L'editrice Rosellina Archinto è morta a 93 anni a Santa Margherita Ligure, nel Genovese. Con lei se ne va una figura centrale dell'editoria italiana per l'infanzia, che dal 1963 ha ridefinito i libri per bambine e bambini e ha successivamente costruito un catalogo di riferimento per epistolari e prosa letteraria.
Emme Edizioni e la rivoluzione dei libri per bambini
Nata Rosellina Marconi a Genova il 29 giugno 1933, laureata in Economia e commercio all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, si formò negli Stati Uniti alla Columbia University di New York prima di rientrare in Italia. Nel 1963 fondò Emme Edizioni: il nome richiamava il cognome da ragazza. Il progetto nasceva dal rifiuto di quella che lei stessa, in un'intervista al Corriere della Sera del 2021, definì una letteratura per l'infanzia fatta di bambine ricciolute e testi mielosi, per privilegiare qualità grafica e narrativa. Al catalogo Emme lavorarono Bruno Munari, Leo Lionni, Emanuele Luzzati, Enzo e Iela Mari, insieme a Maurice Sendak, Eric Carle, Tomi Ungerer e Guillermo Mordillo. Il libro per bambini diventò così un oggetto grafico e culturale capace di parlare anche agli adulti. Nei primi anni Ottanta Archinto cedette la casa editrice motivando la scelta con la volontà di svoltare.
Dagli epistolari a BabaLibri, il ritorno del 2015
Nel 1985 fondò la Rosellina Archinto Editore, dedicata soprattutto a epistolari e testi letterari: nel catalogo entrarono, tra gli altri, Rainer Maria Rilke, Thomas Mann, Marcel Proust, Ludwig Wittgenstein, Luigi Malerba e Salvatore Quasimodo. Tra il 1986 e il 1996 diresse la rivista mensile 'Leggere', arrivata complessivamente a novanta numeri. Nel 1999, insieme alla figlia Francesca, fondò BabaLibri, coedizione con la francese L'école des loisirs dedicata alla letteratura per l'infanzia. Cedette la Archinto a Rcs MediaGroup nel 2003 per poi riacquistarla dodici anni più tardi, nel 2015, a 82 anni: 'Qualcuno dirà che sono una vecchia pazza, ma l'ho fatto solo perché voglio continuare a fare libri a modo mio', dichiarò allora.
Fu anche presenza attiva nella vita civile di Milano. Eletta nel 1990 come indipendente nelle liste del Partito Repubblicano Italiano, presiedette la Commissione Cultura del Consiglio comunale tra il 1990 e il 1993; nel 1992 il PRI la indicò come candidata sindaco, candidatura che non si concretizzò. Fu vicepresidente della Fondazione del Teatro Carlo Felice di Genova dal 2003 al 2006 e presidente onorario dell'Associazione degli Amici dei Musei Liguri e di Palazzo Ducale. Fece parte del Comitato scientifico del Collegio di Milano, presiedette l'Associazione 'Amici di Lalla Romano' e sedette nelle giurie del Premio Strega e del Premio Bagutta. Sposata dal 1958 con Alberico Archinto, madre di cinque figli e nonna di dieci nipoti, per quasi quarant'anni fu la compagna di Leopoldo Pirelli. Nel 2015 la Francia le conferì la nomina a Cavaliere della Legione d'Onore.