Il Ministero della Cultura e l'Istituto per il Credito Sportivo e Culturale (ICSC) hanno aperto Cultura Missione Comune 2026, un plafond da 50 milioni di euro dedicato agli enti territoriali per interventi di valorizzazione del patrimonio culturale pubblico. La finestra per presentare domanda resta aperta fino al 30 settembre 2026, con mutui a tasso zero per durate fino a dieci anni.
Come funziona l'abbattimento integrale del tasso
L'iniziativa eroga mutui a tasso fisso con abbattimento integrale degli oneri finanziari, coperto dalle risorse del Fondo per la Cultura del MiC e gestito dallo stesso ICSC. Il tasso zero vale per finanziamenti con durata fino a 10 anni, mentre il piano di rimborso può essere esteso fino a 25 anni per gli interventi di maggiore dimensione, così da sostenere anche progetti complessi e con tempi di realizzazione lunghi. Sono ammessi interventi di tutela, protezione, conservazione, recupero, valorizzazione e digitalizzazione del patrimonio culturale pubblico, sia materiale sia immateriale. Secondo le stime di ICSC, i 50 milioni di plafond dovrebbero attivare oltre 130 milioni di euro di investimenti complessivi nei territori, grazie all'effetto leva del cofinanziamento. Il Comunicato Cultura Missione Comune 2026 - MiC elenca il perimetro completo degli interventi finanziabili e le modalità di accesso al credito.
Importi massimi e beneficiari
Gli importi finanziabili sono modulati sulla dimensione dell'ente beneficiario. I Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti possono accedere a mutui fino a 2 milioni di euro, i Comuni di medie dimensioni, le Unioni di Comuni e i Comuni in forma associata fino a 4 milioni di euro. La soglia sale a 6 milioni di euro per Comuni capoluogo, Città Metropolitane, Province e Regioni. La misura, inserita nel Piano Olivetti del Ministero della Cultura, si affianca ai bandi regionali e ai contributi per opere pubbliche già destinati al patrimonio culturale, con cui può essere combinata. Secondo i dati diffusi da ICSC, tra il 2021 e il 2025 l'iniziativa ha contribuito a generare oltre 1 miliardo di euro di benefici sociali nei territori coinvolti, con effetti su occupazione, attrattività turistica e qualità degli spazi pubblici.
«Finanziare la cultura in modo capillare, dal centro alle periferie, attraverso gli enti locali significa investire nella vitalità dei territori», ha dichiarato il Ministro della Cultura Alessandro Giuli al lancio della misura, che si inserisce nel Piano Olivetti.
Gli enti territoriali interessati hanno poco più di tre mesi per istruire le pratiche e definire l'intervento da candidare. La scelta del taglio del progetto incide non solo sull'importo ammissibile, ma anche sulla durata del piano di rimborso e sulla possibilità di integrare il finanziamento con bandi regionali o fondi PNRR già attivi sullo stesso obiettivo. Per i Comuni più piccoli, il tetto di 2 milioni rappresenta in molti casi la cifra di un singolo intervento di restauro o di una digitalizzazione integrale del museo civico.