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Allestimenti fieristici, Asal chiede al Governo regole chiare: "Concorrenza leale o il Made in Italy perde"

Marco Fogarolo lancia l'appello: servono norme certe per tutelare un comparto strategico dell'export italiano, in crescita nonostante le turbolenze geopolitiche

* Il comparto degli allestimenti fieristici e il peso nel sistema Italia * L'appello di Fogarolo: regole certe e concorrenza leale * Export in crescita, ma il contesto resta fragile * Allestitori come partner strategici, non come fornitori marginali * Cosa deve fare il Governo

Il comparto degli allestimenti fieristici e il peso nel sistema Italia {#il-comparto-degli-allestimenti-fieristici-e-il-peso-nel-sistema-italia}

C'è un pezzo di Made in Italy che non finisce sulle copertine dei magazine internazionali, non sfila a Milano e non si stappa in un ristorante stellato. Eppure, senza di esso, gran parte della vetrina industriale italiana semplicemente non esisterebbe. È il mondo degli allestimenti fieristici: migliaia di imprese, artigiani, progettisti e tecnici che ogni anno trasformano spazi vuoti in architetture effimere capaci di raccontare — e vendere — il meglio della produzione nazionale.

Asal Assoallestimenti, l'associazione di categoria che rappresenta questo comparto, ha deciso di alzare la voce. E lo ha fatto con un messaggio netto, rivolto direttamente al Governo: servono regole chiare e una concorrenza leale, oppure un settore che contribuisce in modo decisivo al successo dell'export italiano rischia di logorarsi dall'interno.

La questione non è nuova. Ma oggi assume un'urgenza diversa, acuita da un contesto internazionale instabile e da una competizione interna che, stando a quanto emerge dalle parole dell'associazione, troppo spesso si gioca su terreni poco trasparenti.

L'appello di Fogarolo: regole certe e concorrenza leale {#lappello-di-fogarolo-regole-certe-e-concorrenza-leale}

Marco Fogarolo, figura di primo piano nel panorama associativo del settore, non usa giri di parole. Il punto è semplice nella formulazione, complesso nella sostanza: chi rispetta le regole — fiscali, contrattuali, di sicurezza — non può competere ad armi pari con chi le aggira.

Il tema della concorrenza leale nel settore degli allestimenti non si riduce a una questione corporativa. Tocca la qualità delle manifestazioni fieristiche italiane, la sicurezza dei lavoratori impiegati nei cantieri temporanei, la credibilità stessa del sistema-fiere come piattaforma di promozione internazionale. Quando un operatore abbatte i costi ricorrendo a lavoro irregolare o eludendo le normative sulla sicurezza, il danno non è solo per i concorrenti virtuosi: è per l'intero ecosistema.

Peraltro, il problema della trasparenza negli appalti e nelle forniture non riguarda solo il comparto fieristico. Come sottolineato in un recente approfondimento sul Nuovo HUB Contratti Pubblici: Un Supporto Strategico per le Stazioni Appaltanti, la necessità di strumenti che garantiscano correttezza e accessibilità nelle procedure di affidamento attraversa trasversalmente diversi settori dell'economia italiana.

Export in crescita, ma il contesto resta fragile {#export-in-crescita-ma-il-contesto-resta-fragile}

C'è un dato che merita attenzione: l'export italiano continua a crescere, nonostante uno scenario geopolitico che definiremmo complesso usando un eufemismo. Le tensioni commerciali globali, i conflitti regionali, le oscillazioni valutarie e le incertezze normative non hanno fermato la capacità delle imprese italiane di presidiare i mercati internazionali.

Le fiere giocano un ruolo cruciale in questa partita. Per molte piccole e medie imprese — la spina dorsale del tessuto produttivo nazionale — una manifestazione fieristica resta il canale privilegiato, talvolta l'unico, per incontrare buyer esteri, presentare innovazioni di prodotto e consolidare relazioni commerciali. Se la qualità dell'allestimento cala, se l'esperienza espositiva si degrada, l'effetto a catena sull'immagine del Made in Italy è inevitabile.

I numeri dell'export italiano in crescita confermano che il sistema funziona. Ma funziona *nonostante* le fragilità strutturali, non grazie alla loro assenza. Ed è proprio nei momenti di crescita che si dovrebbe intervenire per consolidare le fondamenta, anziché attendere la prossima crisi per scoprire — ancora una volta — che le basi erano friabili.

Allestitori come partner strategici, non come fornitori marginali {#allestitori-come-partner-strategici-non-come-fornitori-marginali}

Uno degli aspetti più significativi dell'intervento di Asal Assoallestimenti riguarda il riposizionamento culturale del settore. Gli allestitori non sono — o almeno non dovrebbero essere considerati — semplici fornitori di servizi accessori. Sono partner strategici all'interno del sistema fieristico italiano, attori senza i quali la macchina non gira.

Progettazione dello stand, logistica, rispetto delle tempistiche serratissime di montaggio e smontaggio, conformità alle normative di sicurezza, integrazione di tecnologie digitali nell'esperienza espositiva: il lavoro di un allestitore è un concentrato di competenze che spazia dall'ingegneria all'artigianato, dal design alla gestione di progetto. Una complessità che, troppo spesso, viene compressa in gare al massimo ribasso dove l'unica variabile è il prezzo.

È un meccanismo che Fogarolo conosce bene. E che, stando a quanto emerge dall'appello dell'associazione, richiede un cambio di paradigma: valorizzare la qualità, premiare chi investe in formazione e innovazione, penalizzare chi compete slealmente.

Del resto, il tema del lavoro non riconosciuto nella sua reale complessità è trasversale a molti settori. Basti pensare a quanto accade nel mondo della scuola, dove intere categorie professionali svolgono un lavoro ben più ampio di quanto venga formalmente riconosciuto.

Cosa deve fare il Governo {#cosa-deve-fare-il-governo}

L'appello di Asal Assoallestimenti si traduce in richieste concrete. Non si tratta di invocare sussidi o protezioni di mercato, ma di ottenere ciò che dovrebbe essere la normalità in un Paese avanzato: un quadro normativo coerente, controlli efficaci, sanzioni per chi non rispetta le regole.

Nello specifico, le direttrici dell'intervento auspicato sono chiare:

* Regolamentazione trasparente delle gare e degli affidamenti nel settore fieristico * Contrasto al lavoro irregolare nei cantieri temporanei degli allestimenti * Standard qualitativi e di sicurezza uniformi e verificabili * Riconoscimento istituzionale del ruolo strategico degli allestitori nel sistema dell'export

Le politiche del Governo per il settore fieristico non possono limitarsi alla promozione delle grandi manifestazioni e ai fondi per l'internazionalizzazione. Devono scendere nel tessuto connettivo del sistema, là dove operano gli allestitori, e garantire che chi lavora bene non venga penalizzato da chi taglia gli angoli.

Perché la concorrenza leale non è un favore che si chiede: è una condizione minima per il funzionamento di un mercato sano. E un settore che sostiene la proiezione internazionale del Made in Italy merita, quantomeno, di competere ad armi pari.

Pubblicato il: 10 marzo 2026 alle ore 14:32