Un general contractor di Padi Costruzioni racconta ad Adnkronos cantieri con esoscheletri, robotica a comando remoto e project manager dalla visione panottica. I numeri di INAIL ed Excelsior raccontano un settore che perde chi quei cantieri li costruisce davvero.
Il cantiere raccontato dai general contractor
Massimiliano Di Bartolomeo, direttore tecnico di Padi Costruzioni, ha curato oltre 250.000 metri quadri di superfici commerciali per clienti come Burger King Restaurants Italia, Autogrill, Pandora e Roadhouse, con una media di 25 commesse ogni anno. Nel colloquio con Adnkronos Labitalia descrive un cantiere diventato il punto di tangenza tra fordismo e artigianato: processi standardizzati, project manager con ruolo apicale, scenari in cui l'operatore manuale cede spazio a esoscheletri meccanici e robot a distanza, nel nome dell'Umanesimo industriale del costruire. Nella stessa intervista arriva però l'ammissione decisiva: la carenza di maestranze specializzate e l'allontanamento dei giovani stanno rendendo i cantieri popolati di tecnici ma privi di personale capace di eseguire. La ricerca del prezzo più basso, aggiunge, incentiva questa crisi.
I numeri di INAIL ed Excelsior
Il Bollettino Excelsior Unioncamere di gennaio 2026 registra 527mila entrate programmate dalle imprese italiane, di cui 241mila (45,8%) considerate difficili da reperire. Il settore delle costruzioni resta tra i più critici, con oltre il 60% delle posizioni classificate come difficili da coprire: l'ostacolo principale è la mancanza di candidati (28,6% dei casi), seguita dalla preparazione inadeguata (13,6%). La patente a crediti e il contratto nazionale non riescono a invertire una curva costruita su un decennio di contrazione dei margini e di uscite non rimpiazzate.
A questo gap si somma la questione sicurezza. La Nota mensile INAIL del primo trimestre 2026 certifica che nel settore costruzioni si sono contate 21 vittime, lo stesso dato del primo trimestre 2025, il valore assoluto più alto fra tutti i comparti. Nell'intero 2025 l'INAIL aveva contato 175 decessi in cantiere, 19 in meno rispetto al 2024 ma ancora in testa alla classifica dei settori più pericolosi. Dietro la retorica dell'umanesimo industriale resta un cantiere in cui una posizione aperta su due non trova candidati e in cui ogni anno quasi duecento operai non tornano a casa. Un editoriale sul lavoro dignitoso nella scuola italiana aveva mostrato una dinamica analoga sui numeri del comparto istruzione: anche lì la narrazione istituzionale fatica a reggere il peso dei dati reali.
Cosa cambia per operai, imprese e scuole tecniche
Per i giovani che valutano un percorso tecnico il mercato è paradossale: Excelsior conferma che per gli operai edili specializzati la domanda supera stabilmente l'offerta, con contratti che restano scoperti per mesi e con salari d'ingresso ancora lontani dalla media manifatturiera. Per le imprese il nodo è il costo del lavoro qualificato in un sistema di gare al ribasso: il general contractor che coordina 25 commesse l'anno può standardizzare project management, BIM e cronoprogrammi, ma non può standardizzare la posa a regola d'arte quando i posatori mancano e la curva anagrafica degli addetti continua a salire. Per le politiche pubbliche la pressione resta alta sul Dpfp di Giorgetti, primo test politico del 2027 e sui prossimi decreti dedicati a formazione tecnica, patente a crediti e detrazioni edilizie. Sulle emergenze sociali e sui richiami etici, come quello recente di Mattarella da Assisi sulla pace, il legame con il lavoro in cantiere resta meno diretto, ma la dignità del lavoro manuale è al centro del dibattito pubblico.
Finché gli istituti tecnici superiori e i corsi Formedil non chiuderanno il buco di decine di migliaia di operai specializzati che le imprese italiane dichiarano scoperto, la narrazione del cantiere tecnologico e umano resterà appesa a un paradosso evidente: più robot promessi, meno mani per usarli davvero.