Indice: In breve | Chi può accedere al TFA Sostegno | Prove d'accesso: il percorso in quattro passaggi | La riserva del 35% per chi ha già insegnato sul sostegno | Costi, tempistiche e numeri a confronto | Errori comuni degli aspiranti | Domande frequenti
Il XI ciclo del TFA Sostegno parte con il decreto n. 926 del 26 giugno 2026, firmato dal Ministero dell'Università e della Ricerca. Il provvedimento autorizza 30.241 posti per l'anno accademico 2025/2026 e fissa le prove preselettive tra il 14 e il 17 luglio 2026. Il contingente risulta in calo rispetto al X ciclo del 2025, che aveva messo a bando 35.784 posti. L'avvio dei corsi è previsto a settembre 2026, con conclusione entro il 30 giugno 2027.
In breve
* 30.241 posti complessivi distribuiti fra infanzia, primaria, secondaria di I e II grado.
* Decreto MUR n. 926 del 26 giugno 2026, con comunicato ufficiale del Ministero del 29 giugno.
* Preselettive dal 14 al 17 luglio 2026, un giorno per ciascun grado scolastico.
* Riserva del 35% dei posti per i docenti con almeno tre anni di servizio su sostegno.
* Chiusura dei percorsi formativi entro il 30 giugno 2027.
Chi può accedere al TFA Sostegno
Il decreto distingue i requisiti per grado scolastico. Prima di presentare domanda, conviene verificare che il titolo posseduto corrisponda esattamente al grado per cui si concorre: un titolo valido per la primaria non consente di accedere alle prove della secondaria.
Infanzia e primaria
Per la scuola dell'infanzia e la scuola primaria si entra con la laurea in Scienze della Formazione Primaria oppure con il diploma magistrale conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002. Si tratta dei titoli che già abilitano all'insegnamento in questi gradi, in linea con l'impianto fissato dal DM 249/2010 e dai successivi provvedimenti sulla formazione iniziale.
Secondaria di I e II grado
Per la scuola secondaria la platea è più ampia. Possono presentare domanda i docenti abilitati per una specifica classe di concorso, i laureati magistrali o a ciclo unico uniti ai 24 CFU conseguiti entro il 31 ottobre 2022, i diplomati di secondo livello AFAM, gli insegnanti tecnico-pratici con il relativo diploma e chi ha svolto almeno tre anni di servizio su posto di sostegno negli ultimi dieci anni scolastici, anche non continuativi.
Prove d'accesso: il percorso in quattro passaggi
La selezione è pubblica e si articola in più fasi. Chi rientra nella riserva del 35% salta la preselettiva e passa direttamente alla prova scritta.
1. Iscrizione all'ateneo: ogni università pubblica il proprio bando con posti disponibili, scadenze, tasse e modalità di presentazione della domanda. Le finestre d'iscrizione si chiudono di norma poche settimane prima della preselettiva. 2. Prova preselettiva: 60 quesiti a risposta multipla, di cui 40 su competenze didattiche, empatia, intelligenza emotiva e capacità organizzative e 20 su competenze linguistiche e comprensione del testo. Il calendario nazionale fissa un giorno per grado, dal 14 al 17 luglio 2026. 3. Prova scritta o pratica: superata la preselettiva, i candidati affrontano una o più prove scritte sulle discipline previste per lo specifico grado, con contenuti definiti dall'ateneo in coerenza con il DM 92/2019. 4. Prova orale: colloquio finale sulle competenze pedagogico-didattiche e sulla progettazione dei piani educativi individualizzati. Dalla somma dei punteggi nasce la graduatoria di accesso al corso di specializzazione.
La riserva del 35% per chi ha già insegnato sul sostegno
Il decreto conferma la riserva del 35% dei posti ai candidati che hanno maturato almeno tre anni di servizio su posto di sostegno negli ultimi dieci anni scolastici. Chi rientra nella riserva è esonerato dalla prova preselettiva e accede direttamente alla prova scritta. Il servizio deve riferirsi allo stesso grado scolastico per cui si presenta domanda: tre anni nella primaria non consentono l'esonero per la secondaria, e viceversa. Se le domande valide superano il 35% dei posti disponibili in un ateneo, l'università compila una graduatoria interna sulla base dei titoli e dei servizi.
Costi, tempistiche e numeri a confronto
La spesa complessiva varia molto per ateneo. Le tasse d'iscrizione al corso si collocano in genere tra 2.500 e 3.500 euro, con punte sopra i 4.000 euro in alcune università del Sud e cifre più contenute, intorno ai 2.000 euro, in alcuni atenei del Nord. A queste cifre si aggiunge la quota per la partecipazione alle prove, in media tra 100 e 150 euro, più costi accessori di frequenza e imposte di bollo. Alcuni atenei prevedono riduzioni per fascia ISEE o la rateizzazione del versamento.
Il contingente del XI ciclo risulta ridotto rispetto al X ciclo, che aveva autorizzato 35.784 posti con il decreto n. 436 del 26 giugno 2025. Il calo è di 5.543 unità, pari a circa il 15,5%. Il numero resta più alto rispetto al IX ciclo del 2024, che aveva messo a bando 32.317 posti con il decreto n. 583 del 29 marzo 2024. Il triennio accademico 2024-2027 è stato autorizzato nel complesso per 90.000 posti dai pareri di Ministero dell'Economia e Ministero per la Pubblica Amministrazione, come richiamato nelle premesse del decreto n. 926.
Errori comuni degli aspiranti
Confondere TFA e percorsi INDIRE: i due canali sono paralleli ma distinti. I percorsi INDIRE sono riservati ai docenti con almeno tre anni di servizio su sostegno negli ultimi otto anni scolastici e a chi ha ottenuto l'abilitazione all'estero. Il TFA segue la via universitaria classica con selezione pubblica e preselettiva.
Presentare domanda per il grado sbagliato: i requisiti e le prove variano per grado e il servizio svolto nella primaria non vale per esonerare dalla preselettiva della secondaria. Chi ha più titoli può candidarsi per più gradi, ma deve sostenere prove separate e, in alcuni atenei, versare tasse distinte.
Trascurare le scadenze del singolo ateneo: il decreto nazionale fissa solo la cornice. Date d'iscrizione, tasse di partecipazione, allegati richiesti e modalità di consegna cambiano da università a università. Molti candidati arrivano in ritardo rispetto al bando specifico pur avendo monitorato il calendario nazionale.
Sottovalutare il peso della preselettiva: la prova è a numero chiuso e serve a ridurre la platea prima dello scritto. Chi non la supera resta fuori dal percorso, a prescindere dalla solidità del curriculum successivo. Vale la pena studiare in anticipo i quadri di riferimento su normativa scolastica, psico-pedagogia e comprensione del testo.
Domande frequenti
Cos'è il TFA Sostegno?
È il Tirocinio Formativo Attivo, il percorso universitario che rilascia la specializzazione per insegnare agli alunni con disabilità. È organizzato dalle università accreditate dal MUR e si conclude con un esame finale che vale come titolo per l'insegnamento sul sostegno nei diversi gradi scolastici.
Quanti posti ci sono nel XI ciclo?
Il decreto MUR n. 926 del 26 giugno 2026 autorizza 30.241 posti, così ripartiti: 4.553 per l'infanzia, 11.698 per la primaria, 4.842 per la secondaria di primo grado e 9.148 per la secondaria di secondo grado. La distribuzione per ateneo è contenuta nella tabella A allegata al decreto.
Chi è esonerato dalla prova preselettiva?
Sono esonerati i candidati che hanno maturato almeno tre anni di servizio su posto di sostegno negli ultimi dieci anni scolastici nello stesso grado per cui concorrono. Rientrano nella riserva del 35% dei posti e accedono direttamente alla prova scritta, senza affrontare i 60 quesiti della preselettiva.
Quanto costa il percorso?
Le tasse d'iscrizione variano fra circa 2.000 e 4.100 euro a seconda dell'ateneo, con una fascia centrale fra 2.500 e 3.500 euro. Alla cifra si aggiunge la quota per le prove di accesso, in media fra 100 e 150 euro, più costi accessori di frequenza. Alcuni atenei prevedono riduzioni legate alla fascia ISEE.
Quando iniziano e finiscono i corsi?
L'avvio dei percorsi è previsto, in via ordinaria, nel mese di settembre 2026. Il decreto fissa la conclusione dei corsi entro il 30 giugno 2027: tutti gli esami, compreso quello finale, devono essere completati entro questa data perché il titolo risulti valido.
La differenza fra il contingente autorizzato e il fabbisogno effettivo di docenti specializzati resta uno dei nodi del sistema. L'XI ciclo porta a bando migliaia di posti, ma la copertura reale dipende dai bandi dei singoli atenei, dai tempi delle graduatorie e dall'incrocio con i percorsi INDIRE paralleli. Per chi sta valutando la candidatura, i due riferimenti utili restano il decreto del MUR e il bando dell'università scelta.