Indice: In breve | Cosa dicono i numeri OCSE | Quanto guadagnano i millennials rispetto ai genitori | Dove si concentra la ricchezza | Cosa cambia per millennials e Gen Z | Errori comuni nella lettura dei dati | Domande frequenti
Secondo il rapporto OCSE «A Broken Social Elevator?» del 2018, in Italia servono cinque generazioni perché un bambino nato nel 10% più povero della popolazione arrivi al reddito medio nazionale. In Danimarca ne bastano due. La distanza tra i due numeri spiega il blocco di cui parlano economisti e istituzioni quando descrivono i millennials e la Gen Z come la prima generazione che, alla stessa età, ha redditi più bassi dei propri genitori.
In breve
* 5 generazioni servono in Italia per uscire dal decile più povero (fonte OCSE 2018).
* -17% è la perdita di reddito disponibile dei millennials a 30-34 anni rispetto alla Gen X (Resolution Foundation).
* Meno del 9% della ricchezza nazionale è in mano agli under 40 (Banca d'Italia 2022).
* +50% di patrimonio aveva un quarantenne del 1946 rispetto a un quarantenne di oggi.
* L'Italia è 34ª su 82 Paesi nel Global Social Mobility Index del World Economic Forum.
Cosa dicono i numeri OCSE
Il rapporto A Broken Social Elevator - OCSE misura il tempo necessario perché i discendenti di una famiglia nel 10% più povero raggiungano il reddito medio del Paese. Per l'Italia il dato è di cinque generazioni, in linea con Stati Uniti e Regno Unito. Danimarca e Finlandia si fermano a due, mentre Francia e Germania ne richiedono sei. Il valore italiano è leggermente sopra la media OCSE, ma molto distante dai Paesi scandinavi che lo stesso rapporto indica come riferimento di alta mobilità.
L'elasticità intergenerazionale del reddito stimata per l'Italia è pari a circa 0,5: significa che metà del vantaggio o dello svantaggio economico dei genitori si trasmette ai figli. Nei Paesi nordici lo stesso indicatore scende sotto lo 0,2. Il dato è coerente con quello sul livello di istruzione: secondo l'OCSE, in Italia solo l'8% dei figli di genitori senza diploma raggiunge la laurea, contro il 30% della Danimarca, e il 54% degli italiani resta al livello educativo dei propri genitori, il doppio rispetto al 21% della Svezia.
Quanto guadagnano i millennials rispetto ai genitori
Uno studio della Resolution Foundation, basato sul database Luxembourg Income Study, ha confrontato il reddito disponibile equivalente a 30-34 anni delle diverse generazioni nei principali Paesi avanzati. In Italia i millennials, cioè chi è nato tra il 1980 e il 2000, guadagnano in media il 17% in meno rispetto alla Generazione X (1966-1980) alla stessa età. La Gen X italiana aveva invece guadagnato il 6% in più dei baby boomers, ma quel vantaggio si è invertito nel giro di una generazione.
Il confronto internazionale è netto. Spagna e Grecia registrano cali ancora più severi, rispettivamente del 30% e del 31%. La media dei Paesi analizzati è del -4%, mentre la Norvegia segna un +13% sulla stessa fascia d'età. Il Sud Europa, secondo la stessa fonte, è la regione in cui l'inversione del trend è stata più marcata, e l'Italia rientra pienamente in questo gruppo.
Dove si concentra la ricchezza
I Conti distributivi sulla ricchezza delle famiglie - Banca d'Italia completano il quadro sul lato patrimoniale. Nel 2022 gli under 40 detenevano meno del 9% della ricchezza nazionale, mentre la fascia over 50 ne controllava circa il 75%. Un quarantenne nato nel 1946, classificato tra i baby boomers, possedeva alla stessa età un patrimonio superiore del 50% rispetto a un quarantenne di oggi.
Nei prossimi vent'anni, secondo le proiezioni del think tank Tortuga riprese anche dalla stampa economica, in Italia avverrà un trasferimento intergenerazionale di ricchezza per via ereditaria stimato intorno ai 6.460 miliardi di euro. Si tratta di un flusso destinato in larga parte alle famiglie già patrimonializzate, perché l'eredità segue chi possiede e non chi ha redditi più bassi. Il sistema fiscale italiano, con un'imposta di successione tra le più contenute in Europa, lascia che questo flusso rafforzi le posizioni di partenza.
Cosa cambia per millennials e Gen Z
Le tre fonti convergono su tre conseguenze concrete che riguardano oggi chi ha tra i 25 e i 44 anni:
1. Più tempo nella casa dei genitori: in Italia l'età media di uscita dalla famiglia di origine supera i 30 anni, circa dieci in più rispetto alla media scandinava (dati Eurostat). 2. Più dipendenza dal patrimonio familiare per comprare casa o avviare un'attività: senza il sostegno dei genitori, l'accesso al credito immobiliare per gli under 35 si riduce in modo significativo. 3. Più peso della provenienza: il titolo di studio dei genitori spiega ancora oggi una quota rilevante del titolo di studio dei figli, con la quota di laureati su genitori senza diploma ferma all'8%.
Errori comuni nella lettura dei dati
Confondere reddito e ricchezza: il -17% rilevato dalla Resolution Foundation riguarda il reddito disponibile a 30-34 anni, non il patrimonio totale. Il dato sul patrimonio under 40 viene invece dai Conti distributivi di Banca d'Italia. Le due grandezze raccontano fenomeni diversi e vanno tenute distinte.
Leggere il dato OCSE come una previsione: il numero di cinque generazioni non descrive cosa accadrà davvero, ma quanto tempo servirebbe a invarianza dei livelli attuali di mobilità. Politiche pubbliche, istruzione e mercato del lavoro possono modificare quel valore.
Trattare millennials e Gen Z come un blocco unico: i nati tra il 1980 e il 1995 hanno vissuto la grande recessione del 2008-2014 nella fase di ingresso nel lavoro, mentre la Gen Z affronta oggi un mercato segnato da inflazione e prezzi immobiliari elevati. Le due coorti subiscono lo stesso blocco strutturale ma per ragioni economiche distinte.
Domande frequenti
Cos'è l'ascensore sociale e perché si dice fermo in Italia?
L'ascensore sociale è la possibilità che una persona migliori la propria condizione economica rispetto a quella della famiglia di origine. In Italia si dice fermo perché l'OCSE stima cinque generazioni per uscire dal decile più povero e perché l'elasticità intergenerazionale del reddito è intorno a 0,5, valori molto superiori a quelli dei Paesi scandinavi.
I millennials italiani sono davvero più poveri dei genitori?
Lo studio della Resolution Foundation sul database Luxembourg Income Study indica che a 30-34 anni i millennials italiani hanno il 17% di reddito disponibile in meno rispetto alla Gen X alla stessa età. Per la prima volta dal dopoguerra, in Italia il reddito a una stessa età scende invece di salire passando da una generazione all'altra.
Quanta ricchezza hanno gli under 40 in Italia?
Secondo i Conti distributivi di Banca d'Italia, nel 2022 gli under 40 detenevano meno del 9% della ricchezza nazionale, mentre gli over 50 ne controllavano circa il 75%. Un quarantenne nato nel 1946 aveva il 50% di patrimonio in più di un quarantenne di oggi.
Quante generazioni servono per uscire dalla povertà secondo l'OCSE?
Il rapporto del 2018 stima cinque generazioni per l'Italia. In Danimarca ne bastano due, in Finlandia poco più di tre, in Francia e Germania sei. Il dato italiano è leggermente sopra la media OCSE e identico a quello di Stati Uniti e Regno Unito.
Lette insieme, OCSE, Resolution Foundation e Banca d'Italia descrivono una mobilità intergenerazionale che dipende ancora in larga parte dalla famiglia di partenza. Sui tre indicatori, reddito a 30-34 anni, patrimonio under 40 e tempo per uscire dal decile più basso, l'Italia resta lontana dai Paesi nordici e si conferma tra le economie europee con il distacco generazionale più marcato. Il prossimo confronto utile sarà con i dati post-2022, quando saranno disponibili rilevazioni omogenee sull'intero periodo di inflazione recente.