Indice: In breve | Perché in estate il fabbisogno di sangue non scende | I requisiti per donare in Italia | Come prenotare la prima donazione | Errori comuni dei nuovi donatori | Domande frequenti
In breve
* Nel 2025 in Italia 1 milione e 664mila persone hanno donato sangue, in lieve calo rispetto al 2024.
* Le donazioni hanno permesso 638mila trasfusioni e migliaia di terapie con medicinali derivati dal plasma.
* Tra giugno e settembre la raccolta cala, ma il fabbisogno degli ospedali resta stabile.
* Possono donare le persone tra 18 e 65 anni in buona salute e con peso di almeno 50 chilogrammi.
* Per iniziare basta prenotare una visita preliminare gratuita al centro trasfusionale più vicino.
Perché in estate il fabbisogno di sangue non scende
Tra giugno e settembre il numero di donatori che si presenta nei centri trasfusionali cala in modo strutturale, mentre la richiesta di sangue e plasma resta stabile. Gli interventi chirurgici programmati, le trasfusioni per pazienti oncologici ed ematologici e le emergenze legate al traffico vacanziero non si fermano. Donare sangue diventa così la leva più efficace per evitare carenze nelle scorte ospedaliere, soprattutto nelle regioni con forte mobilità turistica e nelle città che si svuotano per le ferie.
Il Ministero della Salute, con la campagna nazionale 2026 Donare è l'azione più bella, invita i cittadini a programmare una donazione nei mesi estivi per coprire questo divario. I dati ufficiali parlano di 1 milione e 664mila donatori nel 2025, una flessione contenuta ma persistente che pesa sull'obiettivo di autosufficienza nella raccolta di plasma. Crescono però i donatori periodici, passati dall'83,1 all'85% del totale, e quelli in aferesi, dal 13,8 al 14,4%.
I requisiti per donare in Italia
Per donare sangue in modo sicuro le condizioni di accesso sono fissate dal decreto del Ministero della Salute e applicate uniformemente dai centri trasfusionali. Sono richiesti un'età compresa tra 18 e 65 anni, un peso corporeo di almeno 50 chilogrammi e uno stato di salute generale buono. Non vengono ammessi al prelievo i candidati con valori di emoglobina inferiori a 12,5 g/dL per le donne e 13,5 g/dL per gli uomini, parametri verificati al momento del primo accesso.
Sono escluse temporaneamente anche le persone che hanno avuto interventi chirurgici recenti, gravidanze nei dodici mesi precedenti o comportamenti a rischio di trasmissione infettiva. La valutazione la effettua il medico durante la prima visita: l'idoneità non è autodichiarata e viene rinnovata a ogni donazione successiva, con un questionario sanitario aggiornato e un controllo dei parametri vitali.
Come prenotare la prima donazione
Il percorso è gratuito e si svolge in cinque passaggi standard, validi in tutti i centri trasfusionali del Servizio sanitario nazionale.
1. Iscriversi a un'associazione come Avis, Croce Rossa Italiana, Fidas o Fratres, oppure rivolgersi direttamente al centro trasfusionale dell'ospedale di riferimento. 2. Prenotare la visita preliminare: si compila un questionario sullo stato di salute, si misurano pressione e polso, si esegue un prelievo di sangue per gli esami di idoneità. 3. Attendere l'esito degli esami (in media 7-14 giorni): i risultati comprendono emocromo, funzionalità renale ed epatica e marker virali, e restano a disposizione del donatore. 4. Fissare l'appuntamento di donazione tramite il centro o l'associazione: si dona a digiuno o con colazione leggera, secondo le indicazioni ricevute via telefono o e-mail. 5. Programmare il richiamo: al termine della donazione viene rilasciato il certificato per la giornata di riposo retribuita e si concorda la data della donazione successiva.
Errori comuni dei nuovi donatori
Saltare la colazione: il digiuno totale aumenta il rischio di calo pressorio durante o subito dopo il prelievo. Per la donazione di sangue intero è prevista una colazione leggera con tè o tisana, succo di frutta non zuccherato e fette biscottate; per la donazione in aferesi è il medico a indicare il regime alimentare corretto al momento della convocazione.
Sottovalutare l'idratazione: nei giorni che precedono il prelievo e nelle ore successive è necessario bere più del solito, almeno un litro e mezzo di acqua al giorno. Una buona idratazione facilita la donazione, accelera il recupero del volume plasmatico e riduce il rischio di malessere.
Confondere prima visita e prima donazione: il prelievo vero e proprio non avviene il giorno della visita di idoneità. Tra i due appuntamenti passano in genere una o due settimane, il tempo necessario per refertare gli esami di laboratorio e ricevere conferma scritta dell'idoneità da parte del medico responsabile del centro.
Pensare che la donazione sia riservata ai giovani adulti: si può continuare a donare fino ai 65 anni, ed entro certi limiti fino ai 70 con valutazione medica annuale. La quota dei donatori periodici è salita all'85% del totale, segnale di una platea sempre più stabile e con alta fedeltà al centro trasfusionale.
Domande frequenti
Quanto tempo dura una donazione?
Il prelievo di sangue intero dura tra i 7 e i 10 minuti, a cui vanno aggiunti i tempi di visita e di ristoro post-donazione: nel complesso si esce dal centro trasfusionale in un'ora circa. La donazione in aferesi è più lunga, fra i 40 e i 60 minuti, perché il separatore cellulare trattiene solo alcuni componenti e restituisce gli altri al donatore.
Si dona a pagamento?
No. In Italia la donazione è gratuita, volontaria, anonima e responsabile. Ai lavoratori dipendenti spetta una giornata di riposo retribuita per ogni donazione, equiparata a un giorno di lavoro effettivo, come previsto dalla normativa di settore e riconosciuto dal datore di lavoro su presentazione del certificato del centro.
Ogni quanto posso donare?
Per gli uomini la cadenza massima è di quattro donazioni di sangue intero all'anno, distanziate di almeno 90 giorni; per le donne in età fertile il limite è di due donazioni nello stesso periodo. La donazione di plasma in aferesi può ripetersi ogni 14 giorni, sempre sotto controllo medico e con verifica dei valori ematici.
Posso donare se prendo farmaci?
Dipende dal farmaco. Antibiotici, antinfiammatori, anticoagulanti e alcuni contraccettivi orali prevedono sospensioni temporanee di durata variabile, da pochi giorni a qualche settimana. Il medico del centro trasfusionale valuta caso per caso al momento della visita, sulla base del questionario sanitario compilato e dei controlli clinici.
Donare sangue prima di partire per le vacanze è uno dei gesti più semplici per garantire continuità alle terapie di chi resta in città. Bastano una telefonata al centro trasfusionale più vicino e un documento d'identità per fissare la visita di idoneità entro pochi giorni: da qui parte un percorso che si ripete nel tempo, con benefici concreti per il sistema sanitario e per la salute di chi sceglie di donare.