Il Piccolo Festival di Filosofia torna a Santa Maria di Leuca il 24 e 25 luglio 2026 per la sua terza edizione, con sei relatori chiamati a rispondere a una domanda che oggi tocca sia i corpi malati sia gli algoritmi: cosa resta della libertà quando qualcosa la determina dall'esterno?
Un festival che parte da Dante e arriva all'intelligenza artificiale
La rassegna, curata dal filosofo Costantino Esposito (Università di Bari), sceglie come titolo un verso del I canto del Purgatorio, «Libertà va cercando, ch'è sì cara». Le due serate si svolgono sul terrazzo del Santuario di Santa Maria di Leuca e sono organizzate da Mario Carparelli (Università del Salento) con Antonio Lombardi e Roberto Rizzi (Bari). L'iniziativa rientra nel programma «Punti Cardinali for Work» promosso dalla Regione Puglia e sostenuto dal Comune di Castrignano del Capo. A guidare il dialogo, accanto a Esposito, sarà Alessandra Gerolin (Università Cattolica del Sacro Cuore).
Sei le voci in cartellone: Riccardo Manzotti (IULM Milano) sul rapporto libertà-IA, Wael Farouq (Cattolica) sulla libertà nel pensiero islamico, Carlo Altini (Modena e Reggio Emilia) su libertà e potere, don Stefano Ancora (rettore del Santuario) sulla tradizione cristiana, Pia Valenzuela (Pontificia Università della Santa Croce) su libertà ed emozioni, Alessio Musio (Cattolica Milano) sulla libertà nella sofferenza. Le conclusioni sono affidate a Mons. Vito Angiuli, vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca.
La libertà che l'IA non può avere
Il taglio filosofico del festival dialoga in modo esplicito con la prima enciclica di Papa Leone XIV, Magnifica humanitas sul portale della Santa Sede, firmata il 15 maggio 2026 e dedicata alla custodia della persona umana nel tempo dell'IA. È il testo citato da Alessio Musio nell'anticipazione del suo intervento: le intelligenze artificiali «non vivono una esperienza, non possiedono un corpo, non attraversano la gioia e il dolore, non maturano nella relazione». La libertà, quindi, non si riduce a pura capacità di calcolo o a indipendenza dai vincoli: è legata a un corpo che patisce, a una biografia che può andare in crisi, a una relazione che si può perdere.
Da qui la ragione del titolo dantesco: «caro» per Dante significa insieme amato e costoso. Non c'è amore senza esposizione al dolore, e non c'è libertà autentica se non nel rischio della relazione. Il programma ribalta così l'idea diffusa che la libertà consista nell'assenza di vincoli o di sofferenza: se fosse così, sostiene Musio, saremmo simili a una macchina computazionale, al di sotto della nostra umanità.
L'idea vale anche fuori dal quadro metafisico: le macchine possono simulare risposte affettive, ma non possono scegliere di restare accanto a qualcuno quando restare fa male. Il Piccolo Festival di Filosofia mette a fuoco proprio questa asimmetria, ed è una delle prime occasioni pubbliche in Italia in cui filosofi laici e cattolici discutono l'enciclica del maggio 2026 in dialogo con la letteratura e la teologia.
Un dialogo aperto, non un convegno accademico
Il format non è quello classico del convegno universitario né quello promozionale della presentazione di libri estiva. È un dialogo aperto, con relatori che vengono da atenei diversi (Bari, Milano, Palermo, Modena, Salento) e da tradizioni non sovrapponibili: cristiana, islamica, laica. Il pubblico atteso è generalista: docenti, studenti, curiosi. Le due serate iniziano al tramonto, sul terrazzo affacciato sulla linea di confluenza tra Ionio e Adriatico.
Chi lavora nell'ambito culturale può leggere l'iniziativa dentro una geografia italiana che si sta muovendo su più tavoli: dal recente passaggio del testo base sul cinema in Commissione Camera, alle linee guida della candidatura di Siracusa a Capitale europea della cultura 2033, fino alla revisione delle regole di Più libri più liberi sul requisito antifascista. Leuca porta il dibattito culturale in un punto geograficamente marginale del Paese, il finibus terrae, ma tematicamente centrale.
Il programma dettagliato con orari e presenze è consultabile sul sito ufficiale del Santuario di Santa Maria di Leuca. Per chi arriva da fuori Salento, l'accesso è libero e la partecipazione non richiede iscrizione: si arriva al tramonto, ci si siede sul terrazzo, si ascolta un dibattito che quest'anno ha una posta in gioco molto attuale.