La decisione del ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara di imporre requisiti di sicurezza più stringenti per i bus utilizzati nelle gite scolastiche nasce da una tragedia concreta: la morte della docente Domenica Russo, 43 anni, rimasta uccisa il 20 maggio scorso in un incidente stradale provocato dalla distrazione del conducente, sorpreso a guardare lo smartphone alla guida. Un episodio che si sarebbe potuto evitare se il mezzo fosse stato dotato dei sistemi di sicurezza oggi resi obbligatori dal Ministero. La stretta normativa, però, ha prodotto un effetto collaterale significativo: l'aumento dei costi a carico delle famiglie, che si somma alle difficoltà già esistenti nell'organizzazione dei viaggi d'istruzione. I dati raccolti da Skuola.net fotografano un cambiamento nelle abitudini di trasporto. Il 19% degli studenti che parteciperanno a gite di più giorni viaggerà in treno, il 28% sceglierà l'aereo e il 5% la nave, con un quinto di questi ultimi che opterà per formule crocieristiche dove il mezzo di trasporto diventa parte integrante dell'esperienza didattica. Cresce dunque la diversificazione rispetto al tradizionale pullman, anche se le alternative ferroviarie e aeree comportano spesso budget più elevati. Le gare di appalto centralizzate volute dal Ministero consentono alle scuole di affidarsi a fornitori qualificati con formule _chiavi in mano_, ma la maggiore qualità dei servizi si traduce inevitabilmente in tariffe più alte che non tutte le famiglie possono sostenere.
Uscite didattiche giornaliere: un'alternativa insufficiente
Per chi non parte, le uscite didattiche giornaliere dovrebbero rappresentare un surrogato accessibile. I numeri, tuttavia, raccontano una realtà diversa. Solo il 31% degli studenti ha già preso parte ad almeno una visita d'istruzione durante l'anno in corso, mentre il 35% prevede di farlo entro la fine delle lezioni. Resta un 34% che teme di non partecipare a nessuna uscita, neppure di una sola giornata. È un dato che segnala come le difficoltà organizzative non riguardino soltanto i viaggi lunghi e costosi, ma si estendano anche alle attività più brevi e teoricamente più semplici da gestire. La carenza di docenti disponibili ad accompagnare le classi rappresenta uno dei principali ostacoli. Gli insegnanti si trovano a dover gestire studenti spesso indisciplinati disponendo di pochi strumenti disciplinari concreti, il tutto sotto il peso di responsabilità civili e penali rilevanti. Le indennità stipendiali previste per il ruolo di accompagnatore sono definite _risibili_, quando non del tutto assenti, perché dipendono dalla disponibilità dei fondi di istituto, notoriamente variabili e insufficienti.
Il commento di Grassucci: responsabilità enormi, indennità risibili
Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net, ha inquadrato il problema con chiarezza: _"Purtroppo nei viaggi di istruzione si può anche morire: può capitare agli studenti ma anche ai docenti accompagnatori"_. Grassucci riconosce l'utilità degli interventi ministeriali, dalle gare centralizzate ai requisiti di qualità per i mezzi di trasporto, ma sottolinea come _"tutta questa sicurezza abbia un costo aggiuntivo per le famiglie, il che limita in parte la portata dei viaggi di istruzione"_. Il direttore di Skuola.net ha inoltre evidenziato che il problema economico non è l'unico freno. I docenti accompagnatori operano in condizioni di forte squilibrio tra le responsabilità assunte e le tutele ricevute. Gestire decine di studenti fuori dall'ambiente scolastico, spesso in contesti che amplificano i comportamenti indisciplinati, espone gli insegnanti a rischi professionali e legali significativi. A questo si aggiunge il carico burocratico che grava sul personale amministrativo delle scuole, chiamato a gestire affidamenti per decine di migliaia di euro con organici spesso ridotti. Il quadro complessivo restituisce l'immagine di uno strumento didattico prezioso, la gita scolastica, che rischia di diventare un privilegio per pochi anziché un'esperienza formativa universale.
Sintesi
I dati di Skuola.net confermano una tendenza preoccupante: quattro studenti su dieci rischiano di non partecipare ad alcun viaggio d'istruzione. Le nuove norme sulla sicurezza dei trasporti, introdotte dopo la morte della docente Domenica Russo, hanno innalzato gli standard qualitativi ma anche i costi per le famiglie. Parallelamente, la riluttanza dei docenti ad assumere il ruolo di accompagnatori, motivata dallo squilibrio tra responsabilità e compensi, riduce ulteriormente le possibilità organizzative. Persino le uscite giornaliere, che dovrebbero rappresentare un'alternativa più agile, soffrono delle stesse criticità. Il Ministero ha avviato interventi strutturali, dalle gare centralizzate ai requisiti di sicurezza, ma resta aperto il nodo delle risorse economiche e delle tutele per il personale scolastico coinvolto.