{/* Extracted from Header.astro - Use appropriate classes/styles if animations needed */}

Robot e droni più sicuri grazie alle neuroscienze: lo studio di Napoli rivoluziona l'intelligenza artificiale

Pubblicato su Nature uno studio italo-britannico che trasforma la sicurezza della robotica applicando neuroscienze e modelli ispirati ai batteri. Ecco come cambieranno i robot del futuro

Robot e droni più sicuri grazie alle neuroscienze: lo studio di Napoli rivoluziona l'intelligenza artificiale

Indice

1. Introduzione: la sicurezza nella nuova frontiera della robotica 2. Il cuore dello studio: neuroscienze applicate ai robot 3. I protagonisti della ricerca: dall'Università di Salerno a Napoli, in collaborazione internazionale 4. Il modello matematico: ispirato ai batteri, pensato per robot e droni 5. Test ed esperimenti: come i robot hanno evitato collisioni reali e simulate 6. L'importanza delle decisioni affidabili nell'AI 7. Implicazioni per il futuro: robotica avanzata verso il 2026 8. Rischi, limiti e sfide etiche nella robotica intelligente 9. Applicazioni pratiche per la società 10. Sintesi e prospettive future

Introduzione: la sicurezza nella nuova frontiera della robotica

Neuroscienze, droni e robot: tre mondi fino a ieri separati ma oggi uniti dalla ricerca. Con la pubblicazione dello studio "Robot e droni più sicuri applicando neuroscienze all'AI", a firma di Giovanni Russo e del suo team dell’Università di Salerno insieme all’University College London, si apre una nuova era nella robotica avanzata del 2026. Una pubblicazione accolta con interesse ed entusiasmo, tanto da essere ospitata sulle pagine di "Nature" – una delle riviste più autorevoli a livello mondiale.

L'intelligenza artificiale (AI) cresce rapidamente e, con essa, anche la presenza di robot e droni intelligenti nell’ambiente urbano, nei cieli e nelle aziende. Tuttavia, la sicurezza di questi sistemi rappresenta ancora una delle sfide più pressanti. Come possono i robot prendere decisioni affidabili, anche in condizioni di dati incerti o errati? Come evitare collisioni in tempo reale, proteggendo persone e infrastrutture? Su queste domande si fonda il lavoro dei ricercatori napoletani e britannici.

Il cuore dello studio: neuroscienze applicate ai robot

L’aspetto più originale del lavoro coordinato da Giovanni Russo risiede nell’approccio interdisciplinare adottato. Non si tratta infatti di un “semplice” potenziamento della AI, ma di un’applicazione concreta delle neuroscienze applicate ai robot. In altre parole, i ricercatori si sono ispirati ai meccanismi cerebrali – e in particolare a quelli della percezione e dell’adattamento – per progettare robot in grado di reagire meglio agli stimoli dell’ambiente, anche quando le informazioni fornite dai sensori sono errate o incomplete.

Concretamente, il team ha studiato i processi con cui batteri e altre forme di vita semplici si adattano all’ambiente circostante, traducendo questi comportamenti in un modello matematico applicato ai robot mobili e ai droni. Questa soluzione imita – a livello algoritmico – la capacità degli organismi primordiali di "leggere" segnali anche contraddittori e di scegliere l’azione più sicura.

I protagonisti della ricerca: dall'Università di Salerno a Napoli, in collaborazione internazionale

Il progetto, pubblicato il 2 febbraio 2026 e intitolato “A Robust Bio-inspired Mathematical Model for Reliable Robotic Decision-making”, è stato coordinato dal professor Giovanni Russo dell’Università di Salerno. Ha visto il coinvolgimento diretto di un gruppo multidisciplinare nelle aree di robotica avanzata, neuroscienze e matematica applicata.

Il supporto scientifico è arrivato dall’University College London, che ha contribuito sia nella fase teorica sia nei test sperimentali. Napoli e il Sud Italia rafforzano, grazie a questo studio, la propria posizione di eccellenza nella ricerca robotica e nell'applicazione delle neuroscienze all’intelligenza artificiale.

L’obiettivo di fondo era duplice:

* Dimostrare che modelli ispirati alle neuroscienze possono migliorare la sicurezza e l’affidabilità di robot e droni; * Trovare soluzioni per la gestione di informazioni sensoriali imperfette, una delle sfide cruciali nella robotica autonoma.

Il modello matematico: ispirato ai batteri, pensato per robot e droni

Il cuore innovativo dello studio è rappresentato da un modello matematico bio-ispirato, che applica ai robot principi desunti dall'osservazione del comportamento dei batteri. In natura, queste forme di vita elementari riescono ad adattarsi rapidamente anche in ambienti ostili e ricchi di segnali contraddittori. Il modello creato dagli scienziati napoletani e britannici trasforma questi concetti biologici in algoritmi intelligenti, capaci di:

* Analizzare e filtrare in tempo reale i dati provenienti da sensori multipli; * Individuare segnali affidabili anche in presenza di errori o disturbi; * Prendere decisioni "resilienti", cioè in grado di garantire la sicurezza del robot o del drone e dell’ambiente circostante.

Il merito principale del modello non è solo l’ispirazione alla biologia, ma la capacità di fornire ai robot ispirati ai batteri un vantaggio competitivo in termini di evitamento ostacoli. Questo li rende strumenti ottimizzati per scenari reali, dove i dati spesso sono incompleti o rumorosi.

Test ed esperimenti: come i robot hanno evitato collisioni reali e simulate

I risultati dello studio si sono tradotti in test pratici su robot mobili. La novità, rispetto a molti esperimenti in laboratorio, è stata la scelta di simulare situazioni reali, fornendo ai robot anche informazioni deliberatamente errate o confuse. Lo scopo era verificare quanto i nuovi algoritmi bio-ispirati potessero effettivamente migliorare la sicurezza dei movimenti.

Nei test, i robot mobili sono stati posti in ambienti affollati, con ostacoli sia statici che dinamici, con e senza l’aiuto di informazioni sensoriali "spoofate". I risultati hanno sorpreso positivamente:

* I robot hanno evitato collisioni anche quando il 40% delle informazioni fornite dai sensori era errato; * Il tasso di incidenti simulati è stato ridotto fino al 70% rispetto a robot basati su algoritmi tradizionali; * I droni hanno mostrato una maggiore capacità di reazione e adattamento in scenari complessi.

Questi dati sono rilevanti per il futuro della intelligenza artificiale sicura: dimostrano che modelli ispirati dalla natura possono garantire una decisione affidabile AI anche sotto stress.

L'importanza delle decisioni affidabili nell'AI

Perché puntare tutto sulla “decisione affidabile”? La risposta è semplice: tanto più un sistema è autonomo, tanto più deve essere in grado di “ragionare” e scegliere in sicurezza. Nei moderni sistemi di robotica avanzata e nei droni intelligenti, soprattutto quelli impiegati in ambiti critici come la logistica, la sorveglianza, la mobilità urbana e la medicina, la sicurezza non è negoziabile.

Un errore di valutazione, un’informazione sensoriale corrotta, possono trasformarsi rapidamente in rischi per l’uomo e le infrastrutture. Ecco perché il tema delle decisioni affidabili dell’AI è tra le priorità della ricerca internazionale e anche dei grandi colossi industriali.

Inoltre, insegnare ai sistemi artificiali a "dubitare", cioè a riconoscere quando i dati non sono attendibili, permette loro di evitare azioni pericolose o scorrette. Questa opportunità non era così scontata nell’AI tradizionale, ma è proprio qui che le neuroscienze e le bioispirazioni possono fare la differenza tecnologica.

Implicazioni per il futuro: robotica avanzata verso il 2026

Guardando al prossimo futuro, lo studio pubblicato su "Nature" pone le basi per una rivoluzione nella progettazione dei robot del 2026 e oltre. Secondo le previsioni degli autori, gli algoritmi bio-ispirati saranno integrati non solo in robot mobili e droni di nuova generazione, ma anche in:

* Sistemi per la guida autonoma urbana; * Mezzi pubblici intelligenti; * Dispositivi medici robotizzati destinati alla chirurgia e all’assistenza domiciliare; * Applicazioni di AI sicure in contesti industriali complessi.

Nel settore della ricerca robotica napoli, l’eco di questa scoperta è già forte. Crescono le collaborazioni tra università, centri specializzati e aziende hi-tech in Campania, ma anche un interesse crescente da parte di investitori internazionali.

Rischi, limiti e sfide etiche nella robotica intelligente

Come ogni progresso tecnologico, anche questa evoluzione della robotica avanzata chiama in causa dilemmi e responsabilità:

* Affidabilità dei modelli matematici: occorre evitare che un eccesso di fiducia nel modello porti a sottovalutare scenari estremi o non previsti dalla simulazione; * Etica delle applicazioni: l’uso di droni e robot in scenari pubblici o privati pone interrogativi sulla privacy, la sicurezza dei dati e la tutela delle persone; * Formazione degli operatori: serviranno nuove competenze per gestire algoritmi sempre più complessi, e una formazione continua per evitare errori umani nell’interpretazione delle azioni robotiche; * Transizione industriale: le aziende dovranno adattare processi e linee produttive all’impiego di modelli matematici per droni e robot autonomi.

La sfida del futuro, quindi, sarà bilanciare la spinta innovativa con strumenti di controllo, normativi ed etici all’altezza delle nuove responsabilità.

Applicazioni pratiche per la società

Se oggi i risultati sembrano ancora confinati ai laboratori, in realtà le future applicazioni sono numerose e molto concrete. Dal punto di vista della pubblica utilità, robot e droni capaci di "pensare come i batteri" potranno essere impiegati per:

* Gestire il traffico cittadino attraverso sensori e droni che monitorano incidenti, flussi e ostacoli; * Intervenire in situazioni di emergenza (disastri naturali, incendi, alluvioni) inviando robot autonomi in ambienti pericolosi; * Sorvegliare infrastrutture critiche (ponti, ferrovie, centrali elettriche) riducendo rischi per gli operatori umani; * Eseguire consegne automatizzate, migliorando affidabilità e sicurezza nella logistica urbana; * Supportare le attività sanitarie in ospedali e case di cura, soprattutto in aree isolate o ad alto rischio infettivo.

Questi scenari sono solo l’inizio di un movimento che promette, secondo molti esperti, di trasformare profondamente la società nell’arco del prossimo decennio.

Sintesi e prospettive future

L’articolo pubblicato su "Nature" rappresenta una delle novità scientifiche più rilevanti del 2026 nel campo della robotica e dell’intelligenza artificiale. Sfruttando neuroscienze e biologia dei batteri, il team coordinato da Giovanni Russo ha dimostrato che è possibile rendere robot e droni più sicuri, autonomi e capaci di prendere decisioni affidabili anche con dati imperfetti.

Napoli e il Sud Italia rafforzano così la loro immagine di polo di eccellenza nella ricerca robotica, mentre l’intera comunità scientifica guarda alle neuroscienze come a un motore di innovazione per l’AI del futuro. Le prossime sfide riguarderanno l’estensione su larga scala del modello, la certificazione della sicurezza e l’integrazione in filiere produttive ed ambienti urbani reali.

In conclusione: il sogno di robot “intelligenti e sicuri” che accompagnino la nostra quotidianità, sempre più vicino, è oggi un po’ più concreto grazie a un approccio multidisciplinare che ha saputo coniugare scienza e innovazione al servizio della collettività.

Pubblicato il: 3 febbraio 2026 alle ore 08:49