La Camera dei deputati ha approvato in prima lettura il testo unico sul cinema con 218 voti a favore e 6 contrari. Il provvedimento passa ora all'esame del Senato dopo il via libera bipartisan del 10 settembre 2026. Contro hanno votato i deputati di Futuro Nazionale e Luigi Marattin del Partito Liberaldemocratico.
Cosa prevede il testo unico
Il pilastro della riforma è l'istituzione dell'Agenzia per il cinema e l'audiovisivo, che assorbe le funzioni di gestione, operative e di attuazione in materia oggi attribuite al Ministero della Cultura. Al MiC restano l'indirizzo politico, la vigilanza strategica e le funzioni ispettive: una separazione netta fra funzioni di indirizzo e funzioni operative.
Il testo delega inoltre l'esecutivo a costituire un Polo Nazionale del cinema e dell'audiovisivo. Il perimetro coinvolgerà le amministrazioni statali competenti nel settore, la società Cinecittà spa e il Centro sperimentale di cinematografia, storicamente separati.
Il Polo Nazionale nasce quindi come contenitore che riunisce Cinecittà e Centro sperimentale sotto un unico coordinamento, con l'obiettivo di razionalizzare le funzioni tecniche e formative del settore.
La riforma dispone anche un riordino del tax credit basato su tre criteri: dimensione delle imprese, qualità delle opere e congruità dei costi. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha citato tra gli obiettivi la programmazione triennale, le finestre temporali certe e il rafforzamento dei controlli, con la promessa di procedure «più trasparenti e tempi prevedibili».
La commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera, presieduta da Federico Mollicone con Gimmi Cangiano relatore, ha seguito l'iter del provvedimento fino all'approvazione dell'Aula.
Le tutele per il lavoro nell'audiovisivo
La riforma interviene anche sulle garanzie contrattuali di chi lavora nell'audiovisivo. Le nuove disposizioni rafforzano le tutele previdenziali e assistenziali e prevedono la revisione dell'indennità di discontinuità e degli ammortizzatori sociali per artisti, tecnici, professionisti e maestranze.
L'obiettivo dichiarato è tutelare la specificità di un lavoro intermittente per definizione, dove le pause fra un set e l'altro non trovano oggi risposta piena negli strumenti standard di sostegno al reddito. La revisione dell'indennità di discontinuità è quindi uno dei perni della parte lavoristica del testo.
È prevista l'istituzione di un fondo di solidarietà destinato ai lavoratori del settore in condizioni di fragilità economica. Giuli ha definito il voto come «risultato concreto» del contributo di maggioranza e opposizione, richiamando l'appello alla coesione lanciato alla cerimonia dei David di Donatello per una riforma condivisa del sistema audiovisivo nazionale. Il ministro ha parlato di «stilnovo nei rapporti con il cinema», fondato su dialogo, fiducia e responsabilità reciproca.
Il testo unico attende ora l'esame del Senato per l'approvazione definitiva, che secondo Giuli segnerà «un vero punto di ripartenza per l'intera filiera cinematografica e audiovisiva». Un percorso avviato con il via libera unanime al testo base in commissione, che il voto bipartisan dell'Aula conferma nella direzione della riforma condivisa.