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Berriola apre lo Yif: 234mila posti vacanti e 1,2 milioni di Neet

Le imprese cercano 1,7 milioni di lavoratori nel trimestre, ma 234mila posti restano scoperti. E l'Italia ha ancora 1,2 milioni di giovani Neet.

Mariano Berriola, direttore del Corriere Università e Lavoro, ha aperto il 14 ottobre a Cinecittà la XVIII edizione dello Young International Forum con una tesi netta: la laurea da sola non basta, serve rimettere al centro il tema della professionalità. Dietro quelle parole stanno due numeri che raccontano lo stesso cortocircuito italiano. Le imprese programmano 1,7 milioni di assunzioni nel trimestre maggio-luglio ma non riescono a coprire il 42,9% dei profili cercati. In parallelo oltre un milione e 178mila giovani tra 15 e 29 anni non studia, non lavora e non si forma.

Il paradosso: 234mila posti scoperti ogni mese

Il Bollettino Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro fotografa un mercato che fatica a riempirsi. A maggio 2026 le entrate programmate dalle imprese erano 544mila, con il 42,9% dei posti di difficile reperimento, pari a circa 234mila opportunità rimaste senza candidati idonei. Le criticità più pesanti stanno nei comparti industriali: industrie del legno e del mobile al 61,7%, metallurgia al 59,4%, tessile-abbigliamento al 57%, costruzioni al 54,9%. Fra le professioni, oltre il 70% di meccanici, manutentori e fabbri ferrai resta introvabile; i tecnici della salute arrivano al 65,9% di posti scoperti.

Il contraltare è l'altro numero. Nel 2025 i Neet italiani di 15-29 anni erano 1,178 milioni, pari al 13,3% della popolazione di riferimento secondo l'ISTAT. La media europea è ferma all'11% e l'Italia resta quarta per incidenza, dietro soltanto Romania, Bulgaria e Grecia. La fascia più critica è quella 25-29 anni, dove la quota sale al 20%: un giovane su cinque in età da primo contratto resta ai margini del mercato del lavoro.

Perché non è solo il calo demografico

Berriola nel suo intervento ha indicato il calo demografico come acceleratore della crisi di reperimento, ma Excelsior offre una misura diversa delle cause. Il 29,6% delle difficoltà dipende dalla mancanza fisica di candidati, mentre il 14,5% viene attribuito dalle imprese a una preparazione ritenuta inadeguata. Il resto riguarda aspettative salariali, distanza territoriale e motivazione. In altre parole, buona parte del disallineamento non si risolverebbe neanche con più ventenni in circolazione: servono competenze specifiche che oggi mancano.

Lo sfondo demografico resta comunque pesante. Al 1° gennaio 2026 la popolazione residente è scesa a 58,9 milioni, con un'età mediana di 49,1 anni contro i 44,9 della media UE. Le nascite 2025 sono crollate a 355mila (-3,9% sull'anno precedente) e il tasso di fecondità è a 1,14 figli per donna. Il bacino da cui attingere si assottiglia e invecchia, ma gli ingressi riservati agli under 30 nel trimestre di Excelsior sono stati 157mila (29% del totale), concentrati soprattutto nei servizi finanziari (45,5%), ICT (43,3%) e commercio (39,3%), mentre nell'industria ad alto fabbisogno i candidati scarseggiano.

Dagli ITS alle borse, i pezzi di filiera che si muovono

Berriola ha chiesto una filiera che tenga insieme scuola primaria, formazione tecnica e politiche attive del lavoro. Qualche tassello si muove in ordine sparso. A Roma Maire ha inaugurato il primo Istituto tecnologico superiore interamente dedicato alla transizione energetica ITS a Roma per la transizione energetica, modello che le grandi imprese stanno costruendo quando il canale scolastico tradizionale non copre il fabbisogno. Nella ristorazione la scuola Alma forma 925 allievi all'anno a fronte di un fabbisogno di 66mila addetti al mese stimato dal settore Alma e il disallineamento della ristorazione. Sull'accesso allo studio, il programma SuperMedia 2026 ha stanziato 13,3 milioni di euro per 14.787 borse rivolte agli studenti più fragili SuperMedia 2026 con 14.787 borse.

Le fonti pubbliche permettono già oggi di orientarsi con dati freschi. Il bollettino mensile Excelsior di Unioncamere mostra regione per regione dove le imprese non trovano le figure che cercano Bollettino Excelsior di Unioncamere, maggio 2026. I conti dell'ISTAT sui livelli di istruzione raccontano l'altra metà del problema, dai Neet al confronto europeo sui titoli di studio Noi Italia ISTAT, sezione istruzione.

Finché il mercato chiede oltre duecentomila figure al mese e il sistema formativo risponde con un milione di giovani fuori gioco, la frase di Berriola non è un auspicio: è la fattura che l'economia italiana paga ogni trimestre.

Pubblicato il: 14 ottobre 2026 alle ore 16:11