Lunedì 28 settembre alle 16.45, la sede pontederese della Fondazione Idana Pescioli ETS ospita il convegno «L'attualità del pensiero di una maestra e pedagogista del '900», organizzato a dieci anni dalla scomparsa. Interverranno Irene Zoppi e Valentina Pedani, collaboratrici tecniche di ricerca dell'INDIRE. La partecipazione è gratuita, serve prenotazione.
Chi era la maestra di Pelago
Nata a Pelago nel 1922 e morta a Firenze nel 2016, Pescioli iniziò a insegnare nel 1948 alla scuola elementare di Settignano, sulle colline fiorentine. Erano gli anni della Repubblica appena nata: per lei la classe diventò subito un luogo in cui esercitare concretamente la democrazia, non solo studiarla. Negli anni Cinquanta contattò Pierre Bovet, Maria Montessori e Célestin Freinet e portò in Toscana i movimenti della Scuola Attiva, aderendo alla Cooperativa della tipografia a scuola, al Movimento di cooperazione educativa e ai CEMEA.
Nel 1961 partecipò alla prima Marcia per la pace Perugia-Assisi promossa da Aldo Capitini. Nel 1966, come docente di Storia della scuola e di Metodologia didattica all'Università di Firenze, costituì il GUSIAS: un gruppo universitario in cui studenti di Pedagogia e insegnanti in servizio facevano ricerca insieme nelle classi elementari. Il metodo era semplice e radicale: niente lezioni dalla cattedra, ma «domande stimolo» e materiali prodotti dai bambini. Da quel laboratorio escono le sue opere principali, da «Costruire percorsi innovativi» (1984) a «Vivere libertà e non violenza nella scuola di tutti» (2014).
Il filo con la ricerca INDIRE oggi
La scelta di due ricercatrici INDIRE come relatrici non è casuale. Il Movimento di cooperazione educativa a cui Pescioli aderì nacque a Fano il 4 novembre 1951 come cooperativa per diffondere in Italia le tecniche Freinet. Sessantatré anni più tardi, il 6 novembre 2014, INDIRE e 22 scuole fondatrici firmavano a Firenze il Manifesto delle Avanguardie Educative, oggi la più grande rete italiana di innovazione didattica: stesso ceppo culturale, altra scala.
I numeri raccontano il passaggio dall'esperienza artigianale al sistema di scala nazionale. Il GUSIAS coinvolgeva gruppi ristretti di scuole toscane; le Avanguardie Educative sono cresciute da 263 istituti nel 2015 a 522 nel 2016, mille nel 2019 e 1.590 nel novembre 2024, con 477 scuole al Nord, 380 al Centro e 733 al Sud e nelle Isole. La geografia è ribaltata rispetto a quasi tutti gli indicatori di innovazione: qui il Mezzogiorno pesa oltre il 46% degli aderenti, più del Nord e del Centro insieme. Durante la pandemia la rete e le sorelle Piccole scuole ed eTwinning hanno formato oltre 140mila docenti in meno di due mesi sulla didattica a distanza, un numero che nessuna esperienza degli anni Sessanta poteva immaginare.
L'infanzia come produttrice di cultura
Al centro della sua esperienza ci sono tre convinzioni: i bambini sono soggetti attivi della ricerca, non destinatari passivi; l'educazione alla nonviolenza è un metodo quotidiano di gestione della classe, non un tema per assemblee; il rapporto scuola-territorio è il motore del curricolo, non un'appendice. Nel 1985 lanciò il notiziario «Bambini=Nonviolenza», dal 1999 «Libertà=Nonviolenza», per documentare i progetti di ricerca-azione condotti nelle classi toscane.
Nel 1986, per «Firenze capitale europea della cultura», al Salone Brunelleschi dell'Istituto degli Innocenti Pescioli espose una cinquantina di grandi pitture collettive e oltre cinquanta «libroni» realizzati da bambini di 3-11 anni delle scuole di Firenze, Lucca, Pisa e Livorno. Regione, Provincia e Comune sostennero l'iniziativa, che divenne itinerante. È lo stesso approccio che ritorna nei progetti civili di oggi, dai cortometraggi degli studenti contro la violenza sulle donne premiati a Venezia fino alla ricerca INDIRE su scuola e territorio.
L'appuntamento è alle 16.45 di lunedì 28 settembre in via Mazzini 112 D/E, sede della Fondazione a Pontedera. Il programma completo e il modulo di prenotazione sono sulla pagina INDIRE dedicata al convegno.