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23 mila lupi in Europa: cosa sta succedendo davvero? Numeri e situazione UE

Il ritorno del lupo in Europa raggiunge i 23.000 esemplari. In Italia sono 3.300, fra declassamento UE 2025 e i 18 lupi morti nel parco abruzzese.

Indice: In breve | Il ritorno della specie sul continente | La situazione italiana: 3.300 esemplari | Il declassamento UE: le tappe normative | Attacchi a bestiame e persone: i numeri reali | Errori comuni nel parlare di lupi | Domande frequenti

In breve

* Il lupo in Europa conta circa 23.000 esemplari negli Stati membri UE nel 2026, contro i 12.000 stimati nel 2012.

* In Italia il monitoraggio ISPRA 2020-2021 ha stimato 3.300 lupi: circa 950 sull'arco alpino e 2.400 nelle regioni peninsulari.

* Dal 7 marzo 2025 la Convenzione di Berna ha declassato lo status da specie strettamente protetta a specie protetta.

* Gli attacchi al bestiame nei paesi UE ammontano a circa 50.000 ovini e caprini l'anno; oltre il 90% colpisce capi non protetti.

* Nell'aprile 2026 sono stati ritrovati 18 lupi morti per avvelenamento nel Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.

Il ritorno della specie sul continente

Il lupo grigio (Canis lupus) ha ricolonizzato gran parte del continente dopo essere stato sterminato nell'Europa occidentale entro la meta del XIX secolo. Secondo il reportage di Science del 18 giugno 2026, gli esemplari oggi presenti negli Stati membri dell'Unione europea sono circa 23.000, quasi il doppio rispetto ai 12.000 censiti nel 2012.

Il caso piu documentato è quello centroeuropeo. Nel 2000 esisteva un solo territorio confermato, in un'area di addestramento militare al confine tra Germania e Polonia. Nel 2024 i territori censiti tra Germania, Danimarca, Paesi Bassi, Lussemburgo e Belgio erano 294, per una popolazione stimata in circa 2.000 lupi.

Anche le popolazioni iberica e italiana, mai del tutto eliminate, sono cresciute. Esemplari di origine italiana hanno colonizzato Austria, Svizzera e Francia meridionale. Una piccola popolazione del sud della Spagna si è invece estinta nel 2017.

La situazione italiana: 3.300 esemplari

In Italia il primo monitoraggio nazionale coordinato da ISPRA, condotto tra ottobre 2020 e aprile 2021, ha stimato circa 3.300 lupi: poco meno di 950 sull'arco alpino e circa 2.400 nelle regioni peninsulari. Il valore medio della stima è di 3.501 individui, in un intervallo compreso fra 2.949 e 3.945 esemplari.

L'estensione delle aree di presenza ammonta a 41.600 km² nell'area alpina e 108.500 km² nelle regioni peninsulari. La specie occupa la quasi totalità degli ambienti idonei. L'incremento più marcato si registra sulle Alpi, dove fino agli anni Ottanta la presenza era residuale.

I dati sono raccolti combinando fototrappolaggio, analisi genetica di feci e peli, registrazione acustica dei cuccioli e segnalazioni di animali investiti. Le metodologie e i risultati completi sono pubblicati sul portale ufficiale del Monitoraggio nazionale del lupo ISPRA.

Il declassamento UE: le tappe normative

La Convenzione di Berna del 1979 aveva protetto il lupo per oltre quarant'anni come specie strettamente protetta. Negli ultimi due anni l'Unione europea ha modificato questo equilibrio in tre tappe.

1. Dicembre 2024: il Comitato Permanente della Convenzione di Berna approva, su proposta della Commissione europea, il declassamento del lupo da specie strettamente protetta a specie protetta. 2. Marzo 2025: il 7 marzo entra in vigore la modifica dell'appendice della Convenzione. Repubblica Ceca, Monaco e Regno Unito presentano obiezione formale e per loro il regime precedente resta in vigore. 3. Maggio 2025: l'8 maggio il Parlamento europeo recepisce la modifica nella Direttiva Habitat. Ogni Stato membro deve poi adeguare la propria normativa, garantendo lo stato di conservazione favorevole della specie.

Il testo ufficiale e i materiali di accompagnamento sono pubblicati dal Council of Europe sul declassamento del lupo.

Attacchi a bestiame e persone: i numeri reali

Le stime europee parlano di circa 50.000 ovini e caprini uccisi ogni anno dai lupi nei paesi UE. È il dato che alimenta gran parte della pressione politica per allargare i prelievi venatori. Uno studio olandese richiamato nel reportage di Science ha rilevato che oltre il 90% degli attacchi al bestiame coinvolge animali non protetti da recinzioni elettriche o cani da guardia.

Gli attacchi all'uomo restano rari. In Germania il primo caso registrato in venticinque anni di ritorno della specie risale al marzo 2026, ad Amburgo, dove un giovane lupo è stato catturato dopo aver morso una passante. I Paesi Bassi hanno contato sei aggressioni fra il 2023 e il 2025, quattro delle quali riconducibili a un singolo esemplare, abbattuto nel dicembre 2025.

Il contesto italiano registra reazioni dure. Tra il 21 e il 25 aprile 2026, nel Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, sono stati ritrovati 18 lupi morti, oltre a tre volpi e una poiana. Le analisi del Centro di referenza nazionale hanno confermato l'avvelenamento tramite esche di carne preparate con un pesticida per uso agricolo.

Errori comuni nel parlare di lupi

Confondere abbondanza demografica e tenuta genetica: il numero di esemplari cresce, ma due studi sui genomi pubblicati nel marzo 2026 mostrano che le popolazioni europee sono almeno sette, con scarso scambio fra loro. La soglia ritenuta sostenibile è di circa 500 branchi per popolazione, raggiunta solo da poche aree del continente.

Pensare che gli abbattimenti sostituiscano la prevenzione: lo studio olandese gia citato indica che recinzioni elettriche e cani da guardia abbattono in modo significativo le predazioni. Il costo annuo di un cane da pastore di razze tradizionali, come il pastore abruzzese, si attesta sui 2.200 euro fra alimentazione e veterinario.

Ridurre il conflitto a un solo schieramento: nel reportage di Science vengono citati esempi di dialogo riuscito, come quello fra cacciatori e associazioni ambientaliste nelle Fiandre. L'isolamento delle posizioni amplifica disinformazione, dalle voci sui presunti ibridi lupo-cane alle minacce ricevute da alcuni ricercatori in Olanda.

Domande frequenti

Quanti lupi vivono oggi in Italia?

Secondo il monitoraggio nazionale ISPRA del 2020-2021 in Italia vivono circa 3.300 lupi, con un valore medio di 3.501 individui in un intervallo compreso fra 2.949 e 3.945 esemplari. Circa 950 si trovano sull'arco alpino e 2.400 nelle regioni peninsulari.

Cosa cambia dopo il declassamento della Convenzione di Berna?

Dal 7 marzo 2025 il lupo è classificato come specie protetta e non più strettamente protetta. Gli Stati membri possono autorizzare prelievi venatori a condizione di mantenere lo stato di conservazione favorevole della specie. Repubblica Ceca, Monaco e Regno Unito hanno presentato obiezione formale e per loro vale il regime precedente.

Perché si parla di una crisi genetica della specie?

Due studi pubblicati come preprint nel marzo 2026 hanno analizzato oltre 1.000 genomi di lupo. Tutte le popolazioni europee presentano consanguineità, particolarmente marcata in Scandinavia e nella penisola iberica. Anche la popolazione tedesca, fondata da pochi individui, presenta diversità genetica ridotta.

Gli attacchi all'uomo sono frequenti?

No. Nei Paesi Bassi ne sono stati contati sei fra il 2023 e il 2025, quattro dei quali attribuiti a un singolo esemplare problematico. In Germania si registra un solo caso isolato nel marzo 2026, dopo venticinque anni di presenza stabile della specie. In Italia non sono stati documentati attacchi con feriti gravi nello stesso periodo.

Il bilancio del ritorno del lupo in Europa dipenderà nei prossimi anni dalla capacità di ciascuno Stato di tradurre il nuovo status europeo in regole concrete, dalla diffusione delle misure di protezione del bestiame e dalla qualità delle informazioni che circolano fra opinione pubblica e categorie produttive. La cronaca italiana del 2026 mostra che il margine di errore è stretto: la pressione informale, dagli avvelenamenti illegali alle proteste degli allevatori, anticipa spesso l'iter normativo.

Pubblicato il: 27 giugno 2026 alle ore 12:02