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Mese Letterario 2026, il gran finale è con Ungaretti: dal dolore alla preghiera

Il 21 aprile a Brescia Valerio Capasa guida il pubblico attraverso la poesia del grande autore del Novecento. Iscrizione obbligatoria sul sito della rassegna

* Il Mese Letterario 2026 chiude con Ungaretti * Valerio Capasa e la voce di un poeta universale * Dal dolore alla preghiera: il filo rosso della serata * Come partecipare

Il Mese Letterario 2026 chiude con Ungaretti {#il-mese-letterario-2026-chiude-con-ungaretti}

C'è un verso di Ungaretti che suona come un'invocazione spoglia, quasi un grido trattenuto: _"Ti chiamo, Santo che soffri"_. È proprio questa tensione tra il dolore e la ricerca del sacro a dare il titolo alla serata conclusiva del Mese Letterario 2026, la rassegna culturale organizzata dalla Fondazione San Benedetto di Brescia che ogni anno accende i riflettori sulla grande letteratura.

L'appuntamento è fissato per lunedì 21 aprile alle 20.45. Un'ultima sera per chiudere un ciclo di incontri che ha attraversato le settimane precedenti con voci e temi diversi, e che trova in Giuseppe Ungaretti il suo sigillo più intenso.

Brescia, del resto, non è nuova a iniziative di questo calibro. La città lombarda continua a costruire un calendario culturale ambizioso, capace di affiancare alla tradizione espositiva e musicale una programmazione letteraria di spessore. Chi desidera approfondire il panorama delle iniziative legate alla promozione della lettura può trovare spunti anche nella recente Campagna Nazionale #ioleggoperché 2025: Donare Libri per Arricchire le Biblioteche Scolastiche, segno di un fermento che coinvolge istituzioni, scuole e fondazioni su tutto il territorio nazionale.

Valerio Capasa e la voce di un poeta universale {#valerio-capasa-e-la-voce-di-un-poeta-universale}

A guidare il pubblico nella lettura e nel commento delle opere di Ungaretti sarà Valerio Capasa, studioso e critico letterario che ha dedicato una parte significativa del proprio lavoro alla poesia del Novecento italiano. La sua presenza garantisce un approccio rigoroso ma tutt'altro che accademico: chi conosce le sue conferenze sa che Capasa ha la rara capacità di restituire la carne viva dei testi, di farli parlare anche a chi non frequenta abitualmente la poesia.

Ungaretti, d'altra parte, non ha bisogno di presentazioni scolastiche. Eppure resta un autore che si riscopre ogni volta. Le sue liriche brevi, apparentemente semplici, nascondono un lavorio sulla lingua che ha cambiato per sempre il modo di fare poesia in Italia. Dal Porto Sepolto all'_Allegria_, fino al Dolore e alla _Terra Promessa_, il suo percorso è un attraversamento delle ferite del secolo, personali e collettive.

Dal dolore alla preghiera: il filo rosso della serata {#dal-dolore-alla-preghiera-il-filo-rosso-della-serata}

Il titolo scelto per l'incontro, _"Ti chiamo, Santo che soffri"_, non è casuale. Punta dritto a una dimensione della poetica ungarettiana che spesso viene trascurata nelle antologie scolastiche: quella religiosa. Non una religiosità dogmatica o consolatoria, ma un dialogo aspro con il mistero, un invocare che nasce proprio dall'esperienza dello strazio.

La morte del figlio Antonietto nel 1939, durante il periodo brasiliano, segna uno spartiacque nella produzione di Ungaretti. Da quel momento il dolore smette di essere soltanto quello della trincea, della guerra, della precarietà esistenziale. Diventa qualcosa di più intimo e insieme più universale. La preghiera, in Ungaretti, è il gesto di chi non ha più parole e eppure continua a cercarle.

Capasa, stando a quanto emerge dal programma della serata, si concentrerà proprio su questo passaggio cruciale, mostrando come il verso ungarettiano si trasformi progressivamente in un atto di fede laica, in un'apertura verso l'altro che è al tempo stesso umana e trascendente.

Come partecipare {#come-partecipare}

L'accesso alla serata del 21 aprile richiede iscrizione obbligatoria, da effettuarsi sul sito ufficiale della rassegna: www.meseletterario.it. Un passaggio necessario, considerato il formato dell'evento e la capienza limitata della sede.

Per chi si fosse perso gli appuntamenti precedenti del Mese Letterario 2026, questa è l'ultima occasione per partecipare a un'edizione che ha confermato il ruolo della Fondazione San Benedetto come punto di riferimento per gli eventi culturali a Brescia. Un consiglio: non aspettare l'ultimo giorno. Le serate dedicate alla grande poesia, quando sono curate così, tendono a riempirsi in fretta.

Pubblicato il: 8 aprile 2026 alle ore 08:23