Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha presentato il 3 settembre 2026, dall'Italian Pavilion della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, i numeri e le tempistiche della riforma cinema e audiovisivo. Il Fondo per il cinema salirà da 610 a 660 milioni di euro nel 2026, mentre il testo unico della disciplina, approvato all'unanimità dalla Commissione Cultura della Camera, è ora all'esame dell'Aula per il passaggio in seconda lettura.
I tre punti della legge delega
Il pacchetto recepisce le osservazioni di maestranze, attori, autori e produttori su tre punti indicati dal ministro nel comunicato del Ministero della Cultura: il riordino del tax credit, per allineare gli incentivi alla filiera dopo le criticità emerse nell'ultimo biennio sui tempi di erogazione; l'apertura di due finestre annuali per l'accesso alle misure di sostegno, richiesta più volte dalle imprese di produzione per evitare la concentrazione delle domande in un'unica scadenza; l'istituzione di un'Agenzia per il cinema e l'audiovisivo che dovrà coordinare la politica di settore con un profilo di regolatore dedicato.
Sul fronte delle risorse, ai 200 milioni di euro che Giuli ha rivendicato come recuperati nell'ultimo anno si aggiungono i 50 milioni previsti dal provvedimento per il 2026 e i 20 milioni già stanziati. "La sostanza su cui costruire il rilancio del settore esiste", ha dichiarato il ministro citando l'aumento del Fondo cinema a 660 milioni. Nel suo intervento Giuli ha citato in modo esplicito i lavoratori del comparto "spesso definiti invisibili", per i quali la stabilità delle risorse è la condizione minima per programmare i mesi di attività.
Cinecittà, PNRR e Scorsese ai David
Sul lato industriale, Cinecittà sta completando un investimento PNRR da 230 milioni di euro finalizzato al rinnovo di studi, infrastrutture e tecnologie, con un incremento del 60% della capacità produttiva. Il piano include la digitalizzazione di 13 mila rulli audiovisivi e di oltre un milione e mezzo di immagini dell'Archivio storico Luce, oltre a percorsi di alta formazione tecnica destinati a governare le transizioni digitali della produzione e della post-produzione.
Sul versante internazionale, il ministro ha annunciato la disponibilità di Martin Scorsese ad assumere la presidenza onoraria dei David di Donatello, un ruolo che il MiC legge come conferma della vocazione internazionale del cinema italiano. L'annuncio è arrivato a margine dell'83ma Mostra di Venezia, la principale vetrina internazionale del settore audiovisivo, dove Giuli ha sottolineato la presenza dei protagonisti dell'industria mondiale come indicatore di attrattività del sistema Paese.
Il calendario ora dipende dal passaggio in Aula: dopo il via libera parlamentare occorreranno i decreti attuativi che definiranno regole e tempi della nuova Agenzia e la revisione del tax credit. Per produttori e maestranze la scadenza da monitorare è il termine dei primi bandi allineati alla nuova disciplina, che condizionerà la programmazione delle prossime produzioni e l'accesso alla dotazione da 660 milioni del Fondo cinema.