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La memoria di Dalla Chiesa nelle scuole 44 anni dopo via Carini

A Palermo il cippo del generale onorato da 30 bambini delle periferie: dal 1993 l'educazione alla legalità è materia di scuola.

Trenta bambini delle scuole di periferia hanno deposto un omaggio floreale al cippo di Carlo Alberto dalla Chiesa in via Vittorio Emanuele, a Palermo, il 3 settembre 2026, alla presenza del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e della presidente della Commissione parlamentare antimafia Chiara Colosimo. È il segnale più concreto di come la memoria del generale ucciso quarantaquattro anni fa in via Isidoro Carini sia diventata parte del calendario educativo della città.

Cosa è successo il 3 settembre 2026 a Palermo

Il 3 settembre 1982 Cosa nostra uccise a Palermo il prefetto Carlo Alberto dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l'agente di scorta Domenico Russo. Il generale, nato a Saluzzo il 27 settembre 1920, era arrivato in Sicilia il 30 aprile dello stesso anno, con l'incarico di contrastare l'espansione della mafia dopo aver guidato il Nucleo Speciale Antiterrorismo negli anni delle Brigate Rosse.

Nel 44° anniversario le commemorazioni ufficiali si sono aperte alle 9.30 con la deposizione delle corone in via Isidoro Carini e sono proseguite con la messa in Cattedrale celebrata dall'arcivescovo Corrado Lorefice. Dopo la funzione, al cippo di via Vittorio Emanuele l'omaggio floreale è stato affidato ai bambini delle scuole di quartiere, un'iniziativa voluta dal Comando Legione Carabinieri Sicilia che si ripete ogni 3 settembre. Come nel caso della memoria della strage di Bologna secondo il ministro Giuli, le istituzioni si presentano come garanti della continuità del ricordo. Il programma ufficiale della Prefettura di Palermo elenca tutte le tappe della giornata.

Almeno cinque scuole in Italia portano il suo nome

La memoria del generale non vive solo nelle deposizioni istituzionali. In Italia la scuola è chiamata per legge a occuparsene: la direttiva del Ministero della Pubblica Istruzione del 25 ottobre 1993 ha introdotto l'educazione alla legalità, chiedendo agli istituti di lavorare su memoria storica, principi costituzionali e diritti umani. Dal 2002, in coincidenza con il decennale della strage di Capaci, il ministero ha sottoscritto un protocollo permanente con la Fondazione Giovanni e Francesca Falcone: il culmine annuale è la Nave della legalità, che il 23 maggio porta a Palermo migliaia di studenti da tutta Italia.

Accanto ai programmi ministeriali c'è la mappa delle scuole intitolate al generale, censite nel portale ufficiale Scuola in Chiaro. Almeno cinque istituti portano oggi il suo nome, distribuiti tra Lazio, Sicilia, Lazio settentrionale e Lombardia:

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Ogni intitolazione è una scelta deliberata di un consiglio d'istituto o di un ente locale, accompagnata da progetti didattici dedicati alla figura del prefetto. Anche i familiari hanno un peso educativo diretto: Nando dalla Chiesa, sociologo dell'Università di Milano, ogni estate porta i suoi studenti nei luoghi che hanno segnato la storia della lotta alla mafia.

Cosa cambia per docenti e dirigenti

Per docenti e dirigenti il 3 settembre non è un giorno qualsiasi del calendario scolastico. Le scuole intitolate a dalla Chiesa costruiscono ogni anno moduli didattici che intrecciano storia italiana del secondo Novecento, educazione civica e visite ai luoghi della memoria. Molti Piani triennali dell'offerta formativa prevedono laboratori sulla lotta alla mafia, incontri con testimoni di giustizia e uscite formative in Sicilia. Un lavoro che si affianca ad altri interventi culturali entrati nella scuola, come le nuove indicazioni ministeriali che portano Mogol in classe o le iniziative di lettura ispirate a figure come l'editrice Rosellina Archinto.

La cornice normativa esiste: la legge 92/2019 ha reso obbligatorio l'insegnamento dell'educazione civica con almeno 33 ore annuali, che comprendono legalità e conoscenza della Costituzione. Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara ha ribadito il 3 settembre che il miglior modo per celebrare chi ha combattuto la mafia è rinnovare quotidianamente la lotta per la legalità. Sta ai collegi docenti riempire quelle ore di contenuti, oltre le celebrazioni.

La domanda dopo 44 anni non è più se ricordare, ma come. I trenta bambini di via Vittorio Emanuele offrono la risposta più semplice: portare i ragazzi accanto alla pietra e spiegare perché è lì.

Pubblicato il: 4 settembre 2026 alle ore 16:27