Indice: In breve | Cosa custodisce il caveau di Tbilisi | Dai Romanov a Stalin: come si è formata la collezione | Perché tutto si concentra in Georgia | Le tappe della collezione, dalla zarina all'asta | Equivoci frequenti sulla collezione | Domande frequenti
In breve
* Aperto a Tbilisi il caveau di Stalin con circa 40mila bottiglie sigillate per decenni
* Annate che vanno dall'inizio del XIX secolo agli anni Cinquanta del Novecento
* Nucleo principale: la cantina imperiale di Alessandro III e Nicola II, sequestrata nel 1917
* L'intera collezione andrà all'asta per finanziare una scuola di enologia
* Pierre Lurton, presidente di Château d'Yquem, l'ha definita un pantheon del vino
Cosa custodisce il caveau di Tbilisi
Il governo della Georgia ha aperto per la prima volta a Tbilisi il caveau di Stalin, in cui sono conservate circa 40mila bottiglie ereditate dalla cantina dei Romanov e dal leader sovietico. La cerimonia si è svolta alla fine di maggio 2026 nei locali della storica Wine Factory No. 1 della capitale e ha mostrato al pubblico una collezione rimasta sigillata per oltre settant'anni.
La selezione mette insieme vini francesi e georgiani che vanno dall'inizio del XIX secolo fino agli anni della guida sovietica. Tra i pezzi più rari figurano bottiglie provenienti dalle tenute più celebri di Bordeaux, alcune con etichetta originale e ceralacca ancora intatta. Una parte degli esemplari è stata fatta autenticare da esperti internazionali prima dell'apertura ufficiale del deposito.
Pierre Lurton, presidente di Château d'Yquem e Château Cheval Blanc, ha definito il caveau un pantheon del vino. La sua presenza alla cerimonia ha confermato l'interesse del mercato del fine wine per la collezione, soprattutto per gli esemplari ottocenteschi e per i Bordeaux di prima fascia.
Dai Romanov a Stalin: come si è formata la collezione
Il nucleo originario è la cantina privata degli zar di Russia. Alessandro III e suo figlio Nicola II avevano riunito a Pietroburgo i grandi cru di Bordeaux acquistati direttamente dagli châteaux. Dopo la Rivoluzione russa del 1917 i nuovi padroni sovietici sequestrarono la cantina imperiale insieme al resto del patrimonio dei Romanov.
Stalin, nato a Gori in Georgia nel 1878 e a capo dell'Unione Sovietica dal 1924 fino alla morte nel 1953, divenne il custode di quel patrimonio. Negli anni aggiunse alla collezione zarista i vini georgiani che amava di più, in particolare quelli della regione di Kakheti. Quando temette un'invasione tedesca, ordinò che le casse più preziose fossero portate nella sua terra natale e nascoste a Tbilisi, ai piedi delle montagne del Caucaso.
Da quel trasferimento bellico la cantina è rimasta sigillata. Il caveau è sopravvissuto allo scioglimento dell'Unione Sovietica nel 1991 e ai vari passaggi politici della Georgia indipendente senza essere mai inventariato pubblicamente. L'apertura di maggio 2026 è la prima ricognizione ufficiale dopo otto decenni di silenzio.
Perché tutto si concentra in Georgia
La scelta di Tbilisi non è soltanto biografica. La Georgia rivendica una tradizione di vinificazione lunga circa ottomila anni, riconosciuta nel 2013 dall'UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell'umanità nella forma del metodo a base di qvevri, le grandi anfore di terracotta interrate per la fermentazione del vino.
Nel 2021 l'Unione europea ha riconosciuto al qvevri l'Indicazione geografica protetta, primo prodotto non alimentare a ottenere quel marchio. Il Paese conta oggi oltre cinquecento varietà autoctone di uve, un patrimonio ampelografico che pochi altri Stati possono vantare e che il governo georgiano valorizza come asset economico oltre che culturale.
L'operazione del caveau si inserisce in questa cornice. Il ricavato dell'asta servirà ad aprire una scuola dedicata all'enologia, pensata per formare nuovi professionisti del settore e attirare investimenti internazionali nella filiera del vino locale. La collezione diventa quindi capitale culturale ed economico, prima ancora che oggetto da collezionismo. Metodo qvevri, patrimonio UNESCO
Le tappe della collezione, dalla zarina all'asta
* Fine XIX secolo: i Romanov acquistano i grandi cru di Bordeaux per la cantina imperiale di Pietroburgo * 1917: dopo la Rivoluzione russa il governo sovietico sequestra la collezione zarista * 1924-1953: Stalin diventa custode della cantina e vi aggiunge i vini georgiani della Kakheti * Anni Quaranta del Novecento: il timore di un'invasione tedesca porta al trasferimento delle bottiglie più preziose a Tbilisi * 1991: la dissoluzione dell'Unione Sovietica lascia il caveau alla Georgia indipendente, che lo mantiene sigillato * Maggio 2026: il governo apre ufficialmente il caveau per inventariarlo e prepararlo all'asta
Equivoci frequenti sulla collezione
Non è una cantina personale di Stalin: il nucleo principale è la collezione privata dei Romanov sequestrata dopo il 1917. Stalin l'ha custodita e ampliata, ma non ne è stato il fondatore originario.
Non si tratta solo di vino francese: accanto ai Bordeaux dei Romanov ci sono migliaia di etichette georgiane, in particolare della Kakheti, che riflettono il gusto personale del leader sovietico per i vini della sua terra natale.
L'asta non riguarda un singolo lotto da record: il governo georgiano ha annunciato che la collezione sarà venduta nel suo complesso, con il ricavato destinato a un progetto pubblico di formazione e non a un fondo privato.
Non tutte le bottiglie sono integre: una parte degli esemplari presenta problemi di conservazione e dovrà essere classificata prima della vendita. Solo gli esemplari verificati dagli esperti arriveranno effettivamente sul banco d'asta.
Domande frequenti
Quante bottiglie ci sono nel caveau di Stalin a Tbilisi?
La collezione comprende circa 40mila bottiglie, con annate che vanno dall'inizio del XIX secolo agli anni Cinquanta del Novecento. Include vini francesi di Bordeaux e una larga componente di etichette georgiane.
Quando si terrà l'asta?
Le date precise non sono ancora state ufficializzate. Il governo georgiano ha dichiarato che il calendario sarà reso noto dopo la fase di autenticazione e catalogazione di tutti gli esemplari da parte degli esperti convocati.
Come saranno usati i fondi raccolti?
Il ricavato dell'asta sarà destinato all'apertura di una scuola di enologia in Georgia, con l'obiettivo di consolidare la formazione tecnica e rilanciare l'export del vino georgiano sui mercati internazionali.
Si può visitare il caveau prima dell'asta?
Per il momento l'accesso è riservato agli esperti convocati per l'autenticazione delle bottiglie. Il governo georgiano sta valutando aperture al pubblico solo dopo la conclusione delle operazioni di inventario.
L'apertura del caveau dice qualcosa di preciso sulla Georgia di oggi. Una collezione passa dalle mani dello Stato a quelle del mercato per finanziare formazione e infrastrutture, in un Paese che colloca il vino al centro della propria identità nazionale. Il vero banco di prova sarà la trasparenza dei conti dell'asta: dirà quanto del ricavato finirà davvero nella scuola di enologia annunciata.