Paolo Crepet propone di proiettare il film Lolita nei licei italiani. La dichiarazione arriva a 23 giorni dalla scadenza del bando cinema-scuola del ministero dell'Istruzione e del Merito: 20,1 milioni di euro, domande entro le 15:00 del 18 settembre 2026.
La dichiarazione a Radio Nowhere Italia
Lo psichiatra ha rilanciato la posizione nell'intervista di Radio Nowhere Italia per la promozione del libro Riprendersi l'Anima. Secondo Crepet, mostrare Lolita a ragazze di sedici o diciassette anni le porterebbe a interrogarsi su sé stesse e sulle proprie relazioni. Il concetto guida è la definizione di capolavoro come opera destabilizzante, capace di offendere lo spettatore.
La proposta ricalca una posizione già espressa in passato, che gli era valsa proteste di genitori di mezza Italia. Il romanzo di Vladimir Nabokov era uscito in Italia nel 1959 con Mondadori, quattro anni dopo la prima edizione francese bloccata per due anni dal ministro dell'Interno d'oltralpe. Il film di Adrian Lyne è del 1997, quello di Stanley Kubrick del 1962.
La questione, però, non è astratta. Chi organizza attività cinematografiche a scuola non decide sull'onda della provocazione televisiva: opera dentro un sistema di regole ministeriali con un budget pubblico specifico, e con una scadenza vicina.
Il bando cinema-scuola: 20,1 milioni, chiusura il 18 settembre
Il piano nazionale Cinema e immagini per la scuola 2026 è aperto dal 13 luglio e chiude alle 15:00 del 18 settembre. Il decreto è firmato congiuntamente dal MIM e dal ministero della Cultura, con una dotazione complessiva di 20,1 milioni distribuita su tre avvisi.
I progetti territoriali possono ottenere fino a 90.000 euro per singola istituzione scolastica; quelli di rilevanza nazionale arrivano a 180.000 euro. Le sotto-azioni finanziate includono i Cinema Scuola LAB per primo e secondo ciclo, i laboratori per infanzia e primaria e la linea Visioni Fuori-Luogo, dedicata a scuole in aree a rischio o con svantaggio socio-economico. Tutte le attività ammesse devono chiudersi entro il 15 dicembre 2027. Le domande passano dal portale cinemaperlascuola.istruzione.it con firma digitale del dirigente.
Il quadro normativo dell'Avviso n. 2047 del MIM sul piano cinema per la scuola 2026 richiama la legge 220/2016 sul cinema e l'articolo 1 della legge 107/2015 sulle competenze audiovisive. I criteri di selezione premiano lo sviluppo delle competenze critiche e creative, l'alfabetizzazione all'immagine e la formazione del pubblico. Nessun film è vietato per titolo, ma la coerenza con il progetto didattico e con la classificazione ministeriale resta condizione di ammissibilità.
Cosa può fare davvero un liceo
Un dirigente scolastico che voglia strutturare un percorso di educazione all'immagine ha oggi due leve concrete. La prima è la partecipazione al bando MIM-MiC, che finanzia percorsi curricolari ed extracurricolari con budget significativi. La seconda è l'inserimento del cineforum nel PTOF, con l'obbligo di rendicontare le scelte di programmazione al Collegio dei docenti e al Consiglio d'istituto.
Dal 2021 il sistema italiano di classificazione dei film per la tutela dei minori si basa sull'autoregolamentazione di produttori e distributori, articolata su cinque fasce di età. La proiezione a scuola richiede coerenza tra classificazione, età degli studenti e finalità educativa dichiarata. Sul fronte culturale, la scelta di autori cinematografici da portare in classe è un tema centrale del dibattito, come mostra l'accettazione da parte di Martin Scorsese della presidenza onoraria dell'Accademia del Cinema Italiano.
Un percorso su un'opera come Lolita, se davvero considerato, richiederebbe una progettazione didattica dettagliata sui temi del romanzo (abuso, manipolazione, sguardo dell'adulto sull'adolescenza) e il consenso informato delle famiglie. Non una scommessa sull'effetto shock, ma una scelta rendicontata negli organi collegiali della scuola.
Le domande di partecipazione al bando 2026 vanno presentate entro il 18 settembre sul portale cinemaperlascuola.istruzione.it: ai licei restano tre settimane per trasformare un dibattito televisivo in un progetto finanziato.