Ad Aberdeen Proving Ground, in Maryland, un veicolo militare con stazione d'arma telecomandata ha distrutto piccoli droni in volo mentre era in movimento. I test condotti in aprile 2026 dal DEVCOM Armaments Center segnano il primo risultato pubblico del progetto Gunslinger per il controllo del fuoco contro UAS in scenari dinamici.
Il test e la tecnologia
Il progetto fa capo allo Science and Technology Integration Office del U.S. Army Combat Capabilities Development Command. La soluzione integra il software Gunslinger, sviluppato originariamente per il programma Future Attack Reconnaissance Aircraft (FARA), con la Common Remotely Operated Weapon Station (CROWS), piattaforma gia' diffusa in migliaia di unita' nell'esercito statunitense.
Il software combina algoritmi di controllo del fuoco con i flussi dei sensori di bordo, calcolando in tempo reale la soluzione di tiro e mantenendo l'arma puntata sul bersaglio durante gli spostamenti del mezzo. Secondo Nick Cascia, project officer dell'iniziativa, le prove di aprile sono "un ottimo inizio": le prime distruzioni di droni hanno confermato il lavoro sugli algoritmi. James Little, deputy project lead, ha indicato che la prossima serie di prove aumentera' progressivamente la velocita' di veicoli e bersagli. Comunicato ufficiale DEVCOM Armaments Center sul test
L'asimmetria di costo che spiega la corsa al kinetico
L'economia del campo di battaglia e' il vero motore del progetto. Un drone Shahed-136, prodotto in Iran e impiegato dalla Russia contro infrastrutture ucraine, costa secondo le stime open-source ricorrenti tra 20.000 e 50.000 dollari per unita'. Un intercettore della famiglia Patriot PAC-3 supera i 4 milioni di dollari a missile. Il rapporto di costo e' di circa uno a cento.
Tra il 28 settembre 2022 e il 28 dicembre 2024, secondo i conteggi delle forze ucraine ripresi dal Center for Strategic and International Studies, la Russia ha lanciato oltre 14.700 droni d'attacco one-way contro l'Ucraina, in larga parte Shahed e varianti adattate. Difendere infrastrutture critiche con intercettori da milioni di dollari per ogni drone non e' economicamente sostenibile sul lungo periodo, ed e' la matematica che guida oggi le scelte di approvvigionamento del Pentagono.
La Strategy for Countering Unmanned Systems del Dipartimento della Difesa USA, approvata a dicembre 2024 e in larga parte classificata, individua nella combinazione di rilevazione, difesa attiva e difesa passiva la linea principale di azione. L'iniziativa Replicator 2 finanzia in via prioritaria la protezione delle installazioni critiche dalla minaccia dei piccoli UAS. Gunslinger si inserisce in questo solco con un obiettivo dichiarato: ridurre il numero di colpi necessari per neutralizzare un drone.
Impatto su NATO, industria italiana e quadro europeo
L'architettura software e' modulare e aperta: il codice sviluppato per CROWS potra' essere condiviso con altri sistemi dell'esercito statunitense e aggiornato senza riprogettare l'intera piattaforma. Per la NATO, dove CROWS e' in dotazione in piu' paesi alleati, la portabilita' del software apre la strada a un upgrade rapido del parco esistente senza acquisto di nuove piattaforme.
Sul fronte europeo la riflessione strategica e' iniziata. Il dibattito sull'autonomia industriale della difesa e' entrato nelle agende politiche dell'Unione e si intreccia con i processi politici raccontati da progetti editoriali come The New Union Post, magazine sull'allargamento dell'UE, che ridefiniscono il perimetro dei partner industriali continentali. Per l'industria italiana, Leonardo e' attiva nel segmento counter-UAS con soluzioni radar, effettori cinetici e armi a energia diretta.
Anche il quadro normativo americano resta in movimento: la frammentazione legislativa tra livello federale e statale produce effetti che vanno dalle regole del Pentagono fino a casi locali apparentemente lontani, come le nuove norme statali applicate dall'Universita' di Cincinnati in Ohio. Sul fronte dell'innovazione, l'integrazione di piattaforme software e capacita' industriali sta ridisegnando interi settori, come dimostra la recente acquisizione di UniApplyNow da parte di ILAC Education Group: stessa logica industriale, fare leva su software esistente per scalare rapidamente.
Il prossimo round di test, gia' pianificato dal DEVCOM Armaments Center, alzera' la velocita' di veicoli e droni-bersaglio e definira' i tempi di trasferimento del software alle unita' operative. Da quella prova passera' la credibilita' tecnica del modello "low-cost contro low-cost" su cui Washington sta puntando.