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Housing universitario, i 2.527 nuovi posti letto saltano Sud e Isole

Il decreto MUR del 23 ottobre firma 268 milioni per 5.935 posti letto. Nord e Centro assorbono tutto, al Mezzogiorno nessun progetto.

Il MUR ha firmato il 23 ottobre due decreti sull'housing universitario da 268 milioni di euro per 5.935 posti letto. I 2.527 nuovi posti coperti dallo scorrimento della graduatoria della legge 338/2000 si fermano però tutti fra Nord e Marche: zero progetti al Sud, zero nelle Isole.

I due decreti e la geografia dei finanziamenti

I due provvedimenti firmati dalla ministra Anna Maria Bernini destinano 200 milioni allo scorrimento del quinto bando della legge 338/2000 e oltre 68 milioni a 3.408 posti letto già realizzati, aggiuntivi al target PNRR. Il bando 338/2000 è lo strumento con cui il MUR cofinanzia la realizzazione, l'ampliamento e la riqualificazione degli alloggi per studenti; le risorse ora sbloccate coprono 21 interventi che erano in attesa di copertura finanziaria.

La ripartizione dei 2.527 nuovi posti vede la Lombardia assorbire 1.577 posti (10 interventi, pari al 62,4% del totale), il Veneto 508 (sei progetti), il Piemonte 224, l'Emilia-Romagna 124, la Liguria 52 e le Marche 42. L'intero plafond del nuovo scorrimento resta sopra la linea Roma-Ancona.

Il Mezzogiorno resta a zero

Il dato geografico dice una cosa sola: il 98,3% dei 2.527 nuovi posti letto finisce al Nord, l'1,7% nelle Marche, lo 0% al Sud e nelle Isole. È una scelta che consolida un divario già fotografato dal mercato: secondo il rapporto Scenari Immobiliari e Re.Uni di luglio 2024, oltre il 75% della pipeline nazionale di nuovi studentati è previsto nelle regioni settentrionali, meno del 5% nel Mezzogiorno e circa il 20% al Centro. Lo scorrimento MUR va nella stessa direzione, ma con un gradiente ancora più sbilanciato.

Il problema è che la copertura di posti letto nelle università del Sud è già oggi sotto la media italiana: lo stesso rapporto stima un tasso di copertura dell'8,8% nel Mezzogiorno, contro una media nazionale che il PNRR vorrebbe portare al 15% entro il 2027. Senza nuovi bandi 338/2000 e senza interventi aggiuntivi del Piano Housing, la forbice è destinata ad allargarsi, con un effetto diretto sul calo delle iscrizioni negli atenei meridionali già osservato negli ultimi anni.

I 3.408 posti letto extra target coperti dal secondo decreto riguardano progetti PNRR già realizzati e il MUR non ha diffuso una ripartizione regionale di dettaglio; la Legge 14 novembre 2000 n. 338 prevede comunque che i cofinanziamenti siano assegnati per bando competitivo, senza quote territoriali riservate al Sud.

Cosa cambia per gli studenti fuorisede

Nel Piano Housing universitario del MUR confluiscono due filiere parallele: il quinto bando della legge 338/2000, da cui dal 2023 sono stati cofinanziati oltre 12 mila posti letto con risorse superiori a 1 miliardo di euro, e il Piano Housing PNRR, che ha attivato oltre 63.400 posti letto in tutta Italia superando l'obiettivo europeo dei 60.000. I 268 milioni di questo giro di firme portano il contatore MUR a 5.935 posti letto in più.

Sul fronte dei costi, Scenari Immobiliari registra un aumento medio dei canoni d'affitto per stanze singole del 12% in dodici mesi nelle quattordici principali città universitarie, con picchi sopra il 30% a Bari e punte fra il 13% e il 15% a Lecce, Brescia e Bologna. Per uno studente fuorisede in zona centrale a Milano una stanza singola costa in media 10 mila euro all'anno, cifra fuori portata senza alloggi pubblici o convenzionati nelle vicinanze. Dove non arrivano gli studentati, resta il libero mercato.

Il MUR non ha ancora annunciato un nuovo bando della legge 338/2000: lo scorrimento firmato il 23 ottobre esaurisce di fatto la graduatoria del quinto. La partita del riequilibrio geografico si sposta sui prossimi avvisi, dove dovranno trovare spazio progetti meridionali in grado di competere con quelli delle regioni del Nord.

Pubblicato il: 23 ottobre 2026 alle ore 17:11