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60 CFU 2026/27: posti scesi del 19,6% in un solo anno

Atenei in corsa dal 19 giugno al 19 luglio per accreditare i corsi 2026/27. Posti in calo del 19,6% in un anno e tetto a 2.500 euro.

Il Ministero dell'Università e della Ricerca ha aperto la finestra per accreditare i percorsi di formazione iniziale dei docenti dell'a.a. 2026/2027: trenta giorni di tempo, dal 19 giugno al 19 luglio 2026, perché gli atenei e le istituzioni AFAM depositino le proposte sulla banca dati CINECA RAD-SUA CdS indicata nella nota del Segretariato Generale del MUR.

Calendario stretto e bandi rinviati ai prossimi mesi

Le università capofila inseriscono in piattaforma la nuova offerta sui corsi già accreditati e le proposte di accreditamento iniziale per le classi nuove. La chiusura della procedura telematica conta come trasmissione formale. Solo dopo l'istruttoria del MUR e il parere conforme di ANVUR arriva il decreto autorizzativo dei posti, e solo a quel punto gli atenei possono pubblicare i bandi di iscrizione.

Il passaggio non è veloce. Per il ciclo 2025/2026 il decreto di autorizzazione dei posti è arrivato il 27 gennaio 2026 con il Decreto ministeriale 138/2026 - MUR. Tradotto in tempi: tra fine della finestra delle proposte e firma del decreto possono passare oltre sei mesi, e i bandi degli atenei seguono subito dopo.

Il dato sui posti: meno 19,6% tra 2024/25 e 2025/26

Il numero di posti che gli atenei potranno proporre dipende dal fabbisogno che il Ministero dell'Istruzione e del Merito comunica per ciascuna classe di concorso. Vale la pena guardare i due cicli precedenti per capire la traiettoria. Nel 2024/2025 i decreti MUR 156, 270 e 367 hanno autorizzato in tutto circa 79.479 posti. Nel 2025/2026 il decreto 138 ne ha autorizzati 63.890: 15.589 in meno, il 19,6% in meno in dodici mesi.

Il dato del 2024/2025 è la somma di tre decreti scaglionati lungo l'anno (DM 156 di febbraio 2025, DM 270 di marzo 2025, DM 367 di aprile 2025), segno che il fabbisogno comunicato dal MIM si è ricalibrato strada facendo. La nota MUR conferma che la regola vale anche per il prossimo ciclo: gli atenei programmano sulle classi di concorso per cui il MIM fornisce uno specifico fabbisogno, e in misura limitata potranno essere autorizzati corsi anche per classi senza fabbisogno rilevato.

Anche la voce costi non si muove. L'articolo 12 del DPCM 4 agosto 2023 in Gazzetta Ufficiale fissa il tetto a 2.500 euro per il percorso da 60 CFU, 2.000 euro per i 30 CFU specialistici e i 36 CFU di completamento, 150 euro per la prova finale. I singoli atenei possono praticare cifre inferiori, ma il massimo resta quello: chi punta all'abilitazione mette in conto fino a 2.650 euro tra corso e prova, oltre alle eventuali spese accessorie.

Cosa cambia per chi vuole iscriversi

Le tipologie restano cinque, come da allegati del DPCM. Il percorso da 60 CFU è la formazione iniziale completa; ai vincitori di concorso e a chi rientra nei casi specifici del D.Lgs. 59/2017 spettano i 30 CFU di completamento o di ulteriore abilitazione; il percorso da 36 CFU è riservato a chi ha conseguito i 24 CFU entro il 31 ottobre 2022 e va a chiudere la formazione di chi era partito con il vecchio impianto.

Sulla modalità di frequenza la nota MUR ricorda che le attività possono essere svolte telematicamente in sincrono fino al 50% del monte ore complessivo. Tirocini e laboratori restano obbligatoriamente in presenza. Le regole di sostenibilità didattica fissate dalle Linee guida ANVUR del 26 settembre 2023 valgono ancora: un direttore di corso può guidare al massimo 8 percorsi tematicamente affini, un singolo docente al massimo 3, e il numero complessivo di studenti iscrivibili sotto un direttore non può superare i 1.000.

Per i candidati il calendario realistico è questo: proposte degli atenei entro il 19 luglio, istruttoria MUR in estate e autunno, decreto autorizzativo verosimilmente nel primo trimestre 2027, bandi di Ateneo subito dopo. Chi vuole abilitarsi nel ciclo 2026/2027 conviene che monitori fin da ora i siti delle università più vicine, perché la differenza tra il prezzo minimo e il tetto di 2.500 euro la fanno proprio le tariffe scelte dal singolo ateneo.

Pubblicato il: 11 giugno 2026 alle ore 09:05