Da oggi, lunedì 12 ottobre, al 17 l'Italia ospita 650 eventi degli Erasmusdays, la decima edizione della campagna che promuove il Programma Erasmus+. I promotori sono le Agenzie nazionali INDIRE, Inapp e Ang, con il patrocinio della Commissione europea; il filo conduttore scelto per il 2026 è «Imparare e crescere: competenze per il domani». Dietro la vetrina c'è una partita politica aperta: il bilancio del Programma per il periodo 2028-2034 è in piena fase negoziale tra Consiglio UE e Parlamento europeo.
Il numero vero: 76.500 italiani in Erasmus+ nel 2024
Gli eventi di questa settimana sono una vetrina, ma il programma reale si misura su altri numeri. Nel 2024, l'ultimo anno chiuso nel Rapporto Erasmus+ INDIRE 2024, l'Italia ha mobilitato circa 76.500 partecipanti nei tre settori gestiti dall'Agenzia INDIRE (scuola, università, educazione degli adulti), con un investimento di 242 milioni di euro. Il Paese resta tra i primi in Europa per persone coinvolte, ma la ripartizione interna racconta un programma a più velocità.
La distribuzione è squilibrata: 36.082 mobilità hanno riguardato l'istruzione superiore, con 131,2 milioni di budget e 299 istituzioni coinvolte. La scuola secondaria si è fermata a 24.316 persone (8.316 fra docenti e personale, 16.000 alunni) con 37 milioni e oltre 1.400 istituti accreditati. L'educazione degli adulti ha chiuso con 2.697 educatori e 1.326 discenti, su 9,6 milioni di budget. L'università, in pratica, assorbe più della metà del programma italiano, mentre gli Istituti Tecnici Superiori restano una nicchia con soli 43 beneficiari nel 2024.
Perché la decima edizione arriva adesso
Il calendario non è casuale. Il Consiglio dell'Unione europea ha adottato a maggio la propria posizione negoziale sul Programma Erasmus+ 2028-2034, aprendo i triloghi con il Parlamento europeo. La proposta della Commissione fissa il bilancio a 40,82 miliardi di euro per sette anni; il 29 settembre 2026 la commissione CULT del Parlamento ha votato 24 a 1 per alzarlo a 47,39 miliardi.
Il ciclo attuale 2021-2027 vale 26,2 miliardi: se vincerà la linea del CULT, le risorse del prossimo settennato quasi raddoppieranno. Nel mezzo c'è il nuovo quadro finanziario pluriennale dell'Unione, dove tutte le voci di spesa competono tra loro e la scuola non è mai in cima alla lista. La posizione del Consiglio adottata a maggio resta «parziale»: tutte le cifre e le ripartizioni per settore sono ancora fra parentesi quadre, in attesa che si chiuda il negoziato sul QFP post-2027.
In questo quadro, mobilitare 650 eventi italiani nella stessa settimana, con scuole, università, Ong e centri di ricerca allineati sul messaggio «competenze», serve anche a difendere la quota di bilancio al tavolo di Bruxelles. Il motto scelto per il 2026, «Imparare e crescere: competenze per il domani», è calibrato sul piano Union of Skills della Commissione, lo stesso argomento che si userà nel trilogo. La stessa logica delle vetrine culturali come leva di consenso l'ha mostrata di recente Pordenonelegge con 694 ospiti in cinque giorni.
Cosa cambia per le scuole italiane
Per le scuole l'edizione 2026 porta appuntamenti concreti. Il 16 ottobre al Liceo Muratori San Carlo di Modena è prevista una giornata di formazione per oltre 120 docenti e dirigenti dell'area emiliana. A Brindisi l'Istituto Giorgi presenta la mostra «Una scuola, tante lingue»; l'Istituto Calvino di Rozzano lancia il podcast «Unforgettable Erasmus journeys», con un episodio al giorno. Il 17 ottobre a Roma, all'I.C. Parco della Vittoria, è in agenda l'Erasmus Beautiful Day. Le università aggiungono le mostre di Trento e Fiesole e la quarta edizione di «GO PLACES with PoliTO» al Politecnico di Torino.
Chi dirige una scuola ha due partite aperte: l'accreditamento Erasmus+, che oggi riguarda 1.400 istituti scolastici italiani, e la quota di alunni che riesce a mandare davvero in mobilità (16.000 nel 2024, meno di 12 per istituto accreditato). La campagna di questa settimana serve soprattutto a chi deve costruire il secondo numero, perché un accreditamento che non si traduce in borse resta un timbro. L'esito del trilogo sul 2028-2034 dirà con quante borse e quanti nuovi accreditamenti potrà farlo dal 2028 in poi.