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Palazzo del Senato a Milano: il primo archivio di Stato con bar e coworking

A Milano, 7 milioni trasformano il Palazzo del Senato nel primo archivio di Stato con bar, coworking e sale espositive. Il modello del Piano Olivetti.

Palazzo del Senato, sede storica dell'Archivio di Stato di Milano in via Senato, ha inaugurato il 26 maggio 2026 i cortili riqualificati. Con un investimento complessivo di circa 7 milioni di euro tra fondi PNRR, risorse del Ministero della Cultura e capitali privati, l'istituto diventa il primo archivio di Stato pubblico in Italia ad accogliere una caffetteria, un ristorante, un'area coworking e nuovi spazi espositivi aperti a tutti i cittadini, senza necessità di accreditamento.

Un investimento da 7 milioni tra fondi pubblici e privati

I lavori hanno aggregato finanziamenti da fonti diverse. Un pacchetto da 1,4 milioni di euro stanziati attraverso il PNRR ha coperto gli interventi sull'accessibilità: due ascensori, rampe per persone con disabilità, nuova pavimentazione dei cortili e percorsi tattili per persone con disabilità visiva. Sono stati rifatti anche i servizi igienici e le aree esterne del complesso.

Il Ministero della Cultura ha contribuito con risorse proprie per nuovi impianti, sale espositive e installazioni multimediali di ultima generazione. Attraverso una concessione di valorizzazione da 1 milione di euro, gli spazi interni sono stati assegnati alla società RESH del Gruppo La Gioia Collaction: nei prossimi 12 mesi prenderanno vita la caffetteria al piano terra, il ristorante, la sala lettura e le postazioni coworking.

Il totale complessivo si attesta intorno ai 7 milioni di euro: fondi europei, risorse ministeriali e capitali privati combinati in una formula che il Ministero intende proporre anche alle altre Direzioni regionali degli archivi statali. Secondo il comunicato ufficiale del Ministero della Cultura - 26 maggio 2026, il caso milanese è già indicato come "modello di riferimento" per l'intera rete del MiC.

Dal deposito all'hub culturale: la logica del Piano Olivetti

"Non più luoghi statici di conservazione, ma spazi dinamici, interattivi e pienamente partecipativi per i cittadini": con queste parole il ministro Alessandro Giuli ha descritto la trasformazione durante il taglio del nastro. Giuli, che nelle scorse settimane aveva visitato anche la mostra su Tolkien al Palazzo della Cultura di Catania portando il Ministero al fianco di iniziative culturali diffuse sul territorio, ha definito Palazzo del Senato il modello per le altre Direzioni del MiC.

La cornice è il Piano Olivetti, il programma del Ministero della Cultura che punta a costruire reti di comunità dentro i luoghi di ricerca e formazione culturale, con attenzione particolare ai giovani e alle fasce più fragili della popolazione. Tradotto in pratica: un archivio di Stato che smette di essere accessibile solo ai ricercatori con richiesta formale di consultazione e diventa uno spazio dove qualsiasi cittadino può lavorare in coworking, leggere o pranzare tra i fondi documentari del Seicento milanese.

Milano si conferma palcoscenico di sperimentazione culturale, un ruolo che la città ha già espresso attraverso la Milano Design Week 2025, palcoscenico globale del design italiano, e che ora si estende al patrimonio archivistico pubblico.

Cosa cambia per chi vive a Milano

Da oggi i cortili di via Senato sono liberamente accessibili. I nuovi servizi di caffetteria, ristorante e coworking diventeranno operativi nei prossimi mesi, dopo l'avvio dell'attività di RESH. L'accesso ai cortili è gratuito; per le nuove sale espositive si attenderanno le indicazioni operative della Direzione Generale Archivi.

Per chi non è uno studioso, la novità è sostanziale. Fino a ieri il Palazzo del Senato era percepito come un luogo chiuso, frequentato quasi esclusivamente da archivisti e ricercatori. Da oggi si può entrare in uno degli edifici barocchi più significativi del centro milanese per lavorare al computer o fare una pausa pranzo, senza dover dichiarare un fine di ricerca.

Il modello, in cui il pubblico conserva e il privato gestisce i servizi aggiuntivi, è esplicito nella filosofia del Piano Olivetti. Milano ha già dimostrato di saper trasformare gli spazi urbani in luoghi di riflessione collettiva, come con l'installazione di Cristina Donati Meyer per l'8 marzo, che aveva usato la città come palcoscenico di partecipazione civica.

I dati di frequentazione dei prossimi 12 mesi diranno se il format reggerà. La scommessa del MiC è precisa: Palazzo del Senato deve diventare il prototipo di un palazzo pubblico che non aspetta i ricercatori, ma va incontro ai cittadini comuni.

Pubblicato il: 27 maggio 2026 alle ore 08:41