Edgar Morin, sociologo e filosofo francese considerato il padre del “pensiero complesso”, è morto a Parigi il 29 maggio 2026. Aveva 104 anni e avrebbe compiuto 105 anni l’8 luglio. La notizia è stata diffusa dalla moglie Sabah Abouessalam, secondo cui Morin è rimasto attento al mondo, agli altri e alle grandi sfide umane che hanno nutrito il suo pensiero fino agli ultimissimi giorni.
Cento anni di pensiero, dalla Resistenza a “Il metodo”
Nato a Parigi l’8 luglio 1921 con il nome di Edgar Nahoum, in una famiglia ebrea sefardita originaria di Salonicco, Morin si unì alla Resistenza francese durante la Seconda guerra mondiale e nel 1941 entrò nel Partito comunista francese, dal quale prese lo pseudonimo poi diventato cognome di copertina. Venne espulso dal PCF nel 1951 per le sue posizioni critiche verso lo stalinismo e nel 1959 raccolse quell’esperienza nel libro “Autocritica”. Entrato al Centre national de la recherche scientifique nel 1950, ha attraversato sociologia, antropologia, filosofia della scienza e teoria politica, contribuendo anche alla fondazione della rivista “Arguments”.
La sua opera maggiore, “Il metodo”, è un’enciclopedia in sei volumi pubblicata fra il 1977 e il 2004 che codifica il concetto di pensiero complesso: un approccio che rifiuta le spiegazioni riduttive di matrice cartesiana e cerca di tenere insieme discipline diverse per leggere fenomeni sociali, biologici e culturali. In oltre settant’anni di lavoro Morin ha firmato circa quaranta libri tradotti in decine di lingue e ha ricevuto trentotto lauree honoris causa da università di tutto il mondo. Negli ultimi vent’anni la sua riflessione si è concentrata sul concetto di “policrisi” globale, ovvero l’intreccio fra crisi ambientale, sociale, geopolitica e di senso.
Il cordoglio di Macron e l’eredità intellettuale
Il presidente francese Emmanuel Macron lo ha ricordato come “resistente, militante e spirito libero, scrittore e pensatore del secolo, difensore della natura e dei popoli”, aggiungendo che “con la sua benevolenza e la sua curiosità non ha mai smesso di illuminarci” e definendo la sua eredità “pensiero complesso, vita feconda, spirito universale”. Macron ha porto le condoglianze della Nazione ai familiari. Reazioni sono arrivate da intellettuali francesi e italiani, oltre che da università e centri di ricerca che hanno ospitato i suoi seminari nei decenni.
Morin ha continuato a intervenire sul dibattito pubblico fino agli ultimi mesi, con riflessioni su scuola, ambiente e democrazia. La sua lettura della complessità è oggi richiamata in ambiti distanti dalla filosofia classica, dalla pedagogia alle scienze cognitive, fino alla teoria delle organizzazioni e agli studi sulle transizioni ecologiche.
Resta come riferimento di scuole, università e centri di ricerca una bibliografia tradotta in decine di lingue e un metodo di lettura che continua a circolare ben oltre i confini accademici. La data dei funerali non è ancora stata comunicata dalla famiglia.