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Cinema, il presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, Mollicone, indica la Carta di Venezia come base del Piano industriale

Al panel di Venezia 83 Mollicone lancia il Piano industriale del cinema: 606 milioni sul Fondo 2026, tax credit al 73% e Manifesto 2027-2030.

Al panel «Le ragioni del cinema, le regioni del cinema» ospitato il 4 settembre 2026 nell'Italian Pavilion della 83ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, il presidente della VII Commissione Cultura della Camera Federico Mollicone (FdI) indica nella «Carta di Venezia» le basi per un Piano industriale nazionale dell'audiovisivo. Il documento, promosso da Audiovisivo Italiae e Cultura Italiae con il patrocinio di Cinecittà, dovrà tradursi in un Manifesto di crescita del settore per il periodo 2027-2030.

I numeri del Fondo cinema 2026

Il Fondo per il cinema e l'audiovisivo vale nel 2026 606 milioni di euro. Di questi, 441 milioni sono destinati al tax credit, che sale al 73% del totale a fronte del 59% registrato nel 2025. Il decreto attuativo pubblicato dalla Direzione generale Cinema del MIC riduce del 5-10% le aliquote di credito d'imposta e introduce un tetto annuale di spesa, mettendo fine allo «splafonamento» che negli ultimi esercizi aveva superato le previsioni di bilancio. Ai fondi selettivi restano circa 165 milioni per produzioni cinematografiche, televisive e web, con linee di finanziamento che la sottosegretaria Lucia Borgonzoni chiede di distinguere fra cinema, audiovisivo e documentari perché, ha ricordato al panel, «le cose che servono all'audiovisivo non sono le stesse che servono ai documentari». Sul fronte internazionale il direttore internazionalizzazione di Cinecittà Roberto Stabile annuncia la firma imminente del contratto di coproduzione con la Corea e l'apertura dei tavoli con gli Stati Uniti.

Verso il Manifesto 2027-2030

Al tavolo, moderato dal segretario di Audiovisivo Italiae Leonardo Paulillo, siedono con Mollicone la vicepresidente Valentina Grippo, il deputato Matteo Orfini (PD) e Giovanna Miele, insieme alla stessa Borgonzoni e all'amministratrice delegata di Cinecittà Manuela Cacciamani. Intervengono anche i vertici di Rai Cinema (Paolo Del Brocco), Rai Fiction (Maria Pia Ammirati) e Rai Documentari (Luigi Del Plavignano), le associazioni Anica, APA, CNA Cinema e Confartigianato Cinema e le Film Commission di Veneto, Emilia-Romagna, Puglia e Lazio. Del Brocco chiede una piattaforma di distribuzione internazionale strutturata, finestre di sala più lunghe e propone di affidare a Cinecittà la cabina di regia della campagna Oscar, quantificata in due milioni di investimento per un ritorno stimato oltre i 200. Il presidente Anica Alessandro Usai insiste sulla stabilità normativa a medio-lungo termine, mentre Cacciamani annuncia costi calmierati negli studi di via Tuscolana per i film italiani a budget ridotto. In parallelo la riforma del comparto cammina in Parlamento: dall'11 marzo 2026 la VII Commissione lavora a un testo unificato che accorpa la proposta Mollicone e quelle di PD, M5S e Azione.

I nodi che il Manifesto dovrà sciogliere prima della manovra 2027 restano tre: il rapporto strutturale con le piattaforme, la separazione fra linee di finanziamento per cinema, audiovisivo e documentari e la governance della nuova Agenzia prevista dalla riforma.

Pubblicato il: 4 settembre 2026 alle ore 19:35