Il presidente dell'INVALSI Roberto Ricci ha presentato i dati OCSE-PISA 2022 sulle competenze degli studenti italiani, che tracciano il punto di partenza per le prossime politiche educative previste dai decreti attuativi del PNRR. Il divario di genere in matematica tocca i 21 punti a favore dei ragazzi: è il più ampio registrato tra tutti i paesi partecipanti al confronto internazionale. Nel complesso il 70% degli studenti italiani raggiunge il Livello 2 in matematica, in linea con la media OCSE ma in flessione rispetto ai risultati del 2018. Il rapporto integrale è consultabile sul portale INVALSI.
Le competenze degli studenti italiani
Il quadro tracciato dall'INVALSI mostra un sistema allineato alla media internazionale ma con squilibri strutturali. In lettura il 79% degli alunni supera il Livello 2, un risultato che colloca l'Italia sopra la media OCSE. Nelle scienze il 76% raggiunge la soglia minima e la fascia dei fondamentali risulta coperta. La quota di top performer resta però ferma al 4%, contro il 7% dell'area OCSE: un divario che riduce il bacino potenziale di studenti pronti per i percorsi STEM avanzati e per la ricerca.
Il divario territoriale tra Nord e Sud resta un tema aperto, malgrado i primi segnali positivi legati agli investimenti del PNRR. Ricci ha rimarcato la capacità del sistema di attutire le lacune accumulate durante la pandemia, con una ripresa decisa delle attività didattiche in presenza che ha compensato in parte le criticità più urgenti. I risultati regionali disaggregati mostrano ancora un differenziale marcato tra le due macroaree, come conferma il quadro delle eccellenze PISA nelle scienze.
Intelligenza artificiale e competenze di base
L'INVALSI colloca al centro del dibattito il rapporto tra intelligenza artificiale e apprendimento. Ricci descrive l'IA come un partner di riflessione che richiede una solida padronanza di lettura e matematica, non una scorciatoia cognitiva. Senza queste basi l'uso degli strumenti generativi rischia di indebolire il pensiero critico degli studenti anziché potenziarlo. È la stessa cornice emersa dalle prime sperimentazioni IA nelle scuole promosse dall'INVALSI.
La formazione dei docenti, che beneficerà di un piano ministeriale dedicato, dovrà spostarsi su una dimensione pedagogico-metodologica. L'obiettivo dichiarato è progettare attività in cui la tecnologia sia funzionale alla personalizzazione degli apprendimenti, con la relazione educativa e lo sforzo cognitivo dello studente al centro del processo formativo. Ricci individua nella qualità della progettazione didattica il vero discrimine per un uso proficuo degli strumenti generativi in aula.
L'INVALSI indica la fascia 0-6 anni come priorità per contenere i divari socio-economici. Intervenire precocemente sulla comprensione del testo e sulle basi logico-matematiche, secondo Ricci, è la strategia principale per garantire un accesso equo alla società digitale. Il coordinamento tra fondi PNRR e piani ministeriali sarà misurato sulla capacità di ridurre le disparità nei primi gradi di istruzione, prima che il gap in matematica e nelle eccellenze scientifiche si consolidi.