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Il caso Schwazer e l’era dell'Epo: storia del doping, il virus che altera lo sport

Storia del doping nello sport: dal primo decesso del 1896 ai controlli WADA. Date chiave, casi italiani e l'evoluzione delle sostanze proibite.

Indice: In breve | Le tappe della lotta al doping nello sport | I casi italiani più discussi | Errori comuni nel raccontare il doping | Domande frequenti

Terza positività all'Epo, shock nel mondo dell'atletica. Le parole di Alex Schwazer, _'Sono innocente ma stavolta non mi difendo, non ho più le forze'_, mettono la parola fine a una delle saghe più controverse dello sport. Ma vi siete mai chiesti come siamo arrivati a questo punto? Il doping non è un'invenzione moderna

Il doping accompagna lo sport organizzato da oltre un secolo. Il primo decesso documentato in gara per assunzione di farmaci risale al 1896, quando il ciclista gallese Arthur Linton morì durante la Bordeaux-Parigi. I controlli sistematici, però, sono arrivati solo settant'anni dopo: il CIO ha introdotto l'antidoping alle Olimpiadi di Città del Messico nel 1968 e la prima agenzia mondiale, la WADA - World Anti-Doping Agency, è nata a Losanna nel 1999. La storia del doping nello sport è anche una storia di reazione tardiva delle istituzioni alle pratiche che già circolavano negli spogliatoi.

In breve

* Il primo decesso documentato in gara per doping è del 1896: ciclista Arthur Linton sulla Bordeaux-Parigi.

* I controlli antidoping olimpici sono partiti a Città del Messico 1968: primo squalificato lo svedese Hans-Gunnar Liljenwall.

* Negli anni della Guerra Fredda diverse nazioni hanno organizzato programmi di doping di Stato, in particolare nella Germania Est.

* La World Anti-Doping Agency (WADA) è stata fondata nel 1999 e da allora aggiorna ogni anno la lista delle sostanze proibite.

* Nel 2015 l'inchiesta WADA ha documentato un sistema strutturato di doping in Russia, sanzionato negli anni successivi.

Le tappe della lotta al doping nello sport

La cronologia della storia del doping nello sport mostra che ogni svolta normativa è arrivata dopo un episodio drammatico o uno scandalo internazionale. Le date che seguono sono quelle riconosciute dalle federazioni sportive e dalle agenzie antidoping come passaggi-chiave.

1. 1896: il ciclista gallese Arthur Linton muore durante la Bordeaux-Parigi, primo decesso documentato in gara legato a farmaci stimolanti. 2. 1904: lo statunitense Thomas Hicks vince la maratona olimpica di Saint Louis dopo due iniezioni di solfato di stricnina somministrate in corsa dall'allenatore. 3. 1960: alle Olimpiadi di Roma muore il ciclista danese Knud Enemark Jensen, episodio che spinge le federazioni a discutere i primi divieti. 4. 1967: il britannico Tommy Simpson muore sul Mont Ventoux durante il Tour de France, accelerando l'introduzione dei controlli. 5. 1968: il CIO introduce i test antidoping alle Olimpiadi di Città del Messico. Hans-Gunnar Liljenwall è il primo atleta olimpico squalificato. 6. 1988: a Seoul il canadese Ben Johnson è squalificato pochi giorni dopo la vittoria nei 100 metri per positività allo stanozololo. 7. 1999: nasce a Losanna la WADA, agenzia mondiale antidoping con statuto indipendente dal CIO. 8. 2012: Lance Armstrong perde i sette Tour de France vinti tra 1999 e 2005 dopo il dossier dell'agenzia statunitense USADA. 9. 2015: l'inchiesta WADA documenta il sistema russo di doping di Stato, con conseguenti esclusioni di atleti russi dalle competizioni internazionali.

I casi italiani più discussi

L'Italia ha attraversato la storia del doping con vicende che hanno segnato l'opinione pubblica. Marco Pantani fu escluso dal Giro d'Italia 1999 a Madonna di Campiglio per un valore di ematocrito fuori dai limiti previsti dal regolamento; non si trattò di una squalifica formale per doping, ma di una sospensione precauzionale. Analisi successive sui campioni di urina del Tour de France 1998, da lui vinto, hanno poi rivelato tracce di sostanze proibite. Pantani ha sempre dichiarato la propria innocenza ed è morto nel 2004.

Alex Schwazer, oro nei 50 chilometri di marcia a Pechino 2008, è il caso italiano più recente diventato simbolo del rapporto tra atleta, controlli e tribunali. Nel 2012 risultò positivo all'EPO poco prima delle Olimpiadi di Londra: ammise i fatti e scontò la squalifica. Una seconda positività al testosterone nel 2016 gli impedì di gareggiare a Rio. Su quel secondo caso il marciatore ha sempre rivendicato l'innocenza, sostenendo manipolazioni sulle provette: il Tribunale di Bolzano lo ha assolto nel 2021 con la formula che il fatto non sussiste, mentre il Tribunale Arbitrale dello Sport ha mantenuto la sanzione sportiva. La vicenda mostra quanto i percorsi penale e sportivo possano divergere.

Errori comuni nel raccontare il doping

Confondere doping e farmacologia legale: integratori autorizzati, ferro, vitamine e creatina non rientrano nelle sostanze proibite. Il doping coincide solo con l'uso di sostanze o metodi presenti nella lista WADA, che viene rinegoziata ogni anno sulla base di nuove evidenze scientifiche.

Pensare che i controlli scoprano tutto: la lista delle sostanze proibite è sempre un compromesso tra ciò che il laboratorio sa rilevare e ciò che gli atleti già usano. L'EPO, ad esempio, non era rilevabile prima del 2000; il passaporto biologico dell'atleta, che monitora i valori ematici nel tempo, è stato introdotto in atletica e ciclismo solo nel 2008.

Attribuire il doping al solo ciclismo: gli scandali del ciclismo sono stati i più mediatici, ma i rapporti annuali della WADA registrano positività in atletica, sollevamento pesi, nuoto, sci di fondo e diversi sport di squadra. Considerare il doping una questione di una sola disciplina semplifica il fenomeno.

Trattare il doping come scelta solo individuale: la storia del doping di Stato in Germania Est e in Russia mostra che l'atleta è spesso parte di un sistema con responsabilità di medici, dirigenti federali e istituzioni politiche. Una lettura puramente personalistica oscura la dimensione organizzata del fenomeno.

Domande frequenti

Quando sono iniziati i controlli antidoping?

I controlli olimpici sono partiti alle Olimpiadi di Città del Messico nel 1968. Federazioni internazionali di ciclismo e atletica avevano già introdotto le prime regole sulle sostanze proibite nei primi anni Sessanta, dopo le morti di Knud Enemark Jensen (1960) e Tommy Simpson (1967).

Cos'è il doping di Stato?

È un programma organizzato da istituzioni pubbliche o federazioni nazionali per somministrare sostanze proibite agli atleti, spesso accompagnato da pratiche per nascondere le tracce ai controlli. I casi più documentati riguardano la Germania Est tra il 1968 e il 1989 e la Russia tra il 2011 e il 2015.

Qual è il ruolo della WADA?

La World Anti-Doping Agency è stata fondata nel 1999 a Losanna. Coordina le agenzie nazionali come NADO Italia, pubblica ogni anno la lista aggiornata delle sostanze e dei metodi proibiti e gestisce le inchieste internazionali sui casi di rilievo.

Perché Lance Armstrong ha perso i suoi Tour de France?

Nel 2012 l'agenzia statunitense USADA pubblicò un dossier che ricostruiva un sistema strutturato di doping nella squadra dello statunitense, basato anche sulle testimonianze degli ex compagni. L'Unione Ciclistica Internazionale ha quindi annullato le sue sette vittorie consecutive dal 1999 al 2005 e lo ha radiato a vita dalle competizioni.

Quali sostanze sono oggi più sotto osservazione?

Oltre a EPO, steroidi anabolizzanti e ormone della crescita, le relazioni recenti della WADA segnalano l'attenzione crescente verso le terapie geniche, i modulatori metabolici e le sostanze che alterano i parametri del passaporto biologico. Sono ambiti in cui i metodi di rilevazione richiedono ricerca continua.

La storia del doping descrive una rincorsa lunga oltre un secolo tra federazioni, laboratori e atleti. Ogni nuovo metodo di controllo è arrivato dopo che una sostanza era già stata utilizzata su larga scala, e gli scandali più recenti confermano che la dimensione individuale è solo una parte del fenomeno. Le agenzie internazionali indicano nelle terapie geniche e nei marcatori biologici a lungo termine la prossima frontiera della verifica.

Pubblicato il: 26 giugno 2026 alle ore 00:12