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Tetto olandese sugli studenti internazionali: cosa cambia per gli italiani

Accordo del 15 luglio 2026: 16.766 iscritti stranieri l'anno e stop ai nuovi bachelor in inglese. Cosa cambia per gli 8.610 italiani.

Le università dei Paesi Bassi hanno formalizzato con il governo olandese un tetto annuale di 16.766 iscritti internazionali e lo stop ai nuovi bachelor in lingua inglese. L'Italia e il secondo Paese di provenienza dopo la Germania, con 8.610 studenti già iscritti negli atenei di ricerca.

L'accordo firmato il 15 luglio 2026

L'intesa fra il ministero dell'Istruzione olandese guidato da Rianne Letschert, l'Associazione delle Università (UNL) e l'Associazione delle Università di Scienze Applicate (VH) e stata sottoscritta il 15 luglio 2026. I tredici atenei di ricerca si impegnano a non superare i 16.766 iscritti stranieri all'anno, circa l'11% in meno rispetto al picco raggiunto nel 2022 e nel 2023. Ogni ateneo ha un obiettivo interno, ma i target per singolo corso restano riservati. Il comunicato ufficiale UNL sull'intesa fissa la prima valutazione a febbraio 2027.

L'accordo blocca anche l'attivazione di nuovi bachelor finanziati in lingua inglese. Restano fuori dal divieto i corsi che rientrano nella European Universities Initiative e quelli attivati nei settori indicati come carenti di manodopera. Diciassette bachelor esistenti in inglese hanno già un numero chiuso specifico sui posti riservati agli studenti internazionali, in aggiunta al numerus fixus generale del corso.

Chi paga il conto: 5.386 italiani al bachelor

L'Italia pesa più di ogni altro Paese europeo dopo la Germania sul totale degli stranieri iscritti negli atenei olandesi. Secondo il rapporto Nuffic sulla mobilità internazionale, gli 8.610 iscritti italiani nel 2024-25 si dividono in 5.386 al bachelor e 3.224 al master. E l'unica delle prime tre nazionalità europee che continua a crescere, mentre la Germania (19.997) scende sotto quota 20mila per la prima volta dal 2008. Romania (7.915) e Spagna (6.529) chiudono il gruppo di testa dell'area EEA, che copre il 72,3% del totale internazionale con 94.534 studenti.

Il tetto quantitativo colpisce in prevalenza la quota EEA, dove rientrano gli italiani. Il blocco dei nuovi bachelor in inglese non tocca invece le aree escluse: educazione, natura, salute, tecnologia e agricoltura. Chi guarda alle discipline umanistiche o alle scienze sociali resta fuori dalle eccezioni. Marc van Oostendorp, professore di lingua olandese alla Radboud Universiteit di Nijmegen, ha definito l'elenco degli esenti una dichiarazione di valori: le lettere sono per costruzione il settore su cui i tagli si concentrano.

Per gli italiani già iscritti a un bachelor gli effetti operativi arrivano dal prossimo anno accademico: non basterà più cercare offerta in inglese in area umanistica, perchè la finestra di nuova apertura e chiusa. Le scelte residue si concentrano sui programmi già accreditati e sui bachelor con doppio binario in olandese e inglese, dove il posto per stranieri e contingentato dal numero chiuso. Chi pianifica l'iscrizione dal 2027-2028 dovrà scegliere fra un'offerta sensibilmente ridotta rispetto al triennio precedente.

Cosa cambia in pratica per chi si iscrive nel 2027

Per chi pianifica un'iscrizione fra il 2027 e il 2028 il tetto olandese impone tre verifiche. Primo: controllare se il corso scelto rientra fra le eccezioni previste, perchè ingegneria, medicina e le discipline STEM sono le meno esposte al blocco. Secondo: verificare se il bachelor prescelto ha un numero chiuso dedicato al binario inglese, perchè la scadenza di iscrizione con selezione anticipa quella ordinaria (di norma il 15 gennaio dell'anno di immatricolazione). Terzo: seguire l'esito della prima valutazione ministeriale di febbraio 2027, che potrà modificare le soglie per singolo ateneo.

Fuori dagli atenei di ricerca, le università di scienze applicate (hbo) applicano un tetto quantitativo solo al settore economico, escluse le scuole alberghiere. Il resto dei corsi hbo, dove gli italiani sono presenti in numero più contenuto rispetto ai bachelor accademici, non e per ora contingentato in modo uniforme. Il primo test dell'intesa cadrà a febbraio 2027: da allora si capirà se e un vincolo di sistema o una soglia che puo' muoversi di anno in anno.

L'appuntamento successivo e la conversione parlamentare della Wet Internationalisering in Balans, il disegno di legge che dovrà tradurre in norma primaria le regole sull'internazionalizzazione. Il coalition agreement ha già eliminato dal testo la valutazione dei corsi in lingua non olandese (TAO), scambiata con l'autoregolamentazione oggi firmata: fino alla nuova versione della legge, gli obiettivi restano fissati dai singoli atenei senza un vincolo di rango primario.

Pubblicato il: 7 settembre 2026 alle ore 10:15