Il Consiglio di Stato ha ordinato al Ministero dell'Università di procedere allo scorrimento della graduatoria del semestre filtro per coprire i circa 500 posti universitari rimasti vacanti. L'ordinanza cautelare, comunicata il 5 agosto, accoglie il ricorso di una studentessa di Medicina assegnata alla sede di Tirana, sostenuta dall'Unione degli Universitari e assistita dagli avvocati Michele Bonetti e Santi Delia. È la prima decisione cautelare che impone all'amministrazione di rivedere l'esito degli scorrimenti già effettuati. L'accoglimento riguarda una singola posizione, ma pone al Ministero un obbligo con effetti generali su tutte le sedi con posti scoperti.
L'ordinanza cautelare e il caso Tirana
I giudici di Palazzo Spada hanno riconosciuto il fumus del ricorso, nel quale si contesta la violazione del principio meritocratico durante gli scorrimenti. Secondo la ricorrente, numerosi studenti sono stati assegnati alla sede di Tirana mentre nei turni successivi altri candidati con punteggio inferiore sono finiti in atenei italiani più favorevoli. Il collegio ha ricordato che le restrizioni all'accesso ai corsi universitari, in base ai principi costituzionali, trovano ragione soltanto nell'obbligo dello Stato di garantire standard formativi minimi. L'ordine al Ministero prevede tre passaggi: procedere anzitutto agli scorrimenti sui posti vacanti, verificare poi se il punteggio della studentessa consente l'assegnazione a una sede italiana da lei opzionata e, in caso positivo, attribuire il posto secondo l'ordine di preferenza indicato al momento dell'iscrizione.
Il semestre filtro sotto pressione
Il Decreto ministeriale 1115/2025 del MUR disciplina il funzionamento del semestre filtro per l'anno accademico 2025/2026, che ha messo in competizione oltre 54.000 iscritti per 16.680 posti nelle università statali di Medicina, con 20.864 posti totali considerando anche gli atenei non statali. Per Odontoiatria e protesi dentaria i posti disponibili sono 1.114. Il decreto organizza le graduatorie nazionali in nove sezioni di merito e prevede appelli separati per l'accettazione o il rifiuto dei voti conseguiti nelle prove. Il sistema ha già prodotto contestazioni diffuse: l'Unione degli Universitari ha promosso oltre 4.000 ricorsi, mentre 220 studenti sono stati assegnati alla sede albanese Nostra Signora del Buon Consiglio in convenzione con Tor Vergata, con una retta annua di 9.650 euro. La stima di circa 500 posti vacanti rimasti scoperti dopo la selezione mostra la distanza tra la capacità ricettiva dichiarata dagli atenei e i posti effettivamente coperti. Il collegio ha rinviato al giudizio di merito la valutazione di compatibilità del meccanismo con i principi costituzionali.
Gli avvocati Bonetti e Delia hanno diffidato il Ministero a eseguire l'ordinanza entro sette giorni. L'esito degli scorrimenti attesi determinerà quanti studenti attualmente destinati a Tirana potranno rientrare nelle sedi italiane opzionate, mentre l'UdU sta preparando una richiesta di sanatoria per i ricorrenti che rischiano l'esclusione dopo essere già entrati in aula. Restano pendenti anche i ricorsi collettivi ancora al vaglio della giustizia amministrativa.