Il Financial Times ha rivelato che Meta sta testando due prototipi di occhiali Meta di nuova generazione, chiamati Aperol e Bellini, con una modalità "super sensing": registrazione audio continua e scatti fotografici a intervalli regolari, senza pressione di tasti. I dati servono ad alimentare un assistente AI che può rispondere a domande su ciò che l'utente ha visto e ascoltato durante la giornata. La finestra di lancio ipotizzata dalle indiscrezioni è tra la fine del 2026 e l'inizio del 2027.
Come funziona la modalità super sensing
Il prototipo, secondo la ricostruzione del Financial Times, non archivia sempre foto e audio nella loro forma originale. In una delle configurazioni allo studio, i sensori raccolgono il flusso ambientale e generano metadati che vengono inviati ai server di Meta per essere elaborati dall'AI. In un documento pubblicato a luglio 2025 l'azienda aveva già anticipato che il LED bianco visibile sull'attuale Ray-Ban Meta segnalerebbe soltanto le acquisizioni volontarie di foto e video, mentre nelle funzioni assistite dall'AI la spia potrebbe restare spenta. La stessa Meta ha già dovuto pubblicare un aggiornamento software che disattiva la fotocamera se il LED viene manomesso fisicamente: la super sensing sposta questo controllo dal lato hardware al lato software di prodotto.
Il device è pensato per un mercato che è cresciuto rapidamente. EssilorLuxottica ha dichiarato di aver venduto oltre 7 milioni di occhiali AI nel 2025, contro i 2 milioni cumulati del biennio 2023-2024, e ha già annunciato di voler portare la capacità produttiva a 20 milioni di pezzi l'anno entro la fine del 2026. La categoria non è più un esperimento di nicchia.
Perché il progetto tocca i limiti dell'AI Act
Il regolamento europeo sull'intelligenza artificiale è entrato in vigore il 1 agosto 2024 ed è pienamente applicabile dal 2 agosto 2026, con la sola eccezione delle regole sui sistemi ad alto rischio (dicembre 2027). L'articolo 5 del regolamento AI Act sul portale della Commissione europea vieta la categorizzazione biometrica basata su dati sensibili e limita l'identificazione biometrica remota in tempo reale in spazi pubblici. Le funzioni descritte dal Financial Times, dal riconoscimento facciale continuo dei presenti alla lettura del sottotesto emotivo di una conversazione fino all'analisi ambientale automatica, rientrano proprio nelle pratiche che il legislatore ha voluto contenere.
A questo si aggiungono gli obblighi di trasparenza dell'articolo 50, applicabili dallo stesso agosto 2026: chi eroga un sistema AI deve rendere chiaramente riconoscibile l'interazione con la macchina. Un LED che resta spento durante la modalità "super sensing" va nella direzione opposta e apre un fronte anche sul lato GDPR, perché i volti dei bystander sono dati biometrici e la loro raccolta richiede una base giuridica solida. La stessa Meta ha ammesso di valutare l'uso di quei dati per addestrare i propri modelli, aggiungendo un ulteriore livello di consenso da gestire.
Chi non indossa gli occhiali paga il conto della privacy
Il nodo pratico è che la super sensing sposta il costo della privacy dall'utente al passante. Chi acquista gli occhiali Meta sceglie di essere registrato dai propri sensori, ma chi condivide un tavolo, una sala d'attesa o un vagone della metro con quell'utente non ha strumenti per accorgersene. Le autorità di controllo si stanno muovendo: la CNIL francese ha aperto nel 2026 un dossier dedicato agli smart glasses e l'European Data Protection Board ha in agenda un rapporto sulla loro accettabilità sociale, atteso entro l'estate.
Per chi produce contenuti, insegna o lavora in contesti dove la riservatezza delle conversazioni è un requisito professionale, il tema smetterà presto di essere teorico. Le prime domande arriveranno agli uffici del personale e ai responsabili sicurezza: dai medici che ricevono pazienti agli avvocati in studio, dagli insegnanti in aula ai responsabili acquisti in trattativa, cambia il perimetro di ciò che si può dire ad alta voce. Se la finestra di lancio confermata dalle indiscrezioni resta tra fine 2026 e inizio 2027, il device arriverà sul mercato europeo quando le regole di trasparenza saranno già in vigore da mesi: sarà chi importa e vende il dispositivo, non solo chi lo indossa, a dover dimostrare la conformità.