Un drone da 2 kg tocca 730 km/h e nella corsa bidirezionale segna una media di 685 km/h, già 27 km/h sopra il record di velocità Guinness ufficiale per quadricotteri a batteria. Il registro però non si aggiorna: il tentativo di maggio 2026 del Blackbird di Ben Biggs non soddisfa i criteri di omologazione. Il risultato è paradossale e tecnico insieme.
Una gara che dura da mesi
Benjamin Biggs, ingegnere aerospaziale australiano e creatore del canale YouTube Drone Pro Hub, si contende da oltre un anno il primato con Luke e Mike Bell, padre e figlio sudafricani. I Bell detengono il record Guinness ufficiale: l'11 dicembre 2025, a Città del Capo con osservatori accreditati presenti, il loro drone Peregreen V4 stampato interamente in 3D ha raggiunto 657,59 km/h (408,6 mph), certificando il primato per il quadricottero a batteria più veloce al mondo.
La rivalità risale all'estate 2024: il Peregreen 2 dei Bell aveva già segnato 480 km/h a giugno, seguito dal Peregreen 3 a 585 km/h in ottobre 2025. Biggs aveva toccato 626 km/h poche settimane prima della certificazione dei Bell, ma senza giudici presenti. A febbraio 2026 ha risposto con una sessione non ufficiale da 690 km/h. Con il drone Blackbird aggiornato di maggio, è arrivato a 730 km/h in picco con vento favorevole e 640 km/h controvento, per una media bidirezionale di 685 km/h.
Perché 685 km/h non basta per il Guinness
La media di 685 km/h supera già il Guinness di 27 km/h, ma non verrà omologata per due ragioni precise. Durante i voli soffiava un vento in raffiche tra 35 e 60 km/h, condizione incompatibile con i requisiti di un tentativo ufficiale. Soprattutto, non c'erano osservatori accreditati dal Guinness World Records in loco: per un record ufficiale è richiesta la loro presenza fisica, insieme a strumentazione omologata per la misura della velocità. Senza questi requisiti, nessun dato può entrare nei libri dei record.
Il primo giorno di test un drone è andato perduto: problemi alla geometria dell'antenna e all'effetto Doppler - che a circa 630 km/h diventa critico per il segnale radiocomando - hanno interrotto la connessione durante un volo oltre i 390 mph. A quelle velocità il recupero è praticamente impossibile. Il secondo esemplare ha completato i due voli utili ma si è danneggiato all'atterraggio per esaurimento delle batterie.
La potenza che stupisce più della velocità
I 730 km/h colpiscono, ma il dato che ridefinisce la categoria è la potenza assorbita in picco: 19,1 kW a 449 ampere e 42,5 volt, da un velivolo di soli 2 kg. Il rapporto potenza-peso risultante è di circa 9,5 kW per chilogrammo, circa dieci volte quello di una vettura di Formula 1 (circa 0,9-1 kW/kg). A parità di massa, questo drone assorbe più energia per unità di peso di quasi qualsiasi veicolo elettrico attualmente esistente.
Le pale in fibra di carbonio, costruite a mano da Biggs, hanno un passo molto aggressivo orientato verso la direzione di volo: ottimali ad alta velocità, ma meno efficienti in hovering e nelle fasi di decollo, dove il consumo sale temporaneamente. Il bordo d'attacco dentellato genera vortici che stabilizzano lo strato limite d'aria, riducono la resistenza aerodinamica e permettono angoli di passo che su profili tradizionali causerebbero stallo.
Biggs ha confermato l'intenzione di tentare il record ufficiale con il drone riparato. I numeri ci sono: la media bidirezionale supera già il Guinness di 27 km/h. Restano da trovare una giornata senza vento, i giudici accreditati sul campo e batterie con abbastanza carica per un atterraggio senza danni.
Il 2026 accumula risultati notevoli su più fronti della ricerca: gli astronomi dell'INAF hanno identificato nuove galassie ultra-diffuse che cambiano la comprensione dell'universo osservabile, la neurologia studia i segnali precoci di invecchiamento cerebrale già rilevabili tra i 44 e i 67 anni e la ricerca biomedica ha trovato che il gene PLVAP regola il metabolismo dei grassi aprendo nuove prospettive nel trattamento dell'obesità.