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La LIUC apre una magistrale part-time per chi lavora nella supply chain

LIUC apre la magistrale Supply Chain per Executive in 3 anni part-time. L'Italia resta 21esima in UE per formazione continua degli adulti.

La LIUC di Castellanza ha aperto una specializzazione magistrale in ingegneria gestionale dedicata a chi è già nel mondo del lavoro. Il percorso, chiamato Supply Chain per EXecutive (SCEX), si svolge in tre anni part-time e prevede lezioni in presenza, in diretta a distanza o registrate.

Come funziona il percorso SCEX della LIUC

Il piano di studi è articolato su tre anni anziché i due canonici della magistrale LM-31, con tutoraggio individuale faccia a faccia per ogni iscritto. Le lezioni sono sincrone, fruibili sia in aula a Castellanza sia online, oppure asincrone tramite registrazioni sempre disponibili: una scelta pensata per chi ha turni, trasferte o orari incompatibili con l'aula tradizionale. Il piano didattico include project work su casi aziendali reali, simulazioni con software professionali, visite in impresa e incontri con manager di settore.

Gli sbocchi ufficiali del titolo coprono ruoli verticali nel settore: Supply Chain Manager, Operations Director, Production Manager, Project Manager e consulente direzionale, con focus su sostenibilità, intelligenza artificiale applicata alle operations e digital twin. Le competenze trasversali sviluppate includono pensiero critico, gestione dello stress, negoziazione e auto-consapevolezza, presentate dall'ateneo come requisito per i ruoli di responsabilità.

L'Italia è ventunesima in UE per formazione continua

Il quadro statistico aiuta a capire perché un percorso così pensato sia raro nel sistema universitario italiano. Secondo l'indagine ISTAT sulla formazione degli adulti, in Italia solo il 35,7% delle persone tra 25 e 64 anni partecipa ad attività di istruzione o formazione, contro una media UE27 del 46,6%: un gap di quasi 11 punti che colloca il Paese al ventunesimo posto su 27 Stati membri. L'obiettivo del Consiglio europeo per il 2025 era il 47%, ancora lontano.

Il dato peggiora quando si isolano le attività formali, cioè i corsi che rilasciano un titolo accademico: solo il 4% degli adulti italiani 25-64 anni vi partecipa, contro il 6,3% UE. Sopra i 35 anni la quota crolla all'1,3%, poco più di un over 35 ogni cento che segue un corso universitario o equipollente. Quando l'ISTAT chiede perché non ci si forma, il 23,7% degli adulti indica i costi elevati come ostacolo, contro il 13,7% della media europea, e fra le donne il 17,2% cita gli impegni familiari come barriera (il dato scende al 6,7% fra gli uomini). Anche le ore complessive dedicate alla formazione formale in Italia sono inferiori, 405 contro le 512 della media UE27. Il Rapporto ISTAT sulla formazione degli adulti 2022 mette nero su bianco un Paese in cui il lavoratore adulto resta tagliato fuori dall'aula universitaria.

Cosa cambia per chi lavora già nella supply chain

Il taglio del percorso SCEX punta su competenze richieste dal mercato qui e ora: pianificazione, acquisti, produzione, logistica e distribuzione, con un peso crescente su trasformazione digitale e sostenibilità. I ruoli di destinazione disegnati dall'ateneo includono profili emergenti come Resilience & Risk Manager, AI-Driven Planner, Digital Twin Specialist e Circular Supply Chain Designer, accanto a quelli più consolidati di responsabile supply chain e consulente direzionale. La forma part-time triennale evita di costringere chi lavora a ridurre l'orario o a dimettersi per laurearsi, una delle barriere che l'ISTAT individua tra le cause della bassa partecipazione formale degli over 35.

Per le aziende manifatturiere e logistiche del territorio varesotto e dell'asse Malpensa, dove la LIUC è nata come università delle imprese per le imprese, la promessa è poter aggiornare il personale interno senza perderlo. Per i singoli lavoratori, è ottenere un titolo di classe LM-31 spendibile per ruoli direttivi senza interrompere la carriera. Il banco di prova sarà la sostenibilità del modello: se altri atenei adotteranno una formula simile, l'Italia potrebbe iniziare a colmare quel divario di quasi 11 punti che da anni la separa dalla media europea sulla formazione continua.

Pubblicato il: 23 giugno 2026 alle ore 08:20