La ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone ha annunciato il 29 luglio 2026, in audizione davanti alle Commissioni riunite Lavoro e Agricoltura della Camera sulle condizioni di sicurezza dei lavoratori agricoli durante le ondate di calore estremo, che il governo sta lavorando alla costituzione di un fondo stabile per le emergenze climatiche. L'obiettivo è un sistema di ammortizzatori sociali flessibili, capace di rispondere in modo immediato agli eventi meteo estremi. La misura punta a superare l'attuale meccanismo dei singoli interventi straordinari nelle emergenze meteo.
I numeri: dai 30 milioni del 2024 ai 15,2 del 2026
Nel 2024 la dotazione della cassa integrazione per le emergenze climatiche era di circa 30 milioni di euro. Il costo effettivo per il settore agricolo si è fermato a poco meno di 5 milioni, meno di un sesto del disponibile. Per il 2026 lo stanziamento è fissato a 15,2 milioni. La riduzione, ha spiegato la ministra, deriva dall'analisi del tiraggio effettivo dell'anno precedente e non da un ridimensionamento delle tutele. «Non vi è stata nessuna riduzione della tutela e della platea», ha dichiarato Calderone in audizione, «anzi c'è un'estensione agli operai a tempo determinato e con contratti a tempo parziale». L'ampliamento della platea è previsto quindi a parità di risorse rispetto al tiraggio registrato nel 2024, un dato che spiega la scelta di calibrare lo stanziamento sui consumi effettivi.
Contatore unico e piattaforme digitali
Il modello di riferimento è l'ammortizzatore sociale unico emergenziale attivato per l'alluvione di Emilia-Romagna, Marche e Toscana. La ministra ha ricordato l'esperienza della pandemia, quando lo stesso intervento richiedeva «21 modi diversi» di richiesta. «Un ammortizzatore emergenziale che non obbliga a distribuire i fondi sulle varie gestioni e che ha un contatore unico ci restituisce immediatamente l'effettivo tiraggio della misura», ha spiegato. Sul fronte del lavoro digitale, il decreto 1° maggio ha introdotto per le piattaforme l'obbligo di iscrivere nel libro unico del lavoro non solo i rider subordinati ma anche gli autonomi e i collaboratori coordinati e continuativi. La mappatura serve a individuare la platea da proteggere anche di fronte agli eventi climatici estremi che investono chi lavora all'aperto, dai braccianti ai fattorini. La mappatura, ha aggiunto la ministra, consentirà di estendere le tutele climatiche anche alle nuove forme di lavoro autonomo e subordinato collegate alle piattaforme.
La proposta di un fondo stabile risponde all'esigenza di superare la logica dell'intervento emergenziale caso per caso, con provvedimenti costruiti ogni volta da zero. La cornice unica, se confermata nei prossimi passaggi normativi, dovrà misurarsi con la capacità di raggiungere in tempi rapidi i lavoratori più esposti al caldo estremo e alle alluvioni. Sono le categorie che negli ultimi anni hanno assorbito le quote maggiori della cassa emergenze climatiche e che oggi rappresentano il primo test operativo della riforma annunciata.