L'XI ciclo del TFA sostegno parte il 14 luglio con 30.241 posti autorizzati, ma il prezzo dell'abilitazione varia fino a quattro volte: chi accede al percorso INDIRE spende 900 euro, chi passa dal TFA universitario ordinario può arrivare a 4.100.
I numeri del decreto Mur 926
Il Decreto ministeriale 926 del 26 giugno 2026 autorizza 30.241 posti per il nuovo ciclo di specializzazione, distribuiti su quattro gradi di scuola: 4.553 per l'infanzia, 11.698 per la primaria, 4.842 per la secondaria di I grado e 9.148 per la secondaria di II grado. Rispetto al decimo ciclo, che aveva messo a bando 35.784 posti, l'offerta cala del 15,5%, con 5.543 posti in meno in un anno solo.
Il ritorno della secondaria di II grado è la novità più rilevante: quasi esclusa nelle bozze di aprile, la scuola superiore raccoglie il 30% dell'intero contingente. Le prove preselettive comuni si svolgono in quattro giornate consecutive, dal 14 al 17 luglio 2026, con un test da 60 quesiti per ordine di scuola. Meno posti e didattica online: cosa cambia nell'XI ciclo.
Il divario di costo che ridisegna la platea
Il TFA universitario ordinario porta all'acquisizione di 60 CFU, con 12 CFU vincolati al tirocinio obbligatorio in presenza, e prevede quote di iscrizione che gli atenei fissano tra 2.000 e 4.100 euro. Il percorso INDIRE, riservato ai cosiddetti triennalisti (docenti con almeno tre anni di servizio sul sostegno negli ultimi otto) e a chi ha conseguito il titolo all'estero, si esaurisce in circa quattro mesi con 40-48 CFU e costa da 900 a 1.500 euro.
Tradotto sul singolo credito, il TFA ordinario costa da 33 a 68 euro a CFU, l'INDIRE da 22 a 31. La distanza sul costo totale può superare i 3.200 euro tra i due percorsi, con un rapporto massimo di 4,5 a uno. Due candidati con la stessa abilitazione, sullo stesso ruolo di sostegno, con la stessa collocazione in prima fascia GPS, possono aver versato agli atenei somme radicalmente diverse. L'accesso all'INDIRE è vincolato al servizio pregresso: chi non ha maturato l'anzianità richiesta paga il prezzo pieno del percorso universitario. Esami intermedi INDIRE: 5 sedi e 14.800 corsisti.
Cosa cambia per chi si iscrive
Il decreto introduce per la prima volta la possibilità di erogare fino al 20% del monte ore complessivo in modalità telematica, con l'esclusione esplicita di laboratori e tirocinio. Le ore di tirocinio diretto nelle scuole convenzionate e quelle di tirocinio indiretto in ateneo restano vincolate alla presenza fisica: chi lavora già come supplente su cattedra di sostegno deve pianificare trasferimenti regolari verso la sede universitaria, anche quando questa dista centinaia di chilometri dalla residenza.
Il tetto del 20% è un massimo, non un obbligo: ciascun ateneo definirà nel proprio bando la quota effettiva. La quota telematica si applica soltanto agli insegnamenti teorici, quelli meno vincolanti in termini di calendario. Nella pratica, la sostenibilità economica dell'iscrizione dipende dalla combinazione tra sede scelta, ore in aula effettive e possibilità di conciliare con una supplenza attiva. Con il vincolo quinquennale sulla sede di titolarità che scatta al passaggio a posto comune, la decisione fra percorso ordinario e percorso INDIRE incide anche sul progetto professionale a medio termine.
I bandi dei singoli atenei, attesi entro l'estate, dettaglieranno tariffe applicate e quota di didattica telematica prevista. Il costo effettivo dell'abilitazione va confrontato con il calendario delle lezioni di ciascuna università prima dell'iscrizione: il divario da 900 a 4.100 euro si gioca in gran parte su questa scelta.
Sul TFA sostegno non sono attivi voucher pubblici dedicati e i fondi formativi del privato restano di fatto fuori portata per la platea universitaria: l'unica leva concreta è la rateizzazione decisa dai singoli atenei, spesso su tre o quattro scadenze fra iscrizione e prova finale. Chi accede al percorso INDIRE risparmia in partenza; chi passa dal TFA ordinario compensa solo in parte con la possibilità di lavorare come supplente durante la frequenza. Il conto finale non dipende quindi solo dalla tariffa dell'ateneo scelto, ma dalla combinazione fra costo diretto, giorni di lezione in presenza e sostenibilità del calendario personale.