Il presidente della Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone (FdI), ha illustrato al Lido di Venezia i quattro profili con cui il testo unificato di riforma del cinema disciplinerà l'uso dell'intelligenza artificiale nel settore audiovisivo. Le dichiarazioni sono arrivate alla Casa Cinema Giovani, durante il convegno 'Futura a Venezia: cosa rimane della mano dell'autore?', che ha aperto ufficialmente il percorso verso l'appuntamento di FUTURA26 a Roma il 28 e 29 ottobre 2026.
I quattro profili della riforma sull'IA
Il testo unificato, che supera la legge cinema del 2016, è frutto delle audizioni con oltre 50 categorie e del dialogo con il ministro Alessandro Giuli e la sottosegretaria Lucia Borgonzoni. Sul fronte dell'intelligenza artificiale interviene su quattro fronti distinti.
* Articolo 1, comma 4: le politiche pubbliche promuovono l'utilizzo responsabile dei sistemi di IA nel settore cinematografico e audiovisivo, con trasparenza verso il pubblico e tutela di autori, artisti interpreti ed esecutori e titolari dei diritti.
* Articolo 2, comma 3, lettera f: al nuovo Forum del cinema e dell'audiovisivo è affidato il monitoraggio continuo dell'impatto delle tecnologie digitali e dei sistemi di IA sull'intero comparto.
* Delega al governo per i decreti legislativi di attuazione: disciplina dell'impiego dell'IA nelle opere audiovisive, garanzia di trasparenza e consenso preventivo per l'uso delle prestazioni artistiche di voce, immagine e recitazione.
* Proposta di legge sull'alias digitale, a prima firma Mollicone: correla in modo verificabile l'identità virtuale al dato anagrafico, per prevenire cyberbullismo e tutelare l'identità e la proprietà intellettuale in rete.
Il quadro normativo di riferimento
Le nuove disposizioni si inseriscono nel solco della Legge 132/2025 in materia di intelligenza artificiale, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 25 settembre 2025 ed entrata in vigore il 10 ottobre 2025. Con quel provvedimento l'Italia è stata il primo Stato membro dell'Unione europea a introdurre un quadro nazionale coerente con l'AI Act.
Mollicone ha ricordato il tema dei watermark, sollevato nelle osservazioni al Tusma, e le norme contro l'addestramento dei modelli di IA che sfrutti il lavoro dei creatori italiani senza riconoscere il diritto d'autore. Ha citato inoltre il fisico Federico Faggin per sostenere il perimetro della creatività umana: 'una macchina che elabora, non una mente che sente'.
Sul versante industriale il governo ha stanziato un fondo da un miliardo di euro, affidato a Cdp Venture Capital, per ricerca, startup e innovazione nelle imprese. Sulla formazione, il presidente della Commissione ha citato oltre 900 milioni destinati a scuola, sanità e Pubblica Amministrazione, chiedendo che le competenze su IA, produzione virtuale ed effetti visivi digitali entrino anche nei percorsi cinematografici, con accordi con università, enti di ricerca e istituzioni Afam.
Il testo unificato del cinema attende ora il passaggio in Aula. La delega al governo per l'attuazione definirà i limiti tecnici della trasparenza e del consenso preventivo, mentre l'iter della proposta di legge sull'alias digitale procede in parallelo.