per la riqualificazione professionale finanzia percorsi rivolti a NASpI e cassintegrati, ma non tocca l'area specifica dell'educazione al credito, che resta il presidio più efficace contro il furto d'identità applicato ai finanziamenti.

Cosa cambia per chi chiede un prestito nei prossimi mesi

Chi ha attivato un mutuo tra il 2020 e il 2022 dovrebbe verificare almeno una volta all'anno la propria posizione sulle centrali rischi: il tempo di scoperta lungo è la principale leva a favore dei truffatori. Per i prestiti rapidi e il BNPL vale la stessa regola, con una frequenza superiore vista la velocità di apertura del rapporto. Alle imprese del credito, invece, il dato mutui chiede un ripensamento dei controlli documentali nella fase di istruttoria a distanza, dove il furto d'identità con documenti falsificati resta il canale meno presidiato.

Il salto sui mutui dice che i truffatori stanno investendo su prede meno frequenti ma dal valore unitario molto più alto. Se i tempi di scoperta non si accorciano, i 165 milioni del 2025 rischiano di essere una lettura in difetto del fenomeno reale.

Pubblicato il: 4 agosto 2026 alle ore 13:07